Un grande letterato del Novecento nel fumetto di Davide Reviati

Coconino Press ed Else Edizioni danno alle stampe “Ho remato per un lord”, l’ultima fatica di Davide Reviati concepita per illustrare un racconto sulla forza dell’utopia scritto da Stig Dagerman, uno degli autori svedesi più influenti del Novecento.

Davide Reviati, Stig Dagerman – Ho remato per un lord (Coconino Press, Roma 2021)
Davide Reviati, Stig Dagerman – Ho remato per un lord (Coconino Press, Roma 2021)

Cosa succede quando il virtuosismo grafico di un artista raffinato incontra i pensieri e le parole di un importante autore del Novecento? Ovviamente non può che uscirne un’opera preziosa, da metabolizzare con calma e da custodire con cura. Ed è proprio questa la sensazione che si prova leggendo Ho remato per un lord, il libro recentemente illustrato da Davide Reviati (Ravenna, 1966) per dare vita a una narrazione di speranza e passione che il celebre letterato e anarchico svedese Stig Dagerman ha scritto nel 1947.
La profondità del racconto rispecchia esattamente quella del suo protagonista: un mare non del tutto esplorato attorno al quale si muove un lord insieme a un giovane ragazzo designato per accompagnarlo, da un punto all’altro, con la sua barca. Una storia di formazione che si avvale di metafore e di prolessi per parlare di quel bisogno impellente di crescere, superando le proprie dimensioni consone e confortevoli pur di andare alla ricerca di una meraviglia che è al contempo il vero motore della vita stessa; una vicenda intrisa di riferimenti al concetto del limite e dell’utopia, in grado di far riaffiorare anche quella paradossale sensazione che a volte ci fa sentire molto più simili a persone distanti da noi (soprattutto da un punto di vista economico e sociale) che a individui a noi più vicini.

TRA FUMETTO E PITTURA

Ho remato per un lord immerge il lettore in uno stato di sospensione costante che, grazie alla maestria di Reviati, risulta percepibile sin dalle sue primissime tavole: immagini costituite principalmente da un bianco così accecante, denso e materico, che non consente di vedere i colori descritti dal racconto (in particolar modo uno, il verde) poiché lascia spazio soltanto a sfumature grigiastre destinate a divenire abissali macchie nere.
Il totale senso di apertura e di libertà che si respira pagina dopo pagina coincide incredibilmente con la chiave del racconto stesso, creando così un’unione indissolubile tra il testo scritto e quelle immagini sempre in bilico tra un’illustrazione tanto figurativa quanto evocativa e una pittura che, a tratti, può perfino ricordare quella di un gigante dell’arte contemporanea come Anselm Kiefer.

Davide Reviati, Stig Dagerman – Ho remato per un lord (Coconino Press, Roma 2021). Copertina
Davide Reviati, Stig Dagerman – Ho remato per un lord (Coconino Press, Roma 2021). Copertina

REVIATI E DAGERMAN

In questo modo, il connubio tra l’artista ravennate e lo scrittore svedese (morto suicida a soli trentuno anni) crea un corpo unico da contemplare più e più volte. Come viene infatti ricordato nella prefazione a cura di Goffredo Fofi: “Questa edizione di ‘Ho remato per un lord’ ha trovato in Davide Reviati un illustratore d’eccezione, non solo per la maturità del segno e la suggestione delle atmosfere, il rapporto tra personaggi e ambiente, volti e mani e acqua e nuvole, ma soprattutto per l’adesione del disegnatore alla tensione dello scrittore: Reviati vi appare, più che un illustratore, come un fratello a distanza dell’autore”.
Il libro, nato da una co-produzione tra Coconino Press ed Else Edizioni, è disponibile in due versioni, una delle quali con copertina stampata in serigrafia in 500 copie numerate e firmate dall’autore.

Valerio Veneruso

Davide Reviati, Stig Dagerman – Ho remato per un lord
Coconino Press, Roma 2021
Pagg. 176, € 25
ISBN 9788876185724
www.coconinopress.it

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.