È morto Shozo Uehara: addio allo sceneggiatore di Goldrake e Capitan Harlock

Aveva 82 anni ed era considerato uno dei pilastri dei ‘Tokusatsu’, cioè le serie televisive con effetti speciali tanto amate in Giappone, che scrisse per oltre 50 anni. Ma Shozo Uehara lo conoscevano bene pure i fan degli anime. Da Goldrake A Capitan Harlock.

Ufo Robot Goldrake
Ufo Robot Goldrake

Com’è strana la vita, e com’è strana la morte. Quando un artista ci lascia, immediatamente i suoi fan lo tengono segregato dove meglio credono. Una curiosa elaborazione del lutto. Prendiamo il caro vecchio Shozo Uehara, scomparso il 2 gennaio a 82 anni. In queste ore viene ricordato per essere stato lo sceneggiatore di molti cartoni animati giapponesi, assoluti campioni di popolarità come Ufo Robot Goldrake (1975) o l’indomabile Capitan Harlock (1978). In realtà sarebbe più opportuno ricordarlo principalmente per il suo inestimabile contributo nei telefilm dal vivo con effetti speciali e supereroi dalle tutine colorate, che in Giappone chiamano rispettivamente Tokusatsu e Super Sentai. E lo è stato fin dall’avvento di questi generi, quando giovanissimo entrò a fare parte del celebre studio di Eiji Tsuburaya che porta appunto il suo nome: Tsuburaya Productions. Se siete fan dei Power Rangers, sappiate che le origini dei vostri beniamini le trovate proprio nelle formidabili scritture di Uehara.

LA VITA

Shozo Uehara era nato il 6 febbraio 1937 a Naha, capoluogo dell’isola di Okinawa. Durante la guerra, lui e la famiglia sono costretti a lasciare la città per trasferirsi a Taiwan nel 1944. Quella che doveva essere una evacuazione non molto lunga, si tramuterà in una separazione forzata a tal punto che la città natale la rivedranno soltanto due anni più tardi. Sono esperienze dolorose per il giovane Shozo ma formative nel momento in cui deciderà di diventare scrittore. Al liceo scopre il cinema americano e se ne innamora. Giunto all’università si impratichisce scrivendo sceneggiature dal sapore amatoriale. Viene presentato a Eiji Tsuburaya, che lo invita a formarsi come scrittore, magari vincendo qualche importante premio come spesso succede lì in Giappone. I suoi lavori giovanili sulle vicissitudini di guerra a Okinawa sono il tassello finale per convincere Eiji Tsuburaya ad assumerlo. È il 1964 e uno dei primi telefilm dove lo spediscono a lavorare è Ultra Q, in particolare l’episodio 21 intitolato Uchuu Shirei M774. La televisione si rivela ovviamente un’ottima palestra per mettere in risalto il suo talento. E a Ultraman, Shozo resterà particolarmente legato per tutta la sua carriera.

UNA LEGGENDA GIAPPONESE

Sempre all’insegna delle serie televisive, si avvicina alla Toei Company cinque anni più tardi in veste di freelance. Nel 1975 scrive per il telefilm Goranger, il primo della serie Super Sentai, nel quale lui e i colleghi sceneggiatori includono elementi narrativi da Ultraman e dalla serie spionistica Phantom Agents. C’è talmente tanta carne al fuoco che Uehara è sempre alla ricerca di nuovi stimoli creativi, soprattutto per piacere al pubblico di riferimento: ragazzini e adolescenti. Goranger è considerato un po’ l’apripista nella scala evolutiva che porterà alla creazione, negli Stati Uniti, dei famosi Power Rangers della Saban Entertainment. Quando non si tratta di creazioni originali, ecco arrivare gli autori di fumetto. Uno su tutti: Shotaro Ishinomori, il cui Invisible Dori-chan del 1978 viene prontamente trasformato in serie televisiva. Qui niente supereroi, ma tanta magia. E le influenze dal mondo dei fumetti o degli anime non mancheranno mai, come in Metaldar (1987), altro celebre telefilm scritto anche da Uehara che guarda a cult animati come Astro Boy (1963) e Big X (1964) di Osamu Tezuka. Grazie alla collaborazione con Toei ha modo di lavorare a una dozzina di produzioni animate. Quasi tutte di culto: Getter Robot (1974), Goldrake (1975), Gaiking (1975), Gran Prix e il campionissimo (1977), Capitan Harlock (1978) fino ad Arbegas (1983). Autore di oltre mille sceneggiature, una selezione di cinquanta di esse è finita nel volume pubblicato da Gendaishokan dal titolo Uehara Shozo Shinario Senshu. Nel 2017, aveva dato alle stampe l’autobiografia Kijimuna Kids. Se ne è andato, insomma, un nome importante del mondo dello spettacolo giapponese. Uno scrittore di razza, innamorato del suo lavoro. Sempre pronto ad affascinare il grande pubblico.

– Mario A. Rumor

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.