È morto Mario Bortolato in arte Bort, storico vignettista de La Settimana Enigmistica. Un ricordo

Scompare a 92 anni Mario Bortolato, il vignettista che per oltre cinquant’anni ha accompagnato gli italiani con le sue vignette umoristiche su La Settimana Enigmistica: un mondo in bianco e nero che ha riflesso per mezzo secolo l’evolversi dei costumi e delle abitudini del nostro paese

Mario Bortolato
Mario Bortolato

Il nome di Mario Bortolato probabilmente ai più non dirà granché. Agli appassionati di fumetti e cruciverba, invece, al massimo suonerà familiare il suo pseudonimo: “Bort”. Eppure di certo in molti riconosceranno le sue strisce satiriche, che per oltre cinquant’anni hanno arricchito una delle riviste più amate ed emblematiche della cultura popolare italiana: La Settimana Enigmistica.
Vignettista dalla lunghissima carriera (nato in provincia di Venezia nel 1926), Bortolato se n’è andato nella notte del 19 gennaio ad Alessandria – città nella quale abitava – all’età di 92 anni.
I suoi disegni hanno accompagnato per decenni i lettori della storica rivista di parole crociate, fissandosi nell’immaginario collettivo grazie alla loro formula sempre elegante e concisa: bianco e nero netti, campiture pulite e tratto secco; una sintesi grafica squisita, resa infallibile dal tono finemente sarcastico delle celebri storielle settimanali.
“Bortolato è stato un grande personaggio e un grande protagonista del panorama mediatico” ha ricordato Davide Buzzi Langhi, vicesindaco della città di Alessandria. “Con le sue opere è arrivato a influenzare cultura e modo di vivere, affrontando tutti i temi e tutti gli aspetti del quotidiano”.

Vignetta di Mario Bortolato
Vignetta di Mario Bortolato

LA CARRIERA

Nome di punta de La Settimana Enigmistica, il percorso artistico di Bortolato ebbe inizio ne Il Guerin Meschino, il periodico satirico e umoristico illustrato fondato nel 1882 nella Milano della scapigliatura. La sua carriera continuò toccando alcune tra le riviste più lette degli anni ’50 e ’60 – fra tutti Epoca, L’Europeo e Le Ore. Nel 1955 vinse il Dattero d’Argento al Festival dell’Umorismo di Bordighera. Nel 1962 iniziò la sua collaborazione con i Disegnatori Riuniti (la storica agenzia di umoristi italiani) che lo portò alla notorietà, traghettandolo verso quella che fu la cooperazione più longeva e prolifica della sua carriera: la direzione della rubrica Le ultime parole famose per La Settimana Enigmistica, alla quale contribuì fino al 2013.
La pubblicazione delle vignette di Bort continuò tuttavia per altri quattro anni, grazie all’enorme quantità di tavole inedite realizzate nel passato e accatastate nel magazzino della rivista: ufficialmente l’ultima vignetta di Bortolato su La Settimana è datata primo gennaio 2017.

SPACCATI DI VITA ITALIANA

A riempire le vignette di Bort erano personaggi dall’aspetto sempre buffo: omini stempiati e con la pancetta, accompagnati da mogli procaci in gonna e maglietta bianca. E poi bambini lentigginosi, impiegati d’ufficio e professori, a racchiudere, in pochi centimetri di disegno, caratteristiche ed abitudini di uomini e donne italiani combattuti tra ansie di lavoro, sogni borghesi e immancabili battibecchi di famiglia.
Qualunque fosse il senso della vignetta, il suo posto era però sempre lo stesso: per oltre mezzo secolo, l’appuntamento con Mario Bortolato era alla pagina 41 del famoso periodico.
I suoi disegni sono diventati negli anni dei veri e propri spaccati di vita italiana, accompagnando l’evolversi dei costumi nazionali, adattandosi alle epoche, eppure rimanendo sempre fedeli ad un certo modo intelligente e pungente di interpretare il vissuto. Uno stile brillante, amato tanto dagli appassionati di parole crociate, quanto dai cultori del disegno satirico.

– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.