Il design sostenibile di Formafantasma nel libro di Marco Petroni

Il design dell’iperoggetto è il fulcro dell’analisi di Marco Petroni sulla produzione dello Studio Formafantasma

Marco Petroni ‒ Studio Formafantasma. Il design degli iperoggetti (Postmedia Books, Milano 2022)
Marco Petroni ‒ Studio Formafantasma. Il design degli iperoggetti (Postmedia Books, Milano 2022)

Il design cambia costantemente ruoli e finalità, e non potrebbe essere altrimenti, perché la sua collocazione nel mondo lo obbliga ad agire in una dialettica oggetto/contesto in continuo divenire. Se allora la cornice di riferimento è il crollo dell’Antropocene e una crisi pandemica che ha modificato assetti e relazioni, il design deve porsi al centro di una cultura del progetto al servizio dell’ecosostenibilità. Partendo da tali presupposti e dalla consapevolezza che il design sia espressione di un agire responsabile, Marco Petroni guarda alle produzioni di Studio Formafantasma come possibili modelli di un design che corregge derive e criticità del presente. Nel volume Studio Formafantasma. Il design dell’iperoggetto, appena uscito per postmedia books, il lavoro del duo di designer italiani, al secolo Andrea Trimarchi e Simone Farresin, risulta cruciale nell’ambito di una disciplina che abbandona sentieri di ricerca solo estetica e formale per immaginarsi strumento riparatore di una rifondata relazione uomo-ambiente.

ReneedeGroot, PortMagazine, FormaFantasma
ReneedeGroot, PortMagazine, FormaFantasma

IL LIBRO DI PETRONI SU FORMAFANTASMA

L’analisi accurata compiuta da Petroni sulle opere di Formafantasma è sostenuta da un impianto teorico raffinato che, alla luce del collasso della visione antropocentrica, ricorre alle tesi di Timothy Morton sugli iperoggetti. Categoria nella quale la proposta di Formafantasma rientra a pieno titolo per la capacità di inglobare, all’interno della progettazione, la natura senza relegarla a pittoresco scenario, smantellando la dicotomia natura versus cultura e operando in una logica che unisce il micro al macro. In altre parole, avvicinandosi a un altro degli assunti di riferimento che Petroni desume da Morton, ossia la corrente di pensiero che va sotto il nome di Ontologia Orientata agli Oggetti (Object-Oriented Ontology) o OOO che postula un rinnovato posizionamento tra uomo e mondo e un patto di solidarietà inclusiva tra le specie.

Formafantasma. Cambio. Exhibition view at Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2021. Photo Ela Bialkowska (OKNOstudio), 2021
Formafantasma. Cambio. Exhibition view at Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2021. Photo Ela Bialkowska (OKNOstudio), 2021

IL RUOLO DEL DESIGN SECONDO FORMAFANTASMA

In questa “rivoluzione del vivente”, sostiene Petroni, il design è al centro di opportunità pluriverse, di strategie innovative, dimostrate eloquentemente da Formafantasma in collezioni come Ore Streams, un’investigazione sul riciclo di rifiuti elettronici; Craftica, sulla lavorazione della pelle tra mondo vegetale e animale in una visione olistica; Botanica, che immagina un’era senza petrolio e investiga sui polimeri naturali, in nuove texture e possibilità tecniche; Colony, una serie di coperte con i disegni delle colonie italiane del periodo fascista offerte come contributo alla causa della decolonizzazione; Autarcky, installazione che individua uno scenario produttivo sostenibile e circoscritto solo al bisogno; Moulding Tradition, ceramiche con ritratti d’immigrati per focalizzare sia questioni irrisolte nella geo-politica del Mediterraneo sia intrecci fra tradizioni nordafricane e italiane; Cambio, indagine sull’industria del legno e sul suo impatto per l’equilibrio dell’ecosistema.

Formafantasma. Cambio. Exhibition view at Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2021. Photo Ela Bialkowska (OKNOstudio), 2021
Formafantasma. Cambio. Exhibition view at Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2021. Photo Ela Bialkowska (OKNOstudio), 2021

IL DESIGN DEGLI IPEROGGETTI

Questioni che assumono la forza di un manifesto programmatico, di fatto già operativo, che non fanno da sfondo ma risultano elitarie, nota Petroni, per un definitivo cambio di rotta. Quello che pone il design degli iperoggetti al centro di una galassia epistemologica dove sguardi educati si caricano di un mandato progettuale di radicata valenza etica. In tale ottica, il merito del libro, oltre a fornire ragionate letture stilistiche, consiste senza dubbio nel saldare questa progettualità a orizzonti interpretativi di ampio spettro.

Marilena Di Tursi

Marco Petroni ‒ Studio Formafantasma. Il design degli iperoggetti
Postmedia Books, Milano 2022
Pagg. 140, € 21
ISBN 9788874903290
http://www.postmediabooks.it/

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Autore FormaFantasma
CuratoreMarco Petroni
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Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.