L’onda crescente nella produzione di “silent book” si fa marea e sembra piacere sempre più a grandi e piccini. Tra gli ultimi arrivi, un bell’albo in rigoroso bianco e nero sperimenta e porta alle estreme conseguenze la tecnica della sintesi visiva.

C’erano una volta, e tuttora resistono, le ombre cinesi. Sagome nere su fondo bianco, uno spettacolo per certi versi minimale e per altri molto suggestivo – esattamente nel senso che lo spettatore deve suggerirsi da solo i volumi e le cromie di tutto ciò cui assiste. L’antico tradizionale teatro d’ombre della Cina e di Giava, i settecenteschi spettacoli di strada di silhouette, le deliziose illustrazioni vittoriane di Arthur Rackham, gli elegantissimi film d’animazione muti di Lotte Reiniger e sonori di Michel Ocelot… Non è affatto vero che si tratti di un’arte minore; viceversa è assodato che si tratti di un’arte molto speciale e molto raffinata. Nel marasma policromo in cui giornalmente anneghiamo tutti, per la sua essenzialità può rappresentare anche una momentanea boccata d’aria diversa: tersa, nitida, a suo modo ripulente, forse addirittura curativa.

Antoine Guilloppé – Lupo nero (Camelozampa, Monselice 2021)
Antoine Guilloppé – Lupo nero (Camelozampa, Monselice 2021)

IL SILENT BOOK LUPO NERO

Lupo nero è un silent book in purissimo bianco e nero. Dove il nero spicca sul bianco, ma anche a sua volta il bianco spicca sul nero. Il gioco della silhouette si raddoppia in un chiaro/scuro del tutto complementare, dove i due opposti interpretano l’uno lo yin e l’altro lo yang.
La purezza del confronto qui viene estremizzata, a partire dal primo risvolto introduttivo: una piatta distesa di neve sotto un buio cielo notturno. Solo bianco sotto, solo nero sopra. E basta. Poi lo sviluppo si movimenta, chiaro. (E scuro!). C’è un ragazzino che avanza all’aperto nella notte invernale. Per raggiungere le luci delle finestre che lo attendono dovrà attraversare un bosco. Lì lo aspetta, attento, lo sguardo di un grosso lupo. Nel silenzio assoluto, i due personaggi si muovono addentrandosi tra gli alberi, mentre comincia a nevicare. Le ampie inquadrature si succedono, facendo montare lentamente ma sensibilmente la suspense. La conclusione porterà la sua dose di sorpresa.

Antoine Guilloppé – Lupo nero (Camelozampa, Monselice 2021)
Antoine Guilloppé – Lupo nero (Camelozampa, Monselice 2021)

LUPO NERO DI ANTOINE GUILLOPPÉ

Autore di questo muto “cortometraggio animato” – tale è l’impressione che se ne trae infine – è Antoine Guilloppé, illustratore oggi cinquantenne originario di Chambéry in Savoia (quindi familiare con gli ambienti di montagna) e laureatosi alla rinomata École Émile Cohl di Lione (pertanto bene istruito sulla grande storia passata dell’immagine narrativa, francese e non solo). Avendo sviluppato negli anni una tecnica di disegno senza mezzi toni, ritagliato nettamente all’insegna della massima sobrietà e sintesi, per le sue copertine librarie e soprattutto per i suoi volumi firmati come autore e illustratore, si è guadagnato negli anni numerosi riconoscimenti anche prestigiosi. Loup noir in particolare, edito in Francia da Casterman nel 2004, si è guadagnato la fama di libro muto esemplare, venendo utilizzato in tutto il mondo in vari percorsi didattici multidisciplinari. Adesso lo ha infine portato (non diciamo: tradotto!) anche in Italia una casa editrice veneta in continua crescita, che si fa notare anche per il curioso nome, Camelozampa.

– Ferruccio Giromini

Antoine Guilloppé – Lupo nero
Camelozampa, Monselice (PD) 2021
Pagg. 32, € 16
ISBN 9791280014122
www.camelozampa.com

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Consulente editoriale, ha diretto collane di libri, cd-rom, video, periodici per numerosi editori. Dal 1979 tiene docenze per istituzioni pubbliche e private, tra cui dal 1984 per il Politecnico G. Byron di Genova, dal 1988 per l'Istituto Europeo di Design di Milano e dal 2020 per l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Finora ha curato e presentato oltre cinquecento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di oltre centocinquanta giurie, in molti casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982 è stato consulente artistico di varie manifestazioni: il Premio Andersen-Baia delle Favole di Sestri Levante, il Festival Internazionale Comics "Babel" di Atene, il Festival Nuvole parlanti-Fumetto in palcoscenico di Genova, il Mondo Mare Festival in Liguria. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio "Sergio Fedriani" di Genova; ha ideato e diretto in Liguria il Festival Fantastiche Terre di Portofino e a Camogli il Premio Skiaffino e la manifestazione Il Porto delle Storie. I suoi ultimi libri: “Res Pubica-De Occulta Lanugine” (Prisma Studio), “Très” (a2mani), “L’amo, la lettura” (Il Canneto).