Il libro sul decennale del marchio di moda MSGM

376 pagine di immagini esplosive accompagnate da 400 righe di esili testi quasi esclusivamente in inglese. Si presenta così, come l’ennesima monografia celebrativa di un marchio fashion, il volume dedicato al decennale del marchio fondato a Milano da Massimo Giorgetti. Eppure, a suo modo, “MSGM 10!” è coraggioso, perché vede la luce in un momento in cui la comunicazione, nel settore della moda, sembra essersi spostata esclusivamente sul web.

Sulla copertina del volume, decentrata in basso a sinistra, spicca una foto che ritrae quella straordinaria zuppa umana rappresentata dalla spiaggia di Rimini. Massimo Giorgietti viene da lì: chi conosce la Romagna sa che è un luogo – nel bene e nel male – uguale a nessun altro.
Giorgetti è nato a Longiano, cittadina ad appena 23 chilometri dal “sabbione” di Rimini. Un comune che da sempre – e questo è meno noto – fa parte di un comprensorio che comprende (o comprendeva) una miriade di piccole – poi divenute medie – aziende: quelle magari meno note, che però hanno contribuito a rendere famoso il Made in Italy negli Anni Ottanta e Novanta.

LA STORIA DI GIORETTI E DI MSGM

Un predestinato, dunque, questo ragazzo del 1977, che negli Anni Novanta comincia a curiosare nel ricamificio degli zii, a quel tempo specializzati in applicazione su felpe e t-shirt per brand come Best Company, El Charro e Iceberg. Di quella “estetica” il Giorgietti attuale non solo è debitore, ma in qualche modo pure il continuatore. Il designer di moda che oggi si rivolge a Millennial e Gen Z in quella zuppa visiva ci è cresciuto.
Come ogni romagnolo, il personaggio è per carattere positivo e assetato di vita: ha un passato da dj, una disciplina che evidentemente lo aiuta a mixare ancora oggi le sue creazioni sartoriali con un senso del colore a cui non sono estranee le cromie da discoteca, con la musica (preferibilmente indie) e collaborazioni con artisti come Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari, Sabine Marcelis, Nico Vascellari, Peter Halley ed Henry Hussey. E Nathalie du Pasquier. Di quest’ultima possiede diverse opere e le ha dedicato una collezione nel 2013 ottenendone in cambio la stima e alcuni disegni pensati per essere riprodotti sulle sue creazioni.
Giorgetti il suo marchio lo lancia nel 2009 insieme a un paio di amici che però abbandonano quasi subito, forse intimoriti dall’essersi resi conto della necessità di un impegno durissimo per portare avanti un’attività che nell’ultimo decennio è divenuta sempre più complessa. Nel 2015 Giorgetti viene anche nominato direttore creativo del brand Emilio Pucci appartenente alla conglomerata del lusso LVMH, carica che ricoprirà̀ sino all’aprile 2017, quando decide di comune accordo con la maison francese di lasciare l’incarico per tornare a focalizzarsi a tempo pieno su MSGM.

Charlie Porter – MSGM 10! (Mondadori Electa, Milano 2021) _cover
Charlie Porter – MSGM 10! (Mondadori Electa, Milano 2021) _cover

GIORGETTI DA RIMINI A MILANO

Ci sono pure riferimenti letterari possibili da scovare tra le pagine di questo volume. L’Isabella Santacroce di Fluo e poi immancabile il Pier Vittorio Tondelli di Rimini, ma c’è un’altra città a cui Giorgetti si sente riconoscente. Ovviamente è Milano, quella delle fashion week a cui partecipa da tempo ‒ l’ultima sua uscita in digitale risale a sabato 17 gennaio.
Giorgetti guarda a Milano con gli occhiali colorati della sua provenienza riminese, cosa di cui peraltro il capoluogo lombardo ha in questo momento un grande bisogno. I luoghi cult del capoluogo lombardo per Giorgetti sono La Triennale ma anche il  Bar Basso, il Pravda, la  Pasticceria Cucchi e personaggi come Carlo Cracco, Ghali o il sindaco Beppe Sala, che si è fatto fotografare con una t-shirt del marchio che recita la frase  pensavo fosse amore invece era Milano.
Giorgetti è un tipo coraggioso. E questo libro, come detto, è un atto di coraggio. Con le righe che riportiamo di seguito ‒ per niente banali in un volume del genere ‒ iniziano le due pagine dedicate alla presentazione: “Non credo sia necessario gettare un’ombra tra le pagine vivide di un volume giallo fluo, che deve solo parlare di colore e di gioia… Come milioni di italiani sono chiuso in casa, nel mio appartamento di Milano, da quasi due mesi. La città è silenziosa e deserta. Gli uffici di MSGM, a pochi passi da qui, sono chiusi. L’azienda, nelle Marche, è vuota. Tutto è fermo, paralizzato, sospeso nel tempo e nello spazio. … Il futuro è quanto mai incerto, nebbioso. Eppure ho lanciato MSGM nel 2009, in piena crisi economica, e continuo a pensare che i momenti di crisi siano forieri di grandi opportunità”.

‒ Aldo Premoli

Charlie Porter – MSGM 10!
Mondadori Electa, Milano 2021
Pagg. 376, € 75
ISBN 9788891829719
www.rizzolilibri.it

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.