Un libro a fumetti trova il coraggio di addentrarsi tra le quinte buie del castello di Frankenstein. E lì scova nuove cause, nascoste e inattese, per la nascita “eretica” di quella famosa creatura che da duecento anni continua a spaventare chiunque.

Olivia Cuartero-Briggs è una sceneggiatrice newyorkese ora trasferitasi a Los Angeles, dove di recente si è messa in luce lavorando soprattutto per le serie televisive. Volendo comporre una rivisitazione della storica figura di Mary Wollstonecraft Godwin, che a soli diciannove anni scrisse Il mostro di Frankenstein, ha scelto invece il medium del fumetto; e ha deciso di impregnare il tutto di una ferma visione femminista. Vuole subito spiegarci, infatti: “Mary Shelley non è soltanto colei che ha creato il genere che oggi conosciamo come horror. Era una filosofa ideologica, una viaggiatrice e una ribelle dichiarata in un’epoca in cui le donne non potevano rivendicare nemmeno diritti sui propri figli, figuriamoci pensare di possedere proprietà, votare o perfino chiedere il divorzio”. Affascinata da quella personalità, che, lontana da noi ormai due secoli, ci resta abbastanza misteriosa, la scrittrice ha voluto delineare una sua personale interpretazione della genesi di quel romanzo straordinario, cercandone gli antefatti e le cause anche alla luce dei rapporti famigliari della giovane Mary. Che era figlia di Mary Wollestonecraft, oggi considerata la fondatrice del femminismo moderno. E che era libera compagna dell’eccentrico poeta Percy Bysshe Shelley, con cui conduceva un’esistenza irrequieta all’insegna dell’amore libero.

LA NASCITA DI FRANKENSTEIN

La leggenda vuole che la nascita del primo grande romanzo moderno del terrore sia avvenuta nella piovosa estate del 1816, quando, avendo preso residenza momentanea sulle rive del Lago di Ginevra, i due giovani amanti (si sarebbero sposati in seguito) insieme con la sorellastra e l’amico poeta George Byron, ben noto anche come spavaldo donnaiolo, scandalizzavano l’opinione pubblica dell’intera Europa con i loro comportamenti irrituali, giudicati del tutto sconvenienti. Non a caso sui giornali venivano definiti “la lega dell’incesto e dell’ateismo”.
È in tale atmosfera che nacque tra loro la sfida per scrivere racconti di fantasmi, quella che diede origine anche alla stesura del racconto, e poi romanzo, Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo. Fin qui la storia ufficiale, pur ammantata di qualche lato oscuro. Ma adesso la riscrittura realizzata in quest’opera a fumetti, Mary Shelley. Cacciatrice di mostri, a sorpresa si spinge a inventare situazioni e particolari in un’ottica per l’appunto di puro stampo femminista, evidentemente condivisa anche dall’altro sceneggiatore sodale, l’esperto Adam Glass.

A. Glass, O. Cuartero Briggs, H. Sherman – Mary Shelley. Cacciatrice di mostri (SaldaPress, Reggio Emilia 2020). Copertina
A. Glass, O. Cuartero Briggs, H. Sherman – Mary Shelley. Cacciatrice di mostri (SaldaPress, Reggio Emilia 2020). Copertina

LA TRAMA DEL LIBRO SU MARY SHELLEY

Protagonista è Mary, questo è chiaro. Ma molte altre figure femminili la circondano, da lì fino alla Londra contemporanea, dilatando il palcoscenico della vicenda per far viaggiare l’orrore molto avanti nel tempo. La variazione forse più scioccante è quella del dottor Victor Frankenstein, che stavolta è una dottoressa Victoria. Ma anche la creatura, il classico “mostro” puzzle di corpi vari, vorrà a un certo punto riservarci altre sorprese. E la “monster hunter” Mary avrà un ruolo non solo da intellettuale, ma pure da risoluta persona d’azione.
È ovvio che non si può rovinare la lettura anticipandone i sussulti. Si può dire però che l’operazione è interessante, curiosa, portata avanti con mestiere e una certa perversa meticolosità. E, trattandosi di una versione disegnata a fumetti, ovviamente la parte grafica ha il suo buon peso. Il giovane disegnatore Hayden Sherman mette in tavola un tratto molto moderno – tutto sommato inaspettato, in una storia in costume proto-ottocentesco –, veloce, quasi schizzato, ordinato ma mosso, ovviamente con molto nero, e soprattutto anche da lui stesso colorato con toni sempre bassi, scuri, dove la complementarietà dei rossi e dei verdi non squilla mai, ma ci tiene immersi dall’inizio alla fine in penombre minacciose, in cui – giustamente – non tutto può risultare sempre chiaro. D’altronde è questa la regola principe del racconto di paura, no?

Ferruccio Giromini

A. Glass, O. Cuartero Briggs, H. Sherman – Mary Shelley. Cacciatrice di mostri
SaldaPress, Reggio Emilia 2020
Pagg. 128, € 19,90
ISBN 9788869197970
www.saldapress.com

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Consulente editoriale, ha diretto collane di libri, cd-rom, video, periodici per numerosi editori. Dal 1979 tiene docenze per istituzioni pubbliche e private, tra cui dal 1984 per il Politecnico G. Byron di Genova, dal 1988 per l'Istituto Europeo di Design di Milano e dal 2020 per l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Finora ha curato e presentato oltre cinquecento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di oltre centocinquanta giurie, in molti casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982 è stato consulente artistico di varie manifestazioni: il Premio Andersen-Baia delle Favole di Sestri Levante, il Festival Internazionale Comics "Babel" di Atene, il Festival Nuvole parlanti-Fumetto in palcoscenico di Genova, il Mondo Mare Festival in Liguria. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio "Sergio Fedriani" di Genova; ha ideato e diretto in Liguria il Festival Fantastiche Terre di Portofino e a Camogli il Premio Skiaffino e la manifestazione Il Porto delle Storie. I suoi ultimi libri: “Res Pubica-De Occulta Lanugine” (Prisma Studio), “Très” (a2mani), “L’amo, la lettura” (Il Canneto).