Racconti di emancipazione femminile. Mary Shelley, il nuovo film della regista Haifaa Al-Mansour

Il nuovo film della regista saudita racconta la vicenda biografica ed artistica di Mary Shelley, scrittrice diventata celebre in tutto il mondo per il romanzo gotico Frankenstein

Alcune immagini da Mary Shelley, il nuovo film della regista Haifaa Al-Mansour

Oscurità, silenzio e aldilà. Mary Shelley era terrorizzata da nessuna di queste “condizioni”. O almeno così è nell’omonimo film diretto da Haifaa Al-Mansour, nelle sale cinematografiche italiane dal 29 agosto con Notorious Pictures. Mary Shelley racconta la storia di Mary Wollstonecraft Godwin, autrice di uno dei più famosi romanzi gotici del mondo, Frankenstein, e della sua relazione ardente e tempestosa con il poeta romantico Percy Bysshe Shelley. I due giovani, legati da una chimica naturale e idee progressiste che vanno oltre i limiti della loro età e del loro tempo, dichiarano il loro amore reciproco alle famiglie che li ostacolano e per questo fuggono insieme. A soli 18 anni, Mary è costretta a sfidare i tanti preconcetti contro l’emancipazione femminile, a proteggere il suo lavoro di scrittrice e forgiare la propria identità. La sceneggiatura di Mary Shelley è stata scritta da Emma Jensen in collaborazione con la regista Haifaa Al Mansour. “Vengo dall’Arabia Saudita, e sebbene questo sia un film d’epoca inglese sulla storia di una giovane ragazza che sta crescendo e cerca di trovare la sua strada circondata da preconcetti di cui vuole liberarsi, mi sono davvero identificata con la protagonista”, dice la regista.

DUE DONNE: HAIFAA AL-MANSOUR E MARY SHELLEY

L’emancipazione femminile è forse la vera chiave di lettura di tutto il film. Una costante che unisce la vita della regista e del personaggio protagonista. Haifaa e Mary, due grandi donne, coraggiose e ribelli, a modo loro e con l’arte, una con il cinema e l’altra con la penna. Haifaa Al-Mansour è la regista di quel piccolo grande capolavoro che è La bicicletta verde, film girato nella sua terra, l’Arabia Saudita, in condizioni non facilissime, costretta a non lavorare per strada ma a dirigere la troupe dall’interno di un camper. Haifaa Al-Mansour la dura lotta per la parità di diritti la conosce bene e quindi portare sullo schermo una giovanissima, intelligente e combattiva donna dell’Ottocento non può che essere stato per lei un grande piacere. Mary Shelley aveva appena 18 anni quando sceglie di mettere in gioco tutto per amore di un uomo dannato e per la scrittura del libro che la renderà famosa, Frankenstein. A vestire i panni della scrittrice è Elle Fanning, che dice:“poter interpretare una donna che era così avanti con i tempi su tantissime cose, mi ha davvero colpita. Ero molto nervosa e spaventata, perché nessuno ha mai raccontato prima questa storia, e perché è davvero speciale. Ho pensato che tutti dovessero conoscerla. Sebbene ambientato nell’Ottocento, penso che il suo percorso sia molto moderno e rilevante anche per il mondo di oggi”.

SCANDALO E RELAZIONI

Il padre, i romanzi gotici e Percy: questi sono i tre elementi che condizionano nel bene e nel male la vita di tutti i giorni di Mary, delle volte ferendola, delle altre lasciandola nella solitudine, altre ancora regalandole ispirazione. Per una donna di quel tempo, leggere libri su determinati argomenti era un affare di scandalo e vergogna, e ancor più scriverli. Mary però ha un luogo preferito, in cui si nasconde per leggere, è un cimitero: è qui che si sente tranquilla e quasi protetta. Mary Shelley è un film che si basa da un lato sull’emancipazione della donna, dall’altra sulle relazioni. I legami di sangue e non che ci sono tra i personaggi rappresentano la cornice dentro la quale la giovane Mary cerca ardentemente la propria identità, respingendo le attese della società, l’eredità dei suoi genitori e il carattere fastidioso e libertino del suo partner.

RUOLI E COMPITI DI OGNI PERSONAGGIO

Il padre, Percy, Claire, Lord Byron e Polidori: ognuno di loro ha una funzione nella vita e nella creazione di Mary, e tra loro hanno altrettante relazioni rocambolesche, forse anche tipiche del tempo. La Mary Shelley che Haifaa Al-Mansour ci propone è una giovane scaltra e concreta, sicura della sua penna e della sua mente ancor prima del suo cuore. Il padre rifiuta tutto ciò che lei scrive, la sorella prova amore e gelosia, Percy la ama ma in modo vagabondo, Polidori è il bravo ragazzo ma solo amico, Lord Byron è invece il maschio alfa, bello e dannato, da cui Mary sta alla larga. Elle Fanning ha dichiarato: “sentivo un’enorme responsabilità nell’interpretare Mary – è un personaggio davvero sfaccettato. È la storia di una ragazza che cresce e trova la sua strada, uscendo dall’ombra della sua famiglia. Mary è uno spirito libero e potente. È curiosa e un’attenta osservatrice”, continua l’attrice, che conclude: “ho letto molto, ovviamente la prima cosa che ho fatto è stata leggere Frankenstein, in realtà porto ancora il libro con me e lo leggo qualche volta prima di andare a letto, giusto per sentire un po’ la voce di Mary. È scritto così magnificamente!”.

– Margherita Bordino

 

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.