A Milano nasce l’edicola contemporanea firmata da Rubner Haus, nel segno della sostenibilità

Realizzata interamente in legno, si apre di giorno e si chiude di notte come un fiore grazie alla sua doppia conformazione. Il progetto intende creare un habitat confortevole e sostenibile, ma anche aperto alla comunità.

Edicola Rubner Haus a Milano © Photo credits Alessandro Zenoni
Edicola Rubner Haus a Milano © Photo credits Alessandro Zenoni

Più volte abbiamo trattato, sulle pagine di Artribune, della trasformazione dell’editoria cartacea, messa in crisi a causa dell’entrata nel mondo del digitale, con la conseguente chiusura di edicole e librerie indipendenti. Nonostante si sia data più volte la colpa al gigante Amazon e alle nuove tecnologie, alcuni privati hanno abbracciato la sfida, provando a introdurre alcune  innovazioni alle proprie attività (è il caso di Edicola 518 a Perugia).

Edicola Rubner Haus a Milano © Photo credits Alessandro Zenoni
Edicola Rubner Haus a Milano © Photo credits Alessandro Zenoni

L’EDICOLA DEL FUTURO A MILANO

Con l’intento di contribuire all’innovazione del modello del vecchio “chiosco del giornalaio”, lo studio di architettura Rubner Haus, nato a Chienes, in provincia di Bolzano, ha lanciato l’edicola del XXI secolo, firmata Rubner Haus su progetto di ABC – Architetti Barban Cappellari di Vicenza. L’edicola, da ora attiva, si trova a Milano in Piazza della Resistenza partigiana (in Corso Genova angolo Via De Amicis). Le linee guida dell’intero progetto sono la natura e la sostenibilità ambientale: la struttura è infatti realizzata quasi interamente in legno, un materiale scelto per essere poco impattante (per la sua lavorazione e trasporto vengono impiegate poche quantità di energia e di conseguenza prodotta una bassa emissione di CO2). È inoltre un materiale igroscopico, in grado di assorbire e rilasciare l’umidità dall’ambiente circostante, rendendo l’abitabilità dell’edicola particolarmente piacevole e salubre. L’edicola di Rubner Haus, infine, si ispira alla natura anche nella sua estetica, chiudendosi di notte e aprendosi di giorno come un fiore: la sua doppia conformazione permette di assumere un aspetto compatto da chiusa, con bordature e profili in acciaio color antracite, e parti a vista in legno verniciato color grigio scuro di giorno, grazie ad alcuni elementi movibili.

Edicola Rubner Haus a Milano © Photo credits Alessandro Zenoni
Edicola Rubner Haus a Milano © Photo credits Alessandro Zenoni

L’EDICOLA DI RUBNER HAUS, NEL SEGNO DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Oggi si parla molto di rigenerazione urbana quale strumento per restituire alla collettività beni che incidano positivamente sui valori di inclusione sociale e di integrazione”, spiega Deborah Zani, ceo di Rubner Haus. “L’edicola quale luogo senza porte né finestre, che di solito si affaccia su una piazza o un incrocio, è uno degli spazi emblema al centro di scambi e relazioni. Pensare a come debba essere l’edicola del XXI secolo ci ha spinto a ragionare su tre concetti chiave: sostenibilità ambientale, sostenibilità dell’abitare e sostenibilità etico-culturale che trovano un comune denominatore nel materiale edile più sostenibile, il legno. Costruire in legno vuol dire rispettare l’ambiente, garantire elevati livelli di comfort oltre che un basso consumo energetico, restituire alla comunità un bene autorigenerante che si innesta naturalmente nel tessuto urbano e di relazioni sociali”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.