Da tradizionale a hi-tech. Nuove possibilità per le edicole

Sempre più a rischio chiusura, eppure bene necessario alla collettività, le edicole potrebbero trovare nel digitale non un nemico, ma un alleato. Ecco come.

Edicola 518. Photo Leonardo Pellegrino
Edicola 518. Photo Leonardo Pellegrino

Da piccolo volevo fare uno di questi mestieri: il postino o il giornalaio. Il postino perché mi piaceva (e mi piace ancora oggi) la geografia, e chi meglio del postino conosce le strade e i vicoli della città, ma soprattutto chi meglio del portalettere può analizzare i legami della società e possederne i segreti? Cambia il meccanismo, ma le comunicazioni esistono sempre, ancora oggi. Il giornalaio invece, per me, era l’uomo che sapeva tutto: aveva tra le mani infiniti giornali e riviste, poteva leggerli tutti e contemporaneamente stringere rapporti con le persone, commentando insieme i titoli dei giornali o discutere delle vicende politiche, economiche, culturali e sociali. In un Paese come la Siria, dove sono nato e cresciuto, per me andare dal giornalaio voleva dire poter conversare di cose di cui solitamente la gente non parlava pubblicamente.
Oggi il mestiere del postino è certamente cambiato, anche se c’è sempre più richiesta, sempre meno sono però gli interessati, mentre il mestiere del giornalaio, in forte difficoltà, rischia quasi di scomparire. Il giornalaio che di solito mi riforniva di quotidiani in piazza Epiro, lungo le Mura Aureliane di Roma, ha chiuso dopo una settimana dell’inizio del lockdown totale di marzo e ancora non è tornato. Non solo gli adulti frequentano le edicole, ma anche i bambini, che qui trovano gioia e immaginazione, una piccola frequentazione quotidiana però interrotta dopo la chiusura delle scuole.

EDICOLE HI-TECH

Di recente ho letto l’interessante articolo che parla dell’iniziativa dell’Edicola 518 e mi è venuto in mente un’idea di cui avevo parlato con Matteo Monari, uno dei massimi esperti a livello internazionale di web marketing in Italia (ex AD dell’agenzia web romana BizUp del gruppo Alkemy), sulla digitalizzazione delle edicole tradizionali per trasformarle in edicole hi-tech. Infatti, sulla situazione attuale, Monari commenta: “Questo periodo di reclusione forzata ha evidenziato come le edicole, inserite da subito tra gli esercizi indispensabili per i bisogni primari, ricoprono ancora oggi un ruolo di primaria importanza per la popolazione italiana. Nel corso degli anni la rapida diffusione del web e degli smartphone ha cambiato il modo in cui l’informazione viene veicolata e consumata, rendendola oggi essenzialmente digitale, ubiqua e largamente gratuita. Questo cambiamento è alla base della riduzione delle vendite delle pubblicazioni cartacee ‒ e con esse dell’indotto delle edicole ‒ ai minimi storici”.
L’idea quindi è quella di produrre e fabbricare edicole completamente nuove, fornite di pannelli solari e schermi per la proiezione legati alla rete Internet. I pannelli solari possono fornire elettricità ed energia, mentre gli schermi possono trasmettere messaggi di comunicazione e/o pubblicità. Per esempio il Comune di ogni città (oppure il municipio, nel caso dei centri più grandi) può prendere accordi con le edicole per proiettare campagne di comunicazione rivolte ai propri cittadini, oppure si possono vendere questi spazi ai commercianti di zona esattamente come gli spazi tradizionali sparsi per le strade cittadine, o ancora ogni edicola può decidere di utilizzare il proprio spazio per proiettare i titoli dei giornali e delle riviste secondo quanto pensano possa essere di maggior interesse per i loro clienti. L’edicola inoltre può essere fornita di dispositivi o programmi per registrare gli articoli venduti, in modo da poter facilmente avere a portata di mano i numeri o i titoli di maggior interesse, proprio al pari di una moderna biblioteca o libreria.

Non è certamente facile paragonare l’edicola tradizionale a quella digitale hi-tech, ma credo sia impossibile negare l’evoluzione della tecnologia e qualsiasi attività che non si adatti ai nuovi strumenti del mercato è destinata a scomparire”.

Ovviamente, il servizio interattivo con schermi touch – con tutte le debite precauzioni sanitarie – può essere utile anche a chi cerca informazioni più precise, per esempio a un cittadino che vuole informarsi sulle notizie del proprio quartiere, dai cantieri in corso alle linee dei mezzi pubblici e alle loro eventuali deviazioni. I municipi possono inoltre offrire, sempre attraverso l’edicola, un servizio di rete wi-fi gratuito per i giovani del quartiere, sempre più digital: la rete diventa un must inevitabile! D’altro canto, i turisti possono sfogliare le pagine di questi schermi touch per ricevere informazioni di ogni genere, dalle indicazioni geografiche ai racconti di tipo storico artistico. Le edicole, che sono state sempre un punto di riferimento per le informazioni, potrebbero così guadagnare non solo dalle vendite del materiale stampato, ma anche dalle informazioni elargite e dal servizio digitale che forniscono (tramite appunto appositi accordi con il Comune o i privati).
Tuttavia, non è detto che proprio la digitalizzazione non possa dare nuova linfa vitale ai chioschi che coprono in maniera capillare l’Italia. In un contesto in cui tanto i servizi anagrafici quanto quelli bancari, assicurativi e postali, assieme a pagamenti, prenotazioni, scommesse e biglietti di ogni sorta sono gestibili tramite un terminale collegato in rete, le edicole potrebbero ad esempio aiutare a colmare il ‘digital divide’ che in parte ancora affligge l’Italia ‒ agendo come una ampia rete di sportelli connessi multisettore al servizio della parte più anziana e meno connessa della popolazione”, aggiunge ancora Monari.
Non è certamente facile paragonare l’edicola tradizionale a quella digitale hi-tech, ma credo sia impossibile negare l’evoluzione della tecnologia e qualsiasi attività che non si adatti ai nuovi strumenti del mercato è destinata a scomparire. Di certo non è questo ciò che auguro ai due mestieri che sognavo nella mia infanzia! E se si può parlare di digitalizzazione per musei e gallerie d’arte, allora si può parlare anche di digitalizzare le edicole.

‒ Ghiath Rammo

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Ghiath Rammo
Archeologo orientalista, laureato in Archeologia presso l’Università di Aleppo (Siria). Tra il 2004 e il 2010 ha partecipato agli scavi dell’antica città di Ebla (Siria) come membro della Missione Archeologica Italiana in Siria. Ha maturato esperienza in campo turistico ad Aleppo, lavorando a stretto contatto con i turisti, svolgendo attività di accompagnatore e guida turistica. Parla fluentemente arabo, curdo, italiano e inglese. È co-fondatore dell’Associazione Culturale L’Asino d’Oro attiva su Roma e gestisce il blog Marhaba Roma sulla storia e la cultura di Roma in lingua araba e curda.