Paolo Gioli raccontato in un libro

Figura totalmente atipica nel mondo della fotografia, Paolo Gioli è stato a lungo considerato un outsider. Ora c’è anche una monografia che lo rimette al centro delle ricerche nel campo delle arti visive.

Paolo Gioli, Pugno contro me stesso, stampa ai sali d’argento su carta baritata, da negativo microstenopeico realizzato col pugno della mano, 18 × 13 cm, 1989. Collezione privata. © Paolo Gioli
Paolo Gioli, Pugno contro me stesso, stampa ai sali d’argento su carta baritata, da negativo microstenopeico realizzato col pugno della mano, 18 × 13 cm, 1989. Collezione privata. © Paolo Gioli

Ormai da anni lo storico Giacomo Daniele Fragapane indaga sulla figura di Paolo Gioli, una delle più particolari del mondo dell’autorialità fotografica italiana. Le sue indagini risentono fortemente dello stretto rapporto che lo studioso ha che ormai da molti anni con Gioli stesso.

LA MONOGRAFIA DEDICATA A PAOLO GIOLI

Recentemente per i tipi di Johan & Levi ha pubblicato il volume Paolo Gioli Cronologie, un’interessante analisi sul percorso artistico, fotografico e teorico dell’artista che vive in un paese della provincia di Rovigo, in un luogo vicino a quello dove è nato nel 1942.
Nel volume illustrato si parla anche della sua produzione filmica, unica nel panorama dell’arte. Ci troviamo di fronte a un intelligente sperimentatore, il cui lavoro è basato su commistioni di tecniche artistiche e su verifiche di esperimenti scientifici, in cui la macchina intesa come strumento non è facilmente identificabile.
Proprio in tal senso, per il suo utilizzo del foro stenopeico in maniera geniale sin dagli inizi del suo cammino non è stato facile il rapporto con la critica, a parte alcuni rari esempi che vengono puntualmente citati, primo fra i quali Ando Gilardi.

Paolo Gioli, Autoritratto stenopeico, Polaroid SX-70 applicata su carta da disegno, 25 × 17,5 cm, 1977. Collezione privata. © Paolo Gioli
Paolo Gioli, Autoritratto stenopeico, Polaroid SX-70 applicata su carta da disegno, 25 × 17,5 cm, 1977. Collezione privata. © Paolo Gioli

GIOLI A NEW YORK

Un ritratto, quello fatto da Fragapane, che corrisponde perfettamente all’idea che nel corso degli anni direttamente e indirettamente mi sono fatta di questo artista particolare, fra i primi italiani della sua generazione a recarsi negli Stati Uniti. Esperienza che determina fortemente il suo lavoro, non in senso di emulazione di quanto si trova a vedere, delle personalità che ha la ventura di frequentare, ma da un punto di vista dell’atteggiamento, della metodologia della quale si serve per affrontare le diverse ricerche.
Nella parte iniziale del volume Fragapane si pone una domanda alla quale cerca di rispondere anti-dogmaticamente, riuscendoci, nelle pagine che seguono. “Come inquadrare una figura capace di proiettare nella sua opera complesse questioni estetico filosofiche, storico-politiche, tecnologiche, epistemologiche, re-inventando ogni volta i propri strumenti in funzione di una grande complessità di variabili?”. In tal senso lo studioso mette in luce il ruolo fondamentale che il tempo ha e ha avuto nella ricerca di Gioli, che come accadeva molti secoli fa, proprio durante il suo soggiorno newyorchese, ha avuto modo di conoscere il suo mecenate, che lo segue da oltre cinquant’anni.
Paolo Gioli è una figura assai particolare i cui soggetti sono presi o dalla storia dell’arte e della fotografia, o da quanto gli è vicino. Le sue avventure straordinarie avvengono tutte tra le pareti della casa, il giardino, i nidi, i bottoni, le vecchie lastre e i tanti libri, raccolti nel corso degli anni con grande passione.

Angela Madesani

Giacomo Daniele Fragapane – Paolo Gioli. Cronologie
Johan and Levi, Monza 2020
Pagg. 142, € 28
ISBN 9788860102256
www.johanandlevi.com

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AutorePaolo Gioli
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.