Critica e scrittura. Il volume dedicato a Lara-Vinca Masini

Tutta la potenza critica di Lara-Vinca Masini risuona nel volume “Scritti scelti 1961-2019” curato da Alessandra Acocella e Angelika Stepken per la casa editrice Gli Ori di Pistoia.

Lara-Vinca Masini ‒ Scritti scelti 1961 2019. Arte Architettura Design Arti applicate (Gli Ori, Pistoia 2020)
Lara-Vinca Masini ‒ Scritti scelti 1961 2019. Arte Architettura Design Arti applicate (Gli Ori, Pistoia 2020)

Quando penso a Firenze, alla Firenze del secondo Novecento e alla Firenze d’oggi, non posso non ricordare (questo lo faccio sempre, quasi in automatico) all’accurato libro Arte a Firenze 1970-2015 (un volume curato da Alessandra Acocella e Caterina Toschi) e a Lara-Vinca Masini, figura della critica d’arte italiana tra le più brillanti e attente tanto alle manovre del passato quanto a quelle del proprio pulsante presente: “Aveva libri ovunque, persino sui fornelli”, ha ricordato Tomaso Binga qualche tempo fa, ripensando ai suoi brevi viaggi fiorentini degli Anni Settanta con Verita Monselles.
Da qualche mese, e precisamente dallo scorso maggio, data di sua prima pubblicazione (a cui ci auguriamo che seguano ristampe), è possibile reperire in libreria il volume di Scritti scelti 1961-2019. Arte Architettura Design Arti applicate con cui viene raccolta per la prima volta – l’idea è di Giuliano Gori, la curatela di Alessandra Acocella e Angelika Stepken – l’ampia attività critica di Lara-Vinca Masini, di questa regina della cultura italiana che, sin dal suo apprendistato in “casa Ragghianti” (siamo sul finire degli Anni Cinquanta del secolo scorso), non ha mai smesso di fare critica e di mostrare, tra l’altro, gli spiccati segni di una intellettualità camaleontica, versatile, capace di cogliere il meglio da ogni contrada dell’arte.

‘Aveva libri ovunque, persino sui fornelli’, ha ricordato Tomaso Binga qualche tempo fa, ripensando ai suoi brevi viaggi fiorentini degli Anni Settanta con Verita Monselles”.

In questo eccezionale volume, eccezionale per la mole di testi che vi ritroviamo ma anche per la loro ormai scarsa rintracciabilità e per la loro importanza nell’ambito degli studi metodologici, è possibile rileggere finalmente le linee di una ricerca polifonica che si delinea in una attenta produzione saggistica (difficile non ricordare l’Art Nouveau. Un’avventura artistica internazionale tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincialismo, tra costante ed effimero, tra “sublime” e stravagante del 1985) e, in una brillante scrittura espositiva come Umanesimo, Disumanesimo nell’arte europea 1890/1980, la mostra tenuta a Firenze dal 20 settembre al 30 novembre 1980, con opere di Pier Paolo Calzolari, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Luciano Fabro, Haus-Rucker-Co, Hans Hollein, Rebecca Horn, Fabio Mauri, Hermann Nitsch e Wolf Vostell, il cui testo introduttivo è presente in questo elegante e ben nutrito lavoro antologico.
Quello che rende ulteriormente intrigante il progetto editoriale è – e bisogna dirlo per inciso – il testo introduttivo di Alessandra Acocella che, invece di perdersi in una elucubrazione sul personaggio, e spesso si cade in questa risacca accademica, opta intelligentemente sulla conversazione, facendoci assaporare un’atmosfera passata ma in itinere dove troviamo rapporti d’amicizia (“l’amicizia con Ettore Sottsass e Nanda Pivano è stata bellissima e profonda”), racconti e aneddoti, incontri con artisti e critici, linee generali di teoria (la “linea dell’unicità” e la “linea del modello”), ricordi esposti in prima persona che stuzzicano piacevolmente l’interesse del lettore (“conobbi una delle mie più grandi amiche per tutta la vita, Patricia Hoshschild, vicedirettrice della Massachusetts University, grazie alla quale incontrai il professor Werner Jaeger, il notissimo autore di ‘Paideia’, con il quale ho mantenuto un lungo rapporto epistolare”) e chiariscono meglio la vita e l’opera di Lara-Vinca Masini.

LARA-VINCA MASINI E RAGGHIANTI

Il mio avvicinamento a Ragghianti avvenne verso la fine degli Anni Cinquanta quando, dopo la morte di mio padre sotto l’ultimo bombardamento di Firenze, sola con mia madre che era una bravissima sarta – ma il suo lavoro non era sufficiente – cominciai a dare lezioni private di italiano, latino e greco”, si legge nelle prime battute di Una vita per l’arte. Intervista a Lara-Vinca Masini (che si può gustare per intero nell’abstract del volume scaricabile dal sito web della casa editrice).
A un certo momento mi si presentò la moglie del professor Ragghianti che mi chiese di seguire il suo figlio maggiore negli studi. Dopo poco tempo la moglie del professore mi offrì di entrare a lavorare nello studio del marito”.

Antonello Tolve

Lara-Vinca Masini ‒ Scritti scelti 1961-2019. Arte Architettura Design Arti applicate
a cura di Alessandra Acocella, Angelika Stepken
Gli Ori, Pistoia 2020
Pagg. 448, € 35
ISBN 9788873367895
www.gliori.it

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CuratoreLara-Vinca Masini
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.