Fotografie d’archivio: la storia di Bergamo Alta in un libro

Tra le città italiane al centro della cronaca di queste settimane, Bergamo è protagonista del recente volume pubblicato da Nomos Edizioni, prima tappa di una promettente serie dedicata alla fotografia storica d’architettura.

Veduta di tetti, Bergamo Alta © Museo delle storie di Bergamo, Archivio fotografico Sestini – Raccolta Domenico Lucchetti
Veduta di tetti, Bergamo Alta © Museo delle storie di Bergamo, Archivio fotografico Sestini – Raccolta Domenico Lucchetti

Città Alta 1926-1938. Il Piano di Risanamento e Luigi Angelini di Valentina Raimondo è un libro che apre una nuova visione del borgo di Città Alta, centro storico di Bergamo. Grazie all’uso di immagini d’epoca, invita il lettore a una riflessione sul periodo della riorganizzazione urbanistica attuata nella città lombarda dall’ingegner Luigi Angelini.
Edito da Nomos Edizioni e disponibile in versione italiano-inglese, il libro è il primo di una collana dedicata completamente alla fotografia storica; si inserisce in un progetto promosso da SIAD Fondazione Testini che da anni investe sulla valorizzazione di alcuni significativi archivi fotografici. Gli scatti raccolti nel volume provengono dall’Archivio famiglia Angelini e dal Fondo Piano di Risanamento della Raccolta Domenico Lucchetti. L’uscita di questa prima tappa nella riscoperta della fotografia storica ricade, non a caso, nell’anno del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di Angelini: un modo non solo per ricordarlo come artefice del Piano di Risanamento, ma anche per rievocarlo come progettista fondamentale nell’iter architettonico di Bergamo.

LA STORIA DEL RISANAMENTO DI CITTÀ ALTA

All’interno del volume la trattazione è organizzata in tre tematiche principali che aiutano il lettore a comprendere il caso urbanistico di Città Alta. Nello stesso tempo gli permettono di approfondire la più ampia questione della nascita dei centri storici, intesi come patrimonio da conservare, con riflessioni connesse al dibattito riguardante il restauro. Le vicende legate al Piano di Risanamento hanno inizio a causa delle precarie condizioni igienico-sanitarie in cui la popolazione del borgo si trova a vivere all’inizio del secolo scorso, dovute al degrado che affligge molti edifici. Dopo aver approfondito la cronologia dei pareri e delle proposte di architetti e progettisti dell’epoca, riguardo al metodo da utilizzare per il risanamento di Città Alta, lo studio si sofferma specificamente sul programma e sull’attuazione del piano Angelini, il cui “pensiero scientifico” viene analizzato e spiegato grazie all’ausilio di immagini che raccontano la Bergamo degli Anni Trenta.

Valentina Raimondo (a cura di) – Città Alta 1926 1938. Il Piano di Risanamento e Luigi Angelini (Nomos Edizioni, Milano Busto Arsizio 2019)
Valentina Raimondo (a cura di) – Città Alta 1926 1938. Il Piano di Risanamento e Luigi Angelini (Nomos Edizioni, Milano Busto Arsizio 2019)

MEMORIE FOTOGRAFICHE

Nel libro viene sottolineato come in queste fotografie sia immortalata l’essenza architettonica della città, ossia i suoi edifici, i quali emergono grazie all’importanza che lo scatto dà al contesto in cui sorgono. Le fotografie documentano Città Alta pre e post intervento e restituiscono al lettore uno sguardo su scorci di vita all’interno del borgo, per le strade, nei cortili o nelle costruzioni di rilievo come il carcere di Sant’Agata, testimoniando così non solo la storia, ma anche la quotidianità dei luoghi descritti. Oggi (temporaneamente) vuoti.

Sara Villani

Valentina Raimondo (a cura di) ‒ Città Alta 1926-1938. Il Piano di Risanamento e Luigi Angelini
Nomos Edizioni, Busto Arsizio 2019
Pagg. 64, € 9,50
ISBN 9788894811643
http://www.nomosedizioni.it/

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Sara Villani
Architetto. Nasce a Cuneo in un sabato di maggio del 1994 e dopo aver terminato Liceo Classico si trasferisce in Svizzera. Si laurea all’Accademia di Architettura di Mendrisio (AAM) in cui ha la possibilità di frequentare gli atelier di architetti dal valore internazionale. Tra il 2015 e il 2016 stanca della Svizzera scappa per un anno a Lisbona e oltre a lavorare in uno studio di progettazione si innamora della lingua e della cultura del posto. È appassionata dell’architettura e del design del secondo Novecento, ma oltre a questo ama l’arte, il cinema, il buon cibo e leggere libri (meglio se di Saramago).