Locals. I ritratti fotografici della provincia raccontati fra le pagine di un libro

Il genere della ritrattistica fotografica è protagonista del volume curato da Roberto Maggiori. Una galleria di immagini realizzate da grandi maestri dell’obiettivo e da personalità più giovani sullo sfondo della provincia italiana.

Marcello Galvani dalla serie Casi, 2007 2010
Marcello Galvani dalla serie Casi, 2007 2010

Locals, a cura di Roberto Maggiori, è un piccolo e curioso libro che propone una riflessione su un tema portante della storia della fotografia, quello del ritratto. Un genere che oggi di rado suscita interesse, se si va oltre l’ambito del reportage, della cronaca nera o rosa, della fotografia di moda o dei ritratti delle photostar.
Il libro propone una serie di ritratti “antispettacolari”, realizzati perlopiù nella grande provincia italiana. Maggiori ha radunato 27 autori “che lavorano fotograficamente, anche quando il supporto che trattiene l’immagine è una tela, una ceramica, o un comune foglio di carta a quadretti, del resto la categoria del fotografico (Rosalind Krauss docet) ha ormai permeato tutte le modalità della riproduzione visiva, dallo schermo dello smartphone, fruito quotidianamente per motivi pratici o evasivi, fino ai linguaggi più ricercati del cinema, della pittura, delle arti visive. Questa commistione non indebolisce l’identità ‘specifica’ della fotografia, semmai la irrobustisce, essendo l’immagine fotografica ormai il termine di paragone per tutto quanto attiene al campo del visivo”.

Jacopo Benassi dalla serie The Rest, 2017
Jacopo Benassi dalla serie The Rest, 2017

I PROTAGONISTI DEL LIBRO

Ne esce un interessante spaccato fotografico che va dagli anziani maestri, tutti viventi, da Nino Migliori con le sue straordinarie foto sull’“ordinaria” gente dell’Emilia (1948-57) a Italo Zannier. Di Guido Guidi è proposto un lavoro del 2016, una sorta di sequenza sul variare della luce, in cui il ritratto diviene pretesto, e quindi Mario Cresci, con le sue persone colte di spalle di fronte alle opere. E poi le raffinate lastre di Paolo Gioli, ritratti trovati e quindi elaborati, un lavoro del 1994 che precede molta ricerca artistica contemporanea.
Sono stranianti i dittici di Piero Delucca, di sapore americano quelli di Cesare Ballardini. Gli oli su tela di Fabio Torre sono ritratti di oggetti. Sul tema della ripetizione temporale è il lavoro di Sabrina Ragucci. Da segnalare i ritratti “arbusiani” di Jacopo Benassi, quelli bucolici di Marcello Galvani e quelli punk di Marco Dapino. Allegra Martin ha cercato di raggiungere il grado zero della fotografia, spogliandola di qualsivoglia sovrastruttura. Federico Pacini ha lavorato soltanto nella zona di Siena, ma la forza dei personaggi, dalla ragazza con il fucile alla vecchia signora con la vestaglia a fiori, riesce a catturare tutta l’attenzione, cancellando la potenza straordinaria della monumentalità artistica e naturale del paesaggio toscano.

Angela Madesani

Roberto Maggiori (a cura di) – Locals
Quinlan, San Severino Marche 2019
Pagg. 120, € 28
ISBN 9788899390297
http://www.aroundphotography.it/

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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.