Tutti i capolavori della National Gallery di Londra in un libro

Diretta dal “nostro” Gabriele Finaldi, la National Gallery di Londra conserva capolavori indiscussi dell’arte occidentale. Lo stesso Finaldi ne ha selezionati 275, raccogliendoli in un volume chiaro e prezioso.

Gabriele Finaldi – The National Gallery. Masterpieces of Painting (National Gallery Company, Londra 2019), dettaglio della copertina
Gabriele Finaldi – The National Gallery. Masterpieces of Painting (National Gallery Company, Londra 2019), dettaglio della copertina

Senz’altro il punto di vista da cui scriviamo influenza la lettura dei fatti, ma è piuttosto condivisa la valutazione: con l’arrivo di Gabriele Finaldi alla direzione, la storia gloriosa della National Gallery di Londra ha ricevuto un ulteriore impulso. D’altra parte parliamo di uno studioso che già aveva fatto cose mirabili al Prado di Madrid. Dal 2015 è tornato a casa, per certi versi: nella capitale britannica si è infatti svolta buona parte della sua formazione accademica e proprio alla National Gallery aveva già lavorato dal 1992 al 2002. Giusto un anno fa ha messo a segno un “colpaccio”, facendo acquisire l’Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria di Artemisia Gentileschi, e ce lo aveva raccontato con un editoriale sulle colonne di Grandi Mostre, sottolineando la portata politica di un gesto del genere: “Lultimo quadro di una pittrice antica prima di questo a entrare nella nostra collezione fu una composizione di fiori di Rachel Ruysch nel lontanissimo 1974. Lintervallo è stato troppo lungo, ma ora si è chiuso. Artemisia regna a Trafalgar Square”.

I DIPINTI DELLA NATIONAL GALLERY

Adesso torniamo a Finaldi per un motivo altrettanto importante: la pubblicazione di un importante volume edito dalla National Gallery e distribuito dalla Yale University Press. Si tratta della presentazione di 275 dipinti conservati nel museo, coprendo un arco storico e sociale che va “dal tempo in cui i dipinti in legno, oro e lapislazzuli adornavano gli altari delle chiese italiane medievali o erano appesi nelle camere da letto dei mercanti olandesi, fino al volgere del XX secolo, quando gli artisti si dibatterono in potenti forme espressive in lavori che ruppero con la tradizione del passato” (notare la scrittura colta e al tempo stesso chiara di Finaldi).

OPERE E ARTISTI

In un libro confezionato a dovere, si parte da Margarito d’Arezzo, Cimabue, Duccio, Giotto e Masaccio per poi spostarsi nelle Fiandre con Jan van Eyck (per dire: sono qui i Coniugi Arnolfini) e Rogier van der Weyden, si torna in Italia con la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello (sì, pure lei è a Londra) insieme al Mantegna e Giovanni Bellini e Piero della Francesca, poi un piccolo soprassalto fiammingo con Dirk Bouts e si fa ritorno nella Penisola con Antonello da Messina e il Perugino, ancora un occhio alle Fiandre con Hans Memling e poi Botticelli e Carlo Crivelli, chiudendo con Dürer accostato a Leonardo (la Vergine delle Rocce, ci siamo intesi?). E questa è una selezione piuttosto stringata del primo capitolo, che va dal 1250 alle soglie del Cinquecento.
Se dovessimo dare un consiglio: lo acquistate prima di partire, lo studiate, poi andate a Londra per visitare il museo e infine tornate a riguardare il libro nel vostro salotto. Naturalmente è un consiglio ricorsivo.

Marco Enrico Giacomelli

Gabriele Finaldi The National Gallery. Masterpieces of Painting
National Gallery Company, Londra 2019
Distribuito da Yale University Press
Pagg. 392, £ 50
ISBN 9781857096484
https://www.nationalgallery.org.uk/
https://yalebooks.co.uk/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.