Paradiso vista Inferno. Il libro di Chiara Frugoni sul Medioevo

“Paradiso vista Inferno”, manifesto politico nel Medioevo. Chiara Frugoni lo identifica negli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, l’Allegoria del Buon Governo e l’allegoria del Mal Governo nel Palazzo Pubblico di Siena. Bene comune, giustizia e pace contro bene proprio, violenza e paura.

Chiara Frugoni – Paradiso vista Inferno (il Mulino, Bologna 2019), dettaglio della copertina
Chiara Frugoni – Paradiso vista Inferno (il Mulino, Bologna 2019), dettaglio della copertina

Nel corso del Medioevo possono essere rappresentati, abitualmente, solo alcune categorie: gli appartenenti alla storie della Chiesa e alle Sacre Scritture e i personaggi laici di primo piano. L’arrivo sulla scena artistica di Ambrogio Lorenzetti sconvolge le regole. I personaggi che raffigura nelle pareti della Sala dei Nove, nel Palazzo Pubblico di Siena, sono del tutto anonimi. Persone comuni impegnate in lavori tradizionali. Uomini e donne fuori dalla storia sono chiamati a raccontare il buon vivere dovuto al saggio governo dei Nove. Chiara Frugoni, la nota storica che ha insegnato nelle università di Pisa, Roma e Parigi, ha appena pubblicato il saggio Paradiso vista Inferno, edito dal Mulino, dove analizza con estremo rigore, senza essere pedantescamente accademica, l’Allegoria del Buon Governo in cui chi regge la cosa pubblica e i governati, in prevalenza chi vive in città e chi lavora i campi, devono essere riconoscibili.

L’IMMAGINE COME MANIFESTO POLITICO

Lorenzetti allora dipinge Siena fatta di meravigliosi palazzi. Una campagna rigogliosa. E tutti ‒ vecchi e giovani, donne e bambini, artigiani e mercanti, nobili e intellettuali ‒, con il loro impegno, contribuiscono alla realizzazione di una convivenza “operosa e felice”. A prevalere è il Bene sotto la guida illuminata dei governanti. L’alternativa qual è? Quella illustrata nell’Allegoria del Mal Governo, con la supremazia del tornaconto personale che conduce direttamente alla tirannide e al nefasto corteo che ne consegue, intessuto di anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra, morte. Siamo di fronte a un vero e proprio manifesto politico. Come comunicarlo all’intera comunità di Siena quando radio, televisione e cellulari non esistevano? E tanto meno la rete. Come rendere permanente il messaggio, la proposta governativa, senza poter riproporre concetti e messaggi? I Nove che governano la città dal 1287 trovano la soluzione. Incaricano tra il 1338 e il 1339 Ambrogio Lorenzetti di affrescare l’ambiente del Palazzo Pubblico, lungo circa quattordici metri e largo otto, con le due Allegorie prima citate.

Come rendere permanente il messaggio, la proposta governativa, senza poter riproporre concetti e messaggi?

Il saggio della Frugoni si presenta come un lavoro accurato. Specialmente per l’alta qualità delle tante tavole inserite nel testo. Con zoom sui dettagli che facilitano la comprensione del messaggio che l’autore ha affidato ai personaggi. L’impatto pittorico delle immagini è tale da poter garantire il consenso al governo dei Nove. Ai quali, sottolinea la Frugoni, “stava a cuore mostrare ai cittadini che l’unica conduzione buona e possibile era la loro e prospettare visivamente e in modo assai icastico cosa sarebbe successo se tale conduzione fosse venuta a mancare”.

Fausto Politino

Chiara Frugoni – Paradiso vista Inferno
il Mulino, Bologna 2019
Pagg. 344, € 38
ISBN 9788815285225
https://www.mulino.it

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Fausto Politino
Laureato in Filosofia con una tesi sul pensiero di Sartre. Abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Ha scritto articoli d’arte per il blog Artesplorando. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.