Editoria. Un ranocchio salva Tokyo dall’apocalisse

L’ultimo libro pubblicato in Italia da Murakami Haruki è una storia surreale. Protagonista: un ranocchio gigante. Un racconto che, grazie a Einaudi e all’illustratore Lorenzo Ceccotti, diventa (quasi) una graphic novel.

Illustrazione di Lorenzo Ceccotti per Murakami Haruki – Ranocchio salva Tokyo (Einaudi, Torino 2017)
Illustrazione di Lorenzo Ceccotti per Murakami Haruki – Ranocchio salva Tokyo (Einaudi, Torino 2017)

Insieme ad Hayao Miyazaki, il giapponese vivente più noto in Italia è probabilmente lui, Murakami Haruki (Kyoto, 1949). Ed è già un gran successo, trattandosi di uno scrittore ed essendo il nostro un Paese in cui si legge pochissimo. In patria invece è una star, e anche questo è un dato non scontato: perché nasce come traduttore di autori americani come Truman Capote e Raymond Carver, in un Giappone che ancora portava su di sé le dolorose cicatrici dell’intervento atomico degli States; e perché questa attività di traduttore si trasferisce in maniera importante nei suoi romanzi, almeno i primi e alcuni dei più recenti, per stile e atmosfere, discostandosi dunque in maniera netta dalla forte e rigida tradizione narrativa nipponica.

STILLE DI SURREALTÀ

In Italia il successo popolare è arrivato con Kafka sulla spiaggia (2002, traduzione italiana 2008) e si è consolidato con la trilogia 1Q84 (2009-10, traduzione italiana 2011-12). Due romanzi piuttosto diversi l’uno dall’altro, ma che hanno in comune un gradiente più o meno alto di surrealtà tipicamente giapponese – il che rende ancora più interessante la sua produzione: occidentale agli occhi dei compatrioti, orientale agli occhi di europei e anglofoni.
Una surrealtà che è spesso letteralmente incarnata da strane creature, che possiamo definire ‘animali’ giusto per semplicità e che rinsaldano il suo legame con il decano dell’animazione Hayao Miyazaki. Una parentela dell’immaginario che emerge in maniera risoluta alla vista del “ranocchio” coprotagonista dell’ultimo libro di Murakami edito da Einaudi, la casa editrice che ne distribuisce i libri in Italia.

Murakami Haruki – Ranocchio salva Tokyo (Einaudi, Torino 2017). Copertina
Murakami Haruki – Ranocchio salva Tokyo (Einaudi, Torino 2017). Copertina

NON PROPRIO UNA GRAPHIC NOVEL

Ranocchio salva Tōkyō (impagabile il vezzo della casa editrice torinese nell’adottare questa grafia per la capitale del Giappone) è un racconto piuttosto breve che inizia così, entrando immediatamente in media res: “Quando Katagiri rientrò nel suo appartamento, ad attenderlo c’era un ranocchio gigante”.
Nel giro di poche pagine accade di tutto, e l’autore riesce ad affrontare in uno spazio ristretto, quasi angusto, una serie di temi e argomenti inanellandoli con millimetrico senso del ritmo, accostando registri fra loro diversissimi, dall’intimismo più accentuato allo splatter. Inutile dire che l’aggettivo ‘carveriano’ è quel che meglio si attaglia.
Einaudi ha avuto il grande merito di trasformare in maniera radicale questo racconto pubblicato originariamente nel 2000. Trasformazione che, grazie ai notevoli disegni di Lorenzo Ceccotti a.k.a. LRNZ, rende il racconto un ibrido di graphic novel.
Se l’esperimento vi convince, sappiate che esistono due precedenti di questo genere: La strana biblioteca, edito nel 2015 con le illustrazioni dello stesso Ceccotti; e Gli assalti alle panetterie, uscito nel 2016 con i disegni di Igort. In entrambi i casi, progetti al 100% italiani, che nulla hanno a che spartire con altri volumi illustrati di Murakami, ad esempio i Ritratti in jazz (2013) realizzati insieme a Wada Makoto.

– Marco Enrico Giacomelli

Murakami Haruki – Ranocchio salva Tokyo
illustrazioni di Lorenzo Ceccotti
Einaudi, Torino 2017
Pagg. 72, € 15
ISBN 9788806236533
www.einaudi.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.