Agostino Bonalumi. Il catalogo è questo

Scomparso nel 2013, Agostino Bonalumi ha fatto propria la lezione di Lucio Fontana, dando un importante contributo all’arte del secolo scorso, ma beneficiando di riconoscimenti per lo più postumi. Come il catalogo ragionato edito da Skira.

Agostino Bonalumi, Bronzo, 1969-2007
Agostino Bonalumi, Bronzo, 1969-2007

Il nome di Agostino Bonalumi (Vimercate, 1935 – Desio, 2013) è indissolubilmente legato alle celeberrime tele estroflesse e monocrome. Una cifra stilistica che ne ha contraddistinto l’opera sin dal 1959 e che lo ha accompagnato lungo tutta la sua estesa carriera. Carriera che era iniziata prestissimo, al fianco di Enrico Castellani e Piero Manzoni – con un nume tutelare come Lucio Fontana – nel sodalizio breve e fondamentale che nel 1958 prese il nome di Azimuth. Carriera che lo aveva portato, poco più che trentenne, a essere invitato alla Biennale di Venezia.
Come in molti – troppi – casi che hanno coinvolto altri suoi e nostri connazionali, il mercato si è per un certo periodo allontanato dalla produzione di Bonalumi, fino alla grande mostra – postuma, purtroppo – che si tenne nel 2013 alla sede londinese di Robilant + Voena in Dover Street. Da allora anche in asta il riconoscimento è tornato solido, pur con qualche battuta d’arresto.
A dare ulteriore stabilità alla produzione dell’artista interviene ora il Catalogo ragionato edito da Skira e curato da Marco Meneguzzo e dal figlio dell’artista, Fabrizio, che altresì dirige e preside l’Archivio Bonalumi. La confezione è quella consueta e apprezzata degli Archivi dell’arte della casa editrice milanese: il cofanetto cartonato, i volumi rilegati, i testi in italiano e inglese – e un prezzo che, considerato il lavoro necessario per volumi del genere e la loro diffusione certo non massificata, risulta infine piuttosto ragionevole.

Agostino Bonalumi. Catalogo ragionato (Skira)
Agostino Bonalumi. Catalogo ragionato (Skira)

UN’OPERA ARTICOLATA

La particolarità di questo Catalogue raisonné sta nell’articolazione dei contenuti. Il primo tomo, infatti, è in realtà una monografia che potrebbe vivere agilmente di vita propria e costituire comunque una pietra miliare nella bibliografia dell’artista. L’ampio saggio di apertura firmato da Meneguzzo è seguito da un interessante collage di interviste che copre un arco temporale che va dal 1966 al 2013; un primo inserto fotografico va a scrivere una biografia per immagini; e poi viene l’antologia degli scritti dell’artista e degli scritti sull’artista. Per chiudere con 180 pagine di immagini a colori e in grande formato, ognuna con un’opera, per una sorta di antologica su carta (Opere 1950-2013).
Il secondo volume ha invece l’impianto più classico di pubblicazioni del genere. Poco meno di 500 pagine sono dedicate alla catalogazione generale propriamente detta dell’opera di Bonalumi. A seguire, una nutrita serie di Apparati che ricapitola e ordina biografia, mostre personali e collettive (con relativi cataloghi), monografie, le parole dell’artista (in una bibliografia minuziosa che si articola in Testi e scritti, Libri di poesia e Interviste) e le parole sull’artista (dai periodici alle “pubblicazioni di carattere generale”).
E se tutto questo non vi bastasse, l’Archivio Bonalumi insieme alla Galleria Mazzoleni e a Numer0zer0edit0re avevano pubblicato poco prima una monografia eccellente sulle Sculture (pagg. 304, s.i.p.) di Bonalumi. Con la cura di Francesca Pola, la stessa che nel 2013 aveva impaginato la mostra londinese e che a cavallo fra 2014 e 2015 ha curato questa rassegna a Torino.

Marco Enrico Giacomelli

Marco Meneguzzo & Fabrizio Bonalumi (a cura di) – Agostino Bonalumi. Catalogo ragionato
Skira, Milano 2015
Pagg. 840, € 300
ISBN 9788857227740
www.skira.net

Francesca Pola (a cura di) – Bonalumi. Sculture
NumeroZeroEditore, Milano 2014
http://mazzoleniart.com/

Dati correlati
AutoreAgostino Bonalumi
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.