Ithra. Il grande centro culturale dell’Arabia Saudita

A Dhahran, città saudita in via di espansione, sorge Ithra – King Abdulaziz Center for World Culture, il grande complesso costruito sul progetto dello studio norvegese Snøhetta che ospita progetti culturali e accoglie migliaia di visitatori ogni anno. Il programma e le novità

The King Abdulaziz Center for World Culture (Ithra), Saudi Arab
The King Abdulaziz Center for World Culture (Ithra), Saudi Arab

“Accelerating potential, inspiring minds” (incrementare il potenziale, ispirare le menti) è il claim di Ithra – King Abdulaziz Center for World Culture, il centro culturale di Dhahran, in Arabia Saudita. Annoverato nella lista dei 100 luoghi da visitare al mondo secondo il Time, il centro è caratterizzato dal suo grande monolite grigio che si staglia al centro di una vasta area, facendo da landmark in una città in piena espansione, come testimonia la gran quantità di cantieri e lavori in corso che costella il territorio circostante.

Aisha Khalid, Water Seeks the Thirsty, 2020, Seeing Perceiving Exhibition Ithra Image Courtesy of Ithra
Aisha Khalid, Water Seeks the Thirsty, 2020, Seeing Perceiving Exhibition Ithra Image Courtesy of Ithra

ITHRA IN ARABIA SAUDITA. IL PROGETTO DAL 2016

Inaugurato nel 2016, Ithra costituisce il progetto più ambizioso della compagnia nazionale Saudi Aramco ed è stato concepito per “avere un impatto tangibile e positivo sullo sviluppo umano ispirando la passione per la conoscenza, la creatività e l’impegno interculturale per il futuro del Regno”. Un luogo di conoscenza, dunque, di comprensione del presente e costruzione del futuro. Un centro destinato non solo a raccogliere le idee di creativi e professionisti provenienti dai più disparati ambiti culturali e scientifici, ma anche di offrire percorsi professionali e formativi per giovani e studenti e confrontarsi con un pubblico eterogeneo, saggiandone percezioni e reazioni attraverso progetti partecipativi. Un pubblico che, tuttavia, andrà progressivamente diversificandosi, grazie all’apertura del regno dell’Arabia Saudita (un processo già messo in atto dagli altri stati del Golfo, come Bahrein, Qatar e Emirati Arabi Uniti) all’Occidente e al turismo globale. Anche la posizione di Ithra è importante a livello simbolico: l’edificio sorge presso il primo pozzo petrolifero commerciale del Regno, il Prosperity Well. Il messaggio che si vuole lanciare è “dopo aver attinto dalla terra, intendiamo restituire al mondo, sotto forma di energia umana e creativa”.

Tanween CCI Panel 10.29.31
Tanween CCI Panel 10.29.31

ITHRA – KING ABDULAZIZ CENTER FOR WORLD CULTURE IN ARABIA SAUDITA

Disposta su una superficie di 80 mila metri quadrati, la struttura del centro è stata progettata dallo studio di architettura norvegese Snøhetta ed è composta esternamente da tubi di acciaio inossidabile modellati e piegati singolarmente; per la realizzazione, ci si è avvalsi anche di tecniche tradizionali e di materiali naturali altamente compressi come sabbia, ghiaia e argilla provenienti da tutto il Regno dell’Arabia Saudita, che garantiscono uno spazio ignifugo, insonorizzato e ben isolato, permettendo all’edificio di ottenere anche la certificazione energetica Gold LEED. L’architettura interna, invece, è caratterizzata da pareti ricurve e spazi ampi, ed è stata progettata con diversi rimandi simbolici: mentre il piano sotterraneo ospita la mostra dedicata alla storia dell’Arabia Saudita (il passato), man mano che si sale gli spazi accolgono attività dedicate al futuro, come Idea Lab – in cima all’edificio – una sorta di “libreria dei materiali” in cui i creativi possono andare a ispirarsi per realizzare nuovi prodotti, con il sostegno del centro. Rispetto al piano terra, più vivace densamente frequentato, i piani superiori sono anche caratterizzati da un silenzio che si fa via via più evidente. All’interno di Ithra ci sono anche la Biblioteca, il Teatro Ithra, il Cinema, il Museo Ithra e il Museo dei bambini – il primo mai creato in tutto il Regno – per una fitta programmazione che comprende mostre temporanee, spazi permanenti, festival, workshop, visite guidate, talk e eventi. Come accaduto per Tanween, il festival alla quarta edizione tenutosi dal 27 ottobre al 13 novembre 2021, il quale, con il tema Tools, ha esplorato il diverso ruolo che gli strumenti hanno nel processo creativo e nelle industrie.

ARABIA SAUDITA. L’ARTE CONTEMPORANEA A ITHRA

Non solo architettura, design, artigianato, tecnologia, storia, innovazione, formazione, didattica: un ruolo importante a Ithra ce l’ha naturalmente anche l’arte contemporanea, declinata nella sua forma migliore nella mostra Seeing & Perceiving, in corso fino al 26 marzo 2022Un percorso a cura di Candida Pestana e Razan Alissa che riunisce 26 opere di 20 artisti arabi e internazionali, di cui due opere commissionate di Carsten Höller e Aisha Khalid. L’obiettivo è dar vita a un percorso in cui grandi installazioni, opere interattive, ambienti, pittura e scultura, si alternano interfacciandosi con il visitatore e le sue percezioni, con letture mai univoche. Un’esposizione pensata per “stupire i suoi spettatori con l’elemento sorpresa, dando loro un contesto percettivo unico che li stimola a pensare oltre ciò che vedono”, toccando ambiti di ricerca vecchi e nuovi, come la neurologia, la scienza, la teoria della Gestalt e la tecnica del trompe-l’œil. Da lightupon light della giovane artista Walaa Fadul, composta da sei proiettori e immagini olografiche, a Water seeks thirsty, il tappeto di spilli a cui è possibile accedere di Aisha Khalid, passando per achtzehnterjulizweitausendundzwölf, il “sole” dipinto dall’artista Ugo Rondinone e All Along the Watchtower di Nadia Kaabi Linke, la sorprendente ombra di una torre di vedetta dipinta sul muro, la mostra si compone di opere di Mounir Fatmi, Farhad Moshiri, Abdul Rahman Katanani, Do Ho Suh, Esther Stocker, Darel Carey, Tomás Saraceno e tanti altri artisti che, dal Medio Oriente ai luoghi più disparati del mondo, hanno indagato la realtà giocando su luci, suoni, colori e inganni percettivi.

– Giulia Ronchi

Ithra – King Abdulaziz Center for World Culture
8386 Ring Rd, Gharb Al Dhahran,
Az Zahran 34461
Numero Arabia Saudita: 8001221224
Internazionale: +966138169799
Lun-Mer: 9-22 Gio-Sab: 9-23

[email protected]
[email protected]
https://www.ithra.com/en/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.