Apre a Istanbul il nuovo Atatürk Cultural Center. Un polo culturale dall’anima internazionale

Completamente riprogetto e ricostruito dallo studio Tabanlıoğlu Architects, il Centro sorge a Beyoglu, cuore e nuovo distretto culturale della città. L’Atatürk Cultural Center comprende un teatro, un museo, centri d’arte per bambini, cinema e ristorante panoramico con vista sul Bosforo. Ecco le immagini

Apre a Istanbul il nuovo Atatürk Cultural Center
Apre a Istanbul il nuovo Atatürk Cultural Center

Ha riaperto le sue porte al pubblico con una veste rinnovata, risultato di un importante progetto architettonico, l’AKM – Atatürk Cultural Center a Istanbul, nella centralissima Piazza Taksim, in occasione del 98esimo anniversario della Festa della Repubblica di Turchia. Un luogo dedicato alla contemporaneità, alla cultura, alla socialità, con lo sguardo rivolto alla sostenibilità, e con un’ambizione: fare del nuovo AKM – Atatürk Cultural Center uno dei teatri d’opera e centri culturali migliori al mondo, oltre a essere uno spazio votato per mostre ed eventi d’arte.

L’ATATÜRK CULTURAL CENTER A ISTANBUL

Intitolato a Mustafa Kemal Atatürk – primo Presidente e “padre” della Turchia moderna – il Centro risale, nella sua prima edificazione, agli anni Cinquanta, per poi essere modificato più volte. A realizzare il progetto del nuovo Centro – nel 2018 il precedente edificio è stato infatti demolito per fare spazio a quello appena inaugurato – è lo studio Tabanlıoğlu Architects con a capo Manolo Tabanlıoğlu, figlio del primo architetto che fece costruire l’edificio nel 1956. I lavori di ristrutturazione ha visto protagonista il corpo principale della struttura da 2100 posti, oltre ad aver visto la nascita di un teatro da 800 posti, un museo a tre piani, un centro d’arte per bambini, una biblioteca con oltre 20mila volumi su arte, design e architettura, un cinema, un caffè, ristoranti (tra cui quello nella parte superiore dell’edificio principale, con vista panoramica sul Bosforo) e la riqualificazione dell’intera area che sorge attorno a Piazza Taksim. L’edificio si contraddistingue per la sua facciata, resa ancora più trasparente per rendere visibile la sala principale al suo interno, dominata dal colore rosso, e per i materiali utilizzati per la sua realizzazione: si tratta di materiali tutti “made in Turkey” – rispetto ai rifacimenti precedenti, per i quali erano stati importati – tra cui i pannelli murali in ceramica, le ceramiche rosse con cui è stata rivestita la cupola della sala principale, a forma di semisfera.

L’ATATÜRK CULTURAL CENTER A ISTANBUL E LA BEYOGLU CULTURE ROUTE

Fortemente voluto dal presidente Recep Tayyip Erdoğan e dal ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, l’Atatürk Cultural Center diventa così il fiore all’occhiello della “Culture Street” di Istanbul, la Beyoglu Culture Route, di cui fanno parte Gezi Park, la Moschea Taksim, lo storico Casinò Taksim Maksim (adesso adibito a spazio per mostre), palazzo Grand Pera, la Torre di Galata, il Centro culturale Tophane-i Amire, il Galataport (ovvero il porto di Galata, l’antico nome del quartiere Beyoglu), e una serie di piccole istituzioni museali tra cui, poco distante, il Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk. In occasione dell’apertura dell’Atatürk Cultural Center, è stato lanciato il Beyoglu Culture Route Festival, che ha coinvolto tutti gli spazi culturali del distretto. Un appuntamento che potrebbe diventare annuale, per celebrare la cultura contemporanea turca: il prossimo festival potrebbe tenersi infatti nella primavera del 2022.

– Desirée Maida

https://akmistanbul.gov.tr/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.