Estate a Nizza. 5 mostre da vedere

Se Nizza e le sue vicinanze sono la meta delle vostre ferie, ecco un itinerario a regola d’arte per non rinunciare alle mostre durante l’estate.

Da Otobong Nkanga a Vera Molnar, cinque mostre di arte contemporanea da mettere in agenda se avete in programma di visitare Nizza nelle prossime settimane.

Arianna Piccolo

1. OTOBONG NKANGA – VILLA ARSON

Otobong Nkanga, Ensemble de dessins de 1997 à 2015. Collection Wim van Dongen. Credit Jean-Christophe Lett

Posta sull’altura della collina di Saint Berthélémy, Villa Arson domina dall’alto la città di Nizza offrendo uno splendido panorama sulle colline circostanti e sulla Baia degli Angeli, fino al mare che si perde in lontananza. Il complesso, che comprende la Scuola nazionale superiore d’arte e il Centro d’arte contemporanea, è stato inserito dallo Stato francese nella lista del “Patrimonio del XX secolo”.
Realizzata negli Anni Sessanta dall’architetto Michel Marot, la Villa reinterpreta l’idea del giardino pensile, attraverso tre terrazze a gradoni del XVIII secolo e un mix di architetture, che riprendono i contorni di una ziggurat babilonese, di un tempio azteco, ma anche di una fortezza medievale e di un labirinto del Rinascimento. Lo scenario è perfetto per una piacevole passeggiata estiva, potendo approfittare delle esposizioni immersi in un contesto davvero unico. Fino al 19 settembre sono in programmazione tre mostre: When Looking Across the Sea, Do You Dream? di Otobong Nkanga, Miles di Julie Béna e More shoes more boots more garlic di Camille Lapouge.
In particolare, When Looking Across the Sea, Do You Dream? è la prima grande esposizione monografica all’interno di un’istituzione in Francia dedicata a Otobong Nkanga (Nigeria, 1974; vive ad Anversa) con la curatela di Éric Mangion e in partenariato con il Castello di Rivoli. Il vocabolario artistico di Otobong Nkanga si esprime attraverso immagini dal forte potere evocativo. Una grande diversità di supporti e materiali danno forma e opere ispirate alla Terra, alle sue risorse sovrasfruttate e alle storie che ne derivano. Il titolo della rassegna è un’esortazione a guardare al di là dei nostri orizzonti, fuori dall’Europa, verso altri climi ed economie. Il tratto predominante di Nkanga sembra essere un’insaziabile curiosità per il mondo, alimentata ulteriormente dalle sue vicende biografiche. L’artista nasce infatti a Kano, in Nigeria, e risiede ad Anversa, in Belgio, ma trascorre la sua vita percorrendo tutti e cinque i continenti. Nei suoi viaggi di studio o legati alle performance, Nkanga cerca connessioni tra luoghi disparati attraverso materiali, piante, minerali e persone.  “Ci sono molti luoghi in cui mi sento bene”, spiega. “Sento che in ogni posto c’è la possibilità di trovare qualcosa che ti faccia sentire a casa e che ti dia un senso di appartenenza, anche se si tratta di un sassolino o di una pietra”.  La mostra si estende sui 1000 metri quadrati dello spazio labirintico del centro d’arte e privilegia le corrispondenze estetiche rispetto a un punto di vista tematico e cronologico. Disegni, installazioni, pitture, tessuti, fotografie, sculture, performance e anche poesie, tutto sembra in evoluzione e connesso, in totale interdipendenza, come si trattasse di catene di associazioni che l’artista costruisce poco alla volta.

Nizza // fino al 19 settembre
When Looking Across the Sea, Do You Dream?
VILLA ARSON
20 av. Stephen Liégeard
https://www.villa-arson.org

2. JULIE BÉNA – VILLA ARSON

Julie Béna, Les Aspirants, 2020. Credit Jean Christophe Lett

Julie Béna 1982, lavora tra Parigi e Praga) è presente a Villa Arson con Miles, una mostra fortemente ancorata alle sue esperienze di vita. L’artista ha infatti trascorso l’intera infanzia in un teatro itinerante, recitando fino all’adolescenza. Il suo linguaggio artistico mescola quindi più generi e stili, che vanno dalla scultura al cinema, dall’installazione alla performance.
Il titolo, Miles, si riferisce all’unità di misura usata nella marina e nell’aeronautica, descrivendo uno spostamento, una distanza, un viaggio. Attraverso una trilogia di film e delle sculture che ricordano le scenografie dei film western, l’artista ci conduce nei meandri di un racconto, a tratti molto commovente, che ruota intorno al tema del corpo e del suo possesso, ma anche alla polemica nei confronti del formalismo univoco del white cube. Le sculture sono, inoltre, il simbolo di un mondo in declino: quello di un Occidente che spinge e impone delle frontiere.

Nizza // fino al 19 settembre
Miles
VILLA ARSON
20 av. Stephen Liégeard
https://www.villa-arson.org

3. CAMILLE LAPUGE – VILLA ARSON

Villa Arson. Photo Jean Brasile

Camille Lapouge (1989) espone due opere, Honolulu Boreale e Sidi Ferruch, estrapolate dal ciclo More shoes more boots more garlic. Honolulu Boreale è il racconto del trasporto di una piccola parte di Mar Mediterraneo alla frontiera franco-italiana, mentre Sidi Ferruch si basa sull’impatto che il commercio mondiale ha nel trasformare i territori su vasta scala. L’artista, attraverso il suo lavoro, intende inserirsi in questi luoghi interrogando i sistemi economici che li attraversano, presentando tracce fotografiche e video accompagnate da immagini d’archivio che raccontano una storia fatta di trasformazioni e mutazioni.

Nizza // fino al 19 settembre
More shoes more boots more garlic
VILLA ARSON
20 av. Stephen Liégeard
https://www.villa-arson.org

4. REVENIR VERS LE FUTUR ‒ ESPACE DE L’ART CONCRET

Donation Albers Honegger 2020 © Bruno Gros Ville de Mouans Sartoux

Percorrendo la strada che da Nizza conduce a Grasse si arriva a Mouans-Sartoux, un piccolo villaggio perso tra le colline, famoso in Francia per la sua offerta culturale e l’eccellente qualità di vita. Caratterizzato da un centro storico davvero caratteristico, il paesino è costituito da due piazze ombreggiate da platani, una chiesa medievale dalla facciata barocca e tante stradine fiorite con i muri dipinti di blu, giallo e rosa.
Dalla piazza principale si scorgono le torri rotonde di un castello del XVI secolo, circondato dalle mura di un parco rigoglioso. Proprio all’interno di questa magica cornice si trova, dal 1990, l’Espace de l’Art Concret, dove si organizzano mostre di eccezionale qualità, a partire dalla collezione Albers-Honegger.
La raccolta permanente è allestita all’interno di un edificio dalla facciata verde, realizzato nel 2004 dagli architetti Annette Gigon e Mike Guyer, che si distingue per un’estetica minimale, in perfetta coerenza con le opere della donazione Albers-Honegger. Le sale interne, luminosissime grazie alle ampie finestre a nastro, spingono le opere a dialogare con il verdeggiante paesaggio collinare. La collezione esposta, facente parte della donazione Albers-Honegger, rappresenta un unicum in Francia ed è classificata Tesoro Nazionale, comprendendo più di 700 opere appartenenti alle diverse tendenze dell’astrazione geometrica. Quest’anno, il sito celebra i trent’anni dalla nascita e festeggia l’evento con la mostra Revenir vers le futur, una rivisitazione delle sei esposizioni iconiche che ne hanno fatto la storia.

Mouans-Sartoux // fino al 3 aprile
Revenir vers le futur
ESPACE DE L’ART CONCRET
Château de Mouans
https://www.espacedelartconcret.fr

5. VERA MOLNAR – ESPACE DE L’ART CONCRET

Vera Molnar, (Dés)ordres, 1973. Galerie Oniris, Rennes © photo François Fernandez © Adagp, Paris 2021

Nelle sale del Castello sarà invece allestita, fino al 12 settembre, Pas froid aux yeux, la mostra consacrata a Vera Molnar. Nata in Ungheria nel 1924 e residente in Francia da più di settant’anni, l’artista è una figura chiave dell’astrazione geometrica, da sempre affascinata da un’arte fatta di matematica e geometria, cioè un’arte misurabile, quantificabile e controllabile, che l’avvicina fondamentalmente ai principi dell’arte concreta.
Considerata come la matriarca della pittura francese contemporanea, l’artista ha più di ottant’anni di attività alle sue spalle e resta ancora oggi una donna dalla creatività incredibile, portatrice di un’opera che è ancora tutta in divenire e capace di dialogare con i luoghi che l’accolgono. Pioniera nel campo delle arti digitali, Vera Molnar, coniuga serie e combinazioni. Proprio il suo ruolo precursore nell’apparizione e nello sviluppo dell’arte informatica, a partire dagli Anni Sessanta, è messo in valore e in prospettiva dall’esposizione.

Mouans-Sartoux // fino al 12 settembre
Vera Molnar ‒ Pas froid aux yeux
ESPACE DE L’ART CONCRET
Château de Mouans
https://www.espacedelartconcret.fr

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Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.