Importante mostra a Belgrado sulla giustizia ambientale

Più di sessanta artisti internazionali riuniti al MSUB di Belgrado per la mostra “Efekat Pregleda / Overview Effect”. Per ragionare sull’ecologia contemporanea e la giustizia ambientale.

Efekat Pregleda. Exhibition view at MSUB, Belgrado 2021. Photo credits Bojana Janjic MOCAB
Efekat Pregleda. Exhibition view at MSUB, Belgrado 2021. Photo credits Bojana Janjic MOCAB

La mostra Efekat Pregleda / Overview Effect affronta le numerose problematiche legate all’ecologia contemporanea, al fine di favorire lo sviluppo della consapevolezza in merito alle modalità di tutela dell’ambiente. Spina dorsale del progetto è la giustizia ambientale, il modo cioè in cui dovremmo discutere a livello locale e globale delle ingiustizie che l’umanità infligge al pianeta che abita.

OVERVIEW EFFECT. IL PERCORSO CHE HA PORTATO ALLA MOSTRA

La mostra è solo la punta dell’iceberg di un piano di ricerca articolato e complesso.
Complici le misure restrittive per la pandemia di Covid-19, la prima fase è iniziata il 2 ottobre scorso con la realizzazione nel Parco delle Sculture del MSUB di opere realizzate da oltre una dozzina di artisti.
Successivamente sono state protagoniste una serie di tavole rotonde, ECO_LAB, incentrate su temi importanti come l’inquinamento del suolo, il cambiamento climatico e la gestione dei rifiuti, nonché la negligenza delle istituzioni statali preposte alla prevenzione dei disastri ambientali.
Strutture dinamiche e trasversali, le ECO_LAB non sono state dei meri incubatori, ma hanno dato la possibilità di affrontare tematiche non certo semplici con un approccio transdisciplinare, coinvolgendo – oltre alle arti – discipline inerenti le scienze umane e le scienze sociali. Una sperimentazione che ha contribuito all’approccio metodologico e allo sviluppo della mostra stessa.

Efekat Pregleda. Exhibition view at MSUB, Belgrado 2021. Photo credits Bojana Janjic MOCAB
Efekat Pregleda. Exhibition view at MSUB, Belgrado 2021. Photo credits Bojana Janjic MOCAB

GLI ARTISTI E IL DISASTRO ECOLOGICO

La drammaturgia dell’evento è stata magistralmente composta dagli autori, che non hanno lasciato spazio a vuoti ritmici. Le opere degli artisti esposte all’esterno e all’interno dello spazio sollecitano lo spettatore in un rafting montato con sincopate rapide introspettive e correnti più dolci, che favoriscono il tempo del ragionamento senza annaspare.
Non c’è più tempo di esitare davanti a scelte morali. Seguire ulteriormente i principi capitalistici e antropocentrici, secondo i quali ogni individuo è legittimato a spendere le risorse naturali nella misura in cui il suo reddito lo consente, non rende l’essere umano un uomo buono.
I dogmi devono essere cambiati repentinamente, afferma l’artista Tea Makipa con i suoi 10 Comandamenti per il XXI secolo scritti su una tavola di ferro e posti all’entrata del museo. Se applicati, potrebbero rallentare e magari scongiurare il disastro ecologico.
Testamento del tracollo di un’era implosa, la mostra esplora la complessità delle questioni ambientali e i loro inestricabili legami con questioni come l’imperialismo aziendale, la sovranità indigena, il genere, le varie forme di estrattivismo e l’importanza di decolonizzare non solo la storia ma anche la nostra comprensione della natura. È necessario, quindi, proporre un certo approccio all’arte come possibile via per un futuro migliore e per costruire una consapevolezza che abiliti nuove estetiche ambientali.

Efekat Pregleda. Exhibition view at MSUB, Belgrado 2021. Photo credits Bojana Janjic MOCAB
Efekat Pregleda. Exhibition view at MSUB, Belgrado 2021. Photo credits Bojana Janjic MOCAB

UNA VISIONE PLANETARIA PER UNA MOSTRA SOSTENIBILE

Coinvolti in una rete transnazionale, i collaboratori e i partner del progetto si sono concentrati sulle problematiche locali, dotando il progetto stesso della capacità di re-immaginare una nuova coscienza ecologica integrale. Una rete che ha coinvolto, tra gli altri, il Pori Art Museum, il Centro Atlantico di Arte Moderna di Las Palmas, MUCA-Roma e Casa del Lago UNAM di Città del Messico, il Pilchuck di Seattle, ARTPORT_making wave di Francoforte, ARTSail di Miami, Society, Work and Politics Institute di Johannesburg.
Uno degli obiettivi chiave per i curatori è stato quello di creare una mostra che parlasse sì di ecologia, ma non solo nel contenuto, bensì anche nella forma. Affinché questo avvenisse, si sono concentrati su linee guida che seguissero il sentiero della sostenibilità, al fine di ridurre l’impronta del carbonio nei vari stadi di costruzione della mostra. Proibito l’uso di materiali inquinanti derivati dal petrolio, nonché il trasporto aereo di opere d’arte. Preferenza alla produzione locale, ai materiali biodegradabili e ai materiali riutilizzati e riciclati.

– Zara Audiello

Belgrado // fino al 20 settembre
Efekat Pregleda / Overview Effect
a cura di Blanca de la Torre e Zoran Erić
MSUB – MUSEUM OF CONTEMPORARY ART
Ušće 10, blok 15
eng.msub.org.rs

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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.