Dall’inizio della pandemia, un museo su tre negli USA è ancora chiuso al pubblico. Il sondaggio

È uno dei dati emersi dal sondaggio condotto dalla American Alliance of Museums, che ha coinvolto 850 direttori di musei statunitensi. E il quadro che emerge è davvero preoccupante

Metropolitan Museum, New York
Metropolitan Museum, New York

“Senza aiuti finanziari, potremmo vedere migliaia di musei chiudere per sempre”. È questo lo scenario prospettato da Laura Lott, Presidente e CEO di American Alliance of Museums (organizzazione non profit fondata nel 1906 che riunisce i musei degli Stati Uniti d’America), sulla base dei dati emersi dal sondaggio condotto a ottobre da AAM e Wilkening Consulting che ha coinvolto 850 direttori di musei degli USA. Tra i risultati ottenuti, uno è particolarmente allarmante: il 30% dei musei, dallo scorso marzo, è ancora chiuso al pubblico, e la maggior parte di questi non ha in programma di riaprire a breve termine.

MUSEI E PANDEMIA. IL SONDAGGIO DELLA AMERICAN ALLIANCE OF MUSEUMS

La situazione non è migliore per i musei che invece hanno deciso di riaprire, dato che hanno dovuto spendere tra i 30 mila e i 750 mila dollari per adeguare le proprie strutture alle nuove misure in vigore per prevenire il contagio da Covid-19. Sforzo, questo, che però non è stato compensato dagli introiti ottenuti negli ultimi mesi: “la situazione finanziaria dei musei statunitensi sta andando di male in peggio: il 30% dei musei rimane chiuso dopo il lockdown di marzo, e quelli che hanno riaperto stanno registrando il 35% della loro regolare frequenza, una riduzione insostenibile a lungo termine”, spiega Lott. “Quelli che hanno lavorato in sicurezza quest’estate non hanno entrate sufficienti per compensare costi più elevati, soprattutto durante un potenziale lockdown invernale”. Per effetto domino, molti musei sono stati costretti a licenziare personale, soprattutto quelli impegnati nell’ambito del front-office, della didattica e della sicurezza.

LA CRISI DEI MUSEI STATUNITENSI DURANTE LA PANDEMIA

“Il nuovo sondaggio offre uno sguardo sul settore dei musei durante la pandemia, su come le istituzioni di tutte le dimensioni stanno affrontando la crisi finanziaria e le comunità locali sono colpite”, ha dichiarato Susie Wilkening. Stando a quanto emerso dal sondaggio, in media i singoli musei fino allo scorso ottobre hanno perso circa 850 mila dollari di entrate nel 2020 a causa della pandemia. Entro la fine dell’anno, gli amministratori prevedono di perdere l’equivalente del 35% del loro reddito annuale. “La situazione attuale non è sostenibile, soprattutto quando oltre la metà dei musei ha meno di sei mesi di risparmi finanziari per sopravvivere”, continua Wilkening. Una situazione che spinge le istituzioni museali a chiedere concreti aiuti alla politica: “i musei stanno implorando i loro governi federali, statali e locali di dare loro il supporto necessario per riprendersi da questa crisi”, sottolinea Lott. ha detto Lott. “Il Congresso e l’amministrazione stanno deludendo i musei”.

– Desirée Maida

www.aam-us.org 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.