Apre a Utrecht il nuovo museo interattivo di teamLab. Dentro al Bosco Verticale di Stefano Boeri

Aprirà nel 2024 nei Paesi Bassi il nuovo museo del collettivo giapponese noto per le sue installazioni immersive. Nascerà in uno spazio situato al piano terra di Wonderwoods, complesso immobiliare progettato da Stefano Boeri che comprende anche una versione inedita del celebre Bosco Verticale

MORI Building Digital Art Museum. teamLab Borderless
MORI Building Digital Art Museum. teamLab Borderless

Sarà inaugurata nel 2024 a Utrecht nei Paesi Bassi la mostra permanente che i teamLab – collettivo giapponese fondato dall’ingegnere Toshiyuki Inoko nel 2001 e composto da artisti, programmatori, ingegneri, matematici, architetti e animatori noti per le loro installazioni luminose immersive – stanno progettando per Nowhere, spazio situato al piano terra di Wonderwoods, visionario complesso immobiliare progettato dall’archistar italiano Stefano Boeri, uno “smart building” che ripropone anche una versione inedita del celeberrimo Bosco Verticale.

Il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano
Il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano

IL PROGETTO WONDERWOODS DI STEFANO BOERI A UTRECHT 

Progettato da Stefano Boeri Architetti e MVSA Architects, Wonderwoods sorgerà nel 2023 nel cuore di Utrecht, e vedrà coabitare insieme i mondi apparentemente distanti della città e della natura. Farà parte del complesso anche una versione del Bosco Verticale, dall’altezza di 90 metri e capace di ospitare circa 200 appartamenti. Protagonisti delle facciate della torre saranno naturalmente 10mila piante di 30 specie diverse, equivalenti alla vegetazione di un ettaro di bosco, in grado di produrre circa 41 tonnellate di ossigeno ogni anno. Al piano terra sorgerà inoltre il Vertical Forest Hub, centro di documentazione e ricerca sulla forestazione urbana nel mondo, e non mancheranno le zone ufficio, ambienti per il fitness e lo yoga, parcheggi per le biciclette e spazi pubblici e ricreativi.

IL MUSEO DI ARTE DIGITALE DEI TEAMLAB A UTRECHT 

Come già accaduto a Tokyo, Fukuoka e New York, i teamLab si accingono ad aprire un nuovo museo di arte digitale a Utrecht, nello spazio Nowhere, progetto sviluppato e fondato da Martijn Sanders e Jeroen van Mastrigt nell’ambito del bando “Healthy Urban Quarter” del Comune di Utrecht. “I Paesi Bassi sono un paese con un’elevata consapevolezza digitale e quindi sono la base perfetta per collettivi e mostre di arte digitale”, spiega Jeroen van Mastrigt. “Nowhere renderà il futuro accessibile, coinvolgente e divertente per un vasto pubblico, e promette di essere un’aggiunta inestimabile al settore dei musei e delle attrazioni olandesi”. Lo spazio di Nowhere è stato progettato per esporre opere dei maggiori artisti mondiali e per agevolare la presentazione di opere digitali e interattive, come quelle dei teamLab: La mostra del collettivo trasformerà i 3mila metri quadrati di Nowhere in un’esperienza che si proporrà al pubblico sempre in forma diversa. “Siamo molto entusiasti di avere l’opportunità di portare questa mostra permanente a Nowhere”, commentano i teamLab. “Il collettivo si propone di esplorare la relazione tra il sé e il mondo e le nuove percezioni attraverso l’arte. La nostra mostra permanente a Nowhere ospiterà inoltre i progetti Future Park e Athletics Forest. Future Park si basa sul concetto di creazione collaborativa, o co-creazione, in cui i visitatori possono divertirsi a creare il mondo liberamente con gli altri. Athletics Forest è un nuovo ‘spazio atletico creativo’ che aiuta ad allenare la consapevolezza spaziale”.

– Desirée Maida 

www.teamlab.art
www.wonderwoods.com
www.stefanoboeriarchitetti.net

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AutoriStefano Boeri, teamLab
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.