Francia, salta l’accordo per aprire ad Aix-en-Provence nuovo museo su Pablo Picasso

L’amministrazione della città francese avrebbe dovuto vendere a Catherine Hutin-Blay – figliastra ed erede della collezione di Picasso – un edificio storico da destinare a sede del museo. Ma durante la trattativa qualcosa è andato storto

Pablo Picasso nel suo atelier Grenier des Grands Augustins
Pablo Picasso nel suo atelier, Grenier des Grands Augustins

Avrebbe dovuto inaugurare nel 2021, ma la sua apertura a causa di “incomprensioni” potrebbe non avvenire più: si tratta del museo dedicato a Pablo Picasso (Málaga, 1881 – Mougins, 1973) nella città di Aix-en-Provence in Francia: promosso da Catherine Hutin-Blay, figlia di Jacqueline Roque, ultima moglie e una delle tante muse del pittore spagnolo, il museo ha visto bloccare il proprio iter di realizzazione perché l’erede del celebre pittore cubista e la città francese non sono riusciti – almeno per il momento – a trovare un’intesa per via di una particolare clausola dell’accordo di vendita dell’immobile. 

PABLO PICASSO E JACQUELINE ROQUE. STORIA DI UN AMORE E DI UNA COLLEZIONE 

Per raccontare le vicende che ruotano attorno alla storia del museo bisogna risalire al 1952, quando Picasso e Jacqueline Roque si incontrano per la prima volta a Vallauris presso la bottega di Madoura, ceramista con cui il pittore spagnolo collabora dagli anni Quaranta. La ventiseienne Jacqueline ha già alle spalle un matrimonio, dal quale è nata la figlia Catherine, mentre il settantaduenne artista sta attraversando un periodo di crisi con la compagna Françoise Gilot, dalla quale ha avuto due figli, Claude e Paloma. La relazione tra Jacqueline e Picasso sfocia nel matrimonio, durato fino al 1973, anno di morte dell’artista. Durante la loro storia d’amore, Picasso dedica alla sua donna oltre 400 dipinti, e oltre 2mila opere realizzate dal pittore sono state ereditate dalla moglie Jacqueline, che si toglie la vita nel 1986, lasciando l’immenso patrimonio artistico alla figlia Catherine. Quella posseduta da Catherine Hutin-Blay è senza dubbio una delle collezioni su Picasso più vaste al mondo, composta da dipinti, disegni, ceramiche, sculture e fotografie. La musealizzazione di queste opere, inoltre, presenterebbe al pubblico la poco nota produzione artistica di Picasso dei suoi ultimi vent’anni di vita (1952-1973), rappresentando così l’ultimo tassello che completa, insieme agli altri musei a lui dedicati (Barcellona, Málaga, Parigi e Antibes), la panoramica sulle vicende biografiche e artistiche del pittore spagnolo.

IL MUSEO PABLO PICASSO AD AIX-EN-PROVENCE (NON) SI FARÀ

Il museo avrebbe dovuto trovare spazio all’interno dell’ex convento dei Predicatori, edificio che il Comune di Aix-en-Provence avrebbe dovuto vendere alla Madame Z, società di proprietà di Catherine Hutin-Blay, per un valore di 11,5 milioni di euro, nonostante l’agenzia governativa France Domaines avesse valutato l’immobile 12,2 milioni. Fatto, questo, che sottolinea come l’amministrazione di Aix-en-Provence tenga particolarmente alla realizzazione di questo progetto, che senza dubbio porterebbe ogni anno un cospicuo numero di turisti e studiosi d’arte a visitare la città. Qualcosa, però, è poi andato storto. Hutin-Blay avrebbe infatti rifiutato di accettare una clausola nella vendita del convento richiesta dal Comune di Aix-en-Provence: che l’edificio avrebbe dovuto essere destinato a museo per almeno 15 anni. “Se Catherine Hutin-Blay”, ha dichiarato il sindaco di Aix-en-Provence Joissains Masini, “accettasse di firmare l’accordo con la clausola di assegnazione e presentasse un elenco non esaustivo delle opere di Pablo Picasso che potrebbero essere esposte in questo luogo culturale, saremmo lieti di rilanciare questo bellissimo progetto”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.