In Texas è stato creato un museo a misura di geco. Con tanti capolavori dell’arte a tema lucertola

Ci risiamo. In tempi di quarantena, costruire musei per i propri animali pare una mossa vincente. E dopo i gerbilli di Londra, vi presentiamo The Mayor, un geco crestato al quale la sua proprietaria ha costruito un museo su misura

Il Gecko Museum di Dallas credits @jillisyoung via Twitter
Il Gecko Museum di Dallas credits @jillisyoung via Twitter

Che la quarantena abbia risvegliato necessità culturali sopite da tempo? Come quella di costruire musei ad hoc per i nostri animali domestici (sì, comprese le razze esotiche). Va da sé che il museo per gerbilli, costruito a Londra da Filippo Lorenzin e la sua compagna Marianna Benetti, non poteva rimanere a lungo un caso isolato. Questa volta, un’altra sala espositiva di scala ridotta ha aperto oltreoceano, in Texas, tra le mura di casa di Jill Young, proprietaria di un geco crestato. The Mayor, questo il nome dell’animale, ha avuto il piacere di “passeggiare” al Gecko Museum di Dallas, in Texas, tra opere d’arte quali La nascita di Geco, Il Geco con l’orecchino di perla, L’urlo del Geco, American Geco.

IL GECKO MUSEUM DI DALLAS

E per passeggiare intendiamo camminare sui muri, come è giusto e naturale che un piccolo rettile faccia. Impossibile non notare dettagli amorevoli, come gli stuzzicadenti a cui sono stati attaccati dei fili rossi a rappresentare gli elementi di distanziamento che impediscono al pubblico di avvicinarsi eccessivamente all’opera. Ostacolo prontamente eluso da The Major che, lo ricordiamo, non è avvezzo a farsi intimidire dalle barriere per avventurarsi su superfici verticali di vario tipo. “Sono un grande fan del museo dei gerbilli di Filippo e Marianna, così come il Sindaco”, ha dichiarato la creativa proprietaria, intervistata da Hyperallergic. “Le comunità di roditori e rettili hanno diverse preferenze artistiche, quindi non sono troppo preoccupata per i mercati concorrenziali. Anzi sarei molto interessata a vedere altri animali che si uniscono all’iniziativa. Qualcuno su Twitter ha menzionato l’idea di un museo per pesci e spero che arrivi a crearne uno. Ogni animale domestico merita una gita culturale”. Attendiamo quindi con ansia i prossimi esclusivi opening dedicati alla contaminazione tra mondo animale e artistico. Consapevoli che, in questa lunga quarantena, tutto può succedere.

– Giulia Ronchi 

https://twitter.com/jillisyoung

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.