Pittura e ispirazione. Richard Gerstl a Vienna

Dopo 25 anni dall’ultima grande retrospettiva dedicata a Richard Gerstl, primo espressionista austriaco, il Leopold Museum, insieme alla Kunsthaus Zug, mette in dialogo cinquanta opere, tra dipinti e disegni dell’artista, con autori del modernismo classico, quali Vincent van Gogh, Edvard Munch e Pierre Bonnard, con i contemporanei dell’Espressionismo austriaco Oskar Kokoschka e Egon Schiele e artisti successivi come Willem de Kooning, Francis Bacon, Georg Baselitz, Arnulf Rainer e Günter Brus.

Richard Gerstl. Inspiration – Legacy. Exhibition view at Leopold Museum, Vienna 2019. Photo Leni Deinhardstein
Richard Gerstl. Inspiration – Legacy. Exhibition view at Leopold Museum, Vienna 2019. Photo Leni Deinhardstein

Richard Gerstl (Vienna, 1883-1908) fa ormai parte, con Oskar Kokoschka ed Egon Schiele, del triumvirato dell’Espressionismo austriaco, riconosciuto come uno dei più importanti esponenti delle avanguardie artistiche del primo Novecento. La mostra allestita al Leopold Museum vuole sottolineare l’influenza che l’opera di Gerstl ha avuto su artisti quali Georg Baselitz, che lo considera un suo maestro, e nello stesso tempo mette in dialogo le sue opere con quelle di artisti che prende a modello, come il suo autoritratto pointilliste che lo raffigura in una dirompente risata in parallelo con quello più austero di van Gogh, le cui opere aveva potuto ammirare alla Galerie Miethke di Vienna nel 1906.

LO STILE DI GERSTL

L’opera di Gerstl andava contro la ricerca prevalente dell’armonia dell’epoca ed era piena di contraddizioni: le sue tendenze descrittivo-realiste e puntiniste sono ispirate molto probabilmente dalla mostra sull’Impressionismo del 1903 alla Secessione di Vienna. Sempre alla Secessione un anno dopo scopre le opere di Munch e Hodler, come suggerito dagli elementi simbolisti che sono entrati nella sua pittura, e poi la già citata mostra su van Gogh può aver ispirato la pittura impulsiva e dinamica che caratterizza le sue opere dal 1907 in poi, proiettate verso una sempre maggiore astrazione. Hans-Peter Wipplinger, curatore della mostra insieme a Diethard Leopold, sottolinea: “Se guardiamo la sua opera nel contesto viennese intorno al 1900, in cui l’idea dell’opera d’arte totale, incorporata nell’iperestetizzato Jugendstil, era onnipresente, la sua posizione artistica come pioniere dell’Espressionismo diventa evidente. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che questo uomo e pittore impetuoso, dotato di talento, intelligenza e un’intuizione sismografica, non potesse avere successo nell’ambiente viennese del tempo”.

Richard Gerstl, Selbstbildnis, lachend, 1908. Belvedere, Vienna. Photo Belvedere, Vienna
Richard Gerstl, Selbstbildnis, lachend, 1908. Belvedere, Vienna. Photo Belvedere, Vienna

LA CERCHIA DI SCHÖNBERG

La mostra evidenzia ulteriormente come il suo entusiasmo per la musica, la letteratura e la psicologia ne abbia plasmato l’opera. Fondamentale fu l’incontro con Schönberg e l’ingresso nella sua cerchia. Gerstl aveva trovato un milieu artistico all’interno del quale potersi esprimere liberamente. Due sono i soggiorni estivi che trascorre in compagnia della famiglia Schönberg a Traunsee, dove insegna al musicista a dipingere. Questo idillio fu però di breve durata, al culmine della sua abilità pittorica, la sua vita si interruppe improvvisamente a causa della storia d’amore infelice con Mathilde, moglie di Schönberg. Il conflitto che ne seguì si intensificò, e sebbene inizialmente gli Schönberg si fossero separati, Mathilde tornò presto dal marito. Il rifiuto della sua amante, l’esclusione dal circolo di Schönberg e una mostra contrastata delle sue opere spinse l’artista, mentalmente instabile, a suicidarsi il 4 novembre 1908 a soli 25 anni.

L’EREDITÀ DELL’ARTISTA

Più di due decenni dopo il suo suicidio, il fratello Alois mostrò le sue opere allo storico dell’arte e gallerista Otto Kallir, che ne fu subito affascinato e si impegnò a farlo conoscere al pubblico attraverso mostre in Europa e negli Stati Uniti. Lo storico dell’arte Otto Breicha, che iniziò la sua ricerca approfondita su Gerstl, intorno al 1960 compilò una estensiva documentazione sull’artista, riuscendo a intervistare numerosi contemporanei di Gerstl. Il Leopold Museum conserva la più grande collezione di opere di Gerstl, ospitando attualmente diciannove opere dell’artista, a cui segue la collezione della Kunsthaus Zug. Entrambe le istituzioni si sono impegnate a continuare a esplorare e diffondere l’opera di Gerstl. Il Leopold Museum ha istituito un proprio archivio per questo scopo, basato sui vasti documenti d’archivio compilati da Otto Breicha, messi a disposizione del museo dalla famiglia Breicha.

Giorgia Losio

Vienna // fino al 20 gennaio 2020
Richard Gerstl Inspiration – Vermächtnis
LEOPOLD MUSEUM
MuseumsQuartier, Museumsplatz 1
https://www.leopoldmuseum.org/en

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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.