Fino al 20 marzo 2020 la residenza reale di Holyroodhouse a Edimburgo ospita “Leonardo da Vinci: A Life in Drawing”, un colpo d’occhio sui disegni dell’artista a cinquecento anni dalla sua scomparsa.

Nell’anno inflazionato dalle mostre in occasione del cinquecentenario della morte del
Leonardo da Vinci, una parte sostanziosa della collezione reale britannica di disegni è esposta nella prestigiosa residenza immersa nel parco alle porte della capitale scozzese. Tra i tanti, troppi, eventi frammentati in giro per l’Europa, questa è l’occasione per ammirare senza ressa e in spazi coerenti una delle collezioni più interessanti, composta da ottanta soggetti.
Il busto di Elisabetta II accoglie i visitatori sulla scalinata della Queen’s Gallery del palazzo. Sono esposti i lavori di cui si appropriò Pompeo Leoni all’indomani della morte di Francesco Melzi, il discepolo a cui Leonardo aveva assegnato i suoi codici cinquecento anni fa con l’intento di riorganizzarli.
La collezione si apre proprio con il ritratto che il Melzi fece al suo maestro. Questo è l’unico disegno esposto non riconducibile a Leonardo, ma è anche il punto di partenza per il viaggio nei grandi temi trattati dall’artista e scienziato, con alcune tra le sue più famose icone.
Nell’ambito del naturale sono raffigurati animali e paesaggi. Cavalli, gatti, draghi, esseri sottomarini, fino alla celebre tavola dove un leone, un cavallo e un uomo si confrontano nel profilo dell’aggressività e della ferocia.

Leonardo da Vinci, Costume per un corteo. The Royal Collection, HM Queen Elizabeth II, Windsor
Leonardo da Vinci, Costume per un corteo. The Royal Collection, HM Queen Elizabeth II, Windsor

I SOGGETTI

Altrettanto incisivo è il campionario delle tempeste e dei turbini d’acqua, in cui la furia degli elementi naturali ben rappresenta quella che il filosofo Massimo Cacciari ha definito l’espressione più sincera dei tumulti interiori che Leonardo viveva nella sua eterna ricerca.
Lo sviluppo del corpo umano maschile è ben documentato nelle pose per il monumento equestre di Francesco Sforza, nei guerrieri della battaglia di Anghiari, ma soprattutto nelle tavole anatomiche. Leonardo si dimostra potente nelle rappresentazioni più grandi, ma diventa sublime in quelle più piccole, riuscendo a esprimere in meno di due centimetri i tratti ombreggiati delle figure umane in posa di lavoro. L’unica pecca della mostra è quella di non offrire ai visitatori una lente di ingrandimento per ammirare i dettagli. Dunque portatene una vostra, perché quanto è esposto merita di essere esaminato come probabilmente non avete mai fatto con un disegno. Dopotutto, è Leonardo e potrebbe non capitarvi di rivedere tanto presto quanto avete davanti.
Tra i disegni più rari ci sono quelli dedicati alla rappresentazione in costume da festa di corte o da parata, riferibili al soggiorno milanese durante il quale il maestro di Vinci fu anche scenografo di corte per Ludovico il Moro. Sempre per il Moro furono realizzati i disegni meccanici di armi ricaricabili, dei cannoni e del vascello armato.

Francesco Melzi, Ritratto di Leonardo da Vinci. The Royal Collection, HM Queen Elizabeth II, Windsor
Francesco Melzi, Ritratto di Leonardo da Vinci. The Royal Collection, HM Queen Elizabeth II, Windsor

I RITRATTI

Venendo alla ritrattistica, la sezione è rappresentata egregiamente con La testa di Leda, la pointing lady, uno studio per un Bacco e per i volti delle composizioni sacre.
Colpisce l’ultimo ritratto, provocatoriamente collocato dagli allestitori sulla scalinata di fronte a quella che ospita il ritratto fatto dal Melzi. Leonardo disegna un vecchio, quasi certamente non è un autoritratto, ma una semplice figura di un’anziana testa pensante che fissa il vuoto. Secondo i curatori, potrebbe essere uno degli ultimi disegni prima della morte. Il tratto diverso da tutti i lavori precedenti e alcune incertezze rivelerebbero la mano ormai vacillante riportataci anche dalla testimonianza di Antonio de Beatis, che, insieme con il Cardinale d’Aragona di cui era segretario, fu uno degli ultimi illustri ad aver reso omaggio a Leonardo poco prima del suo decesso.
Già che ci siete, non perdete l’occasione di visitare Holyrood House. Fondata nel 1128 come monastero, divenne la residenza ufficiale dei regnanti di Scozia fino a Maria Stuarda. Conserva molti degli arredamenti originali ed è tuttora residenza ufficiale della Corona.

‒ Stefano Paolo Giussani

Edimburgo // fino al 20 marzo 2020
Leonardo da Vinci: A Life in Drawing
Palace of Holyroodhouse
Canongate, The Royal Mile
https://www.rct.uk

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AutoreLeonardo da Vinci
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Stefano Paolo Giussani
Giornalista, scrittore e autore di documentari, scrive di ecologia, sostenibilità, turismo responsabile. Collabora con Corriere, Huffington Post, Radio Popolare e ha filmato per National Geographic, History Channel e Radiotelevisione svizzera. Libro più recente: "Farà nebbia".