Libri allo Specchio. La mostra di Marguerite de Merode a Parigi

Un saggio di Ludovico Pratesi sulla mostra di Marguerite de Merode Grande galleria della Biblioteca Mazarine, Parigi. Tra Italo Calvino e Nicolas Poussin

La mostra di Marguerite de Merode a Parigi
La mostra di Marguerite de Merode a Parigi

Nel primo capitolo di Se una notte d’inverno un viaggiatore, pubblicato nel giugno del 1979 per Einaudi, Italo Calvino racconta con sagace ironia il rapporto tra un ipotetico lettore e il suo libro, acquistato all’interno di una  libreria dove il lettore si trova di fronte “il fitto sbarramento dei Libri Che Non Hai Letto”, al quale si succedono i “Libri Che  Puoi Fare A Meno Di Leggere”, i “Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura“ e un’altra ventina di categorie che delineano le relazioni tra un lettore e un libro. Tra queste però manca il Libro Che Ti Rappresenta, oggetto della mostra di Marguerite De Merode, che forse Calvino avrebbe inserito della sua lista. Una scelta non solo intellettuale ma anche esistenziale, intrinseca alla vita stessa dei 25 lettori eccellenti invitati dall’artista non solo ad indicare il volume ma soprattutto ad illustrare le ragioni profonde di questa attrazione fatale, che prende forma nell’immagine dell’interno del libro, trasformata in quello che Giuliana Bruno definirebbe un “atlante delle emozioni”. Una singola parola, la piega di una pagina, una leggera sottolineatura a matita, un passo fondamentale: in questi territori di attenzione la bussola interiore del lettore si è fermata, la rispondenza tra frase e sensibilità intima è stata messa a fuoco e trasformata nel punctumche Roland Barthes definisce nel suo saggio sulla fotografia La camera chiara.

LE MAPPE DI MARGUERITE DE MERODE

Per tracciare questa mappa interiore Marguerite de Merode utilizza infatti un’immagine fotografica, che rende visibile la trama di corrispondenze che lega quel libro al suo lettore. Ed è di queste fotografie che parlo, estrapolate dai loro contenuti ma descrivendole come immagini pure ,in una sorta di galleria di ritratti letterari contemporanei nelle sale della biblioteca Mazarine.  Geometrica ed essenziale la pagina di Amin Maalouf, che affida a Stephan Zweig la descrizione del mondo precedente alla Prima Guerra Mondiale, in una mise en abyme che conduce il nostro sguardo verso una frase   che emerge dalla nebbia della pagina, e ci rimanda ad una turbolenta attualità: “c’etait l’age d’or de la securitè“. Per Thierry Escaich l’ospite di Teoremadi Pier Paolo Pasolini è un angelo del quale si innamora un’intera famiglia, resa “uguale dal loro amore segreto” mentre le pagine illustrate con un tratto nervoso e quasi infantile da Chas Laborde per il Journal intime d’A.O. Barnabooth, scelto da Adrien Goetz, ci trasportano in un’Italia inizio secolo, ricca di atmosfere ancora autentiche e tradizionali. Il racconto del modo di temperare le matite nella Venezia del primo Cinquecento di Arrighi, estrapolato dalle pagine di  The Fleuron, un compendio di tipografia degli anni Venti (1923-1930)  scelto da André Jammes è l’icona  di un’arte sublime che vede nel libro una summa di segni ordinati e armoniosi, mentre l’edizione del 1908 dell’ Ecce Homodi Friedrich Nietzche , voluto da Frédéric Barbier, presenta i calligrafici splendori dorati dello stile Sezession.

OPERE E TESTI

Rassicurante nella sua antica sobrietà l’edizione dei Souvenirs entomologiquesdi Jean Henri Fabre, che Gilles Clément ha voluto aperto alla pagina dedicata agli scarabei stercorari, mentre il velo rosato della pagine del Petit Larousse illustré, indicato da Hervè Niquet , sembra simile alla luce di un’alba mediterranea “dalle dita di rosa”, come avrebbe detto Saffo. Se Pierre Rosenberg ha scelto la Corrispondenzadi Nicolas Poussinper indicare la statura intellettuale del pittore anche nel descrivere a Paul Fréart de Chantelou (il suo principale mecenate francese) le problematiche del trasporto dei suoi quadri da Parigi a Roma, Marc Augé si è affidato invece all’Introduzione all’opera di Marcel Mauss di Claude Lévi-Strauss , un testo “corto e relativamente tecnico” , rivelatosi però fondamentale però per la sua formazione di sociologo. Ogni testo è una soglia, ogni pagina una finestra aperta verso un sistema di pensiero, svelato dalle opere di Marguerite de Merode, capaci di condensare in un’unica immagine l’incontro tra un libro e un’anima.

– Ludovico Pratesi

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