Il Bauhaus al naturale. Una mostra a Berlino

Alfred Erhardt Stifrtung, Berlino – fino al 22 dicembre 2019. La fondazione dedicata all’eclettico esponente del Bauhaus ospita una mostra di confronto che ha per soggetto il paesaggio naturale della Penisola di Neringa. Nota anche come Curonian Spit, è una striscia di dune sabbiose affacciate sul Baltico, al confine fra Russia e Lituania, che a suo tempo affascinò Erhardt e che ha poi catturato anche l’interesse di un collezionista di ambra e fotografo lituano.

Kazimieras Mizgiris, Wind + Sand. Kurische Nehrung, 1976-2000 © Kazimieras Mizgiris
Kazimieras Mizgiris, Wind + Sand. Kurische Nehrung, 1976-2000 © Kazimieras Mizgiris

Con le sue uniche dune di sabbia che sembrano andare alla deriva, continuamente rimodellate dal vento che soffia incessante dal Mar Baltico, la Penisola di Neringa è un ambiente naturale selvaggio e solitario di rara bellezza. Qui, nel 1934, osteggiato in patria dal regime nazista, Alfred Ehrhardt cercò una breve parentesi di serenità, cogliendo anche l’occasione per un reportage di fotografia astratta.

LA MAGIA DELLA FORMA

Come scrisse nel suo libro del 1938 Die Kurische Nehrung, lo scopo del lavoro di Ehrhardt non fu tanto ritrarre la bellezza, quanto immortalare la vastità di un paesaggio incontaminato, perché “il linguaggio formale e cristallino della natura è sempre stato il miglior insegnante”.
A differenza delle pitture, dove cercava la trasposizione onirica e poetica del mondo naturale, nelle fotografie emerge il rigoroso vocabolario formale di uno strutturalista addestrato al Bauhaus del periodo di Dessau, già in prospettiva architettonica, e determinato a carpire il segreto tecnico della genesi delle forme.

Alfred Ehrhardt, Strukturen im Sand, 1934 © Alfred Ehrhardt Stiftung
Alfred Ehrhardt, Strukturen im Sand, 1934 © Alfred Ehrhardt Stiftung

UNA LETTURA IN PROSPETTIVA STORICA

Negli scatti di Kazimieras Mizgiris (Šilutė, 1950), le dune sembrano corpi vivi che si muovono, sprofondano negli abissi, si trasformano in dinosauri fossili, silhouette femminili, uccelli dalle grandi ali. Da queste stampe alla gelatina (la medesima tecnica utilizzata da Erhardt) si percepisce tutta l’imponenza del tempo trascorso, il sovrapporsi delle ere geologiche, la docilità della materia nel lasciarsi modellare dal vento, dal sole e dalla pioggia, per dare forma quell’universo quasi onirico. 2Con un’ottica da ricercatore e geologo (a lui appartiene una delle più ricche collezioni al mondo di ambra fossile), Mizgiris indaga i mille volti di questa natura primordiale mettendone in luce la continua evoluzione, la transitorietà, in contrasto con la robusta lettura strutturalista di Ehardt.
Una mostra dall’impeccabile allestimento formale, elegante nel suo minimalismo, tuttavia complessa nella materia e consigliabile a un pubblico di esperti o comunque appassionati.

‒ Niccolò Lucarelli

Berlino // fino al 22 dicembre 2019
100 Years of Bauhaus IV: The Curonian Spit
a cura di Christiane Stahl
ALFRED EHRHARDT STIFTUNG
Auguststrasse 75 – Berlino
www.alfred-ehrhardt-stiftung.de

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.