Che cosa ci fa una foresta di 300 alberi nel cuore di uno stadio austriaco? È l’installazione di Klaus Littmann, che offre una nuova prospettiva sul tema dei cambiamenti climatici.

Un disegno iconico, realizzato da un grande artista negli Anni Settanta, Max Peintner. L’opera, magistralmente disegnata a china, racconta di una città densa, in cui il cemento domina, occupando ogni minimo spazio urbano e la natura è totalmente assente. Per poter vedere una pianta o un bosco i cittadini dovranno quindi andare in spazi riservati, come è successo con gli animali negli zoo. Nasce così l’idea di raccogliere una foresta all’interno di uno stadio: la città tutt’intorno, i cittadini in osservazione sulle gradinate, gli alberi al centro. Una sorta di “gran teatro” della natura, con fusti magnifici ma non praticabili, esteticamente perfetti ma lontani. Questa immagine sarà una folgorazione per Klaus Littmann (Basilea, 1951), artista svizzero, allievo di Joseph Beuys, da anni impegnato in grandi installazioni per spazi pubblici. Da quel disegno illuminante, già precursore di concetti legati all’ecologia e alla biodiversità, Littmann decide di declinare l’idea in opera concreta. Ci vorranno oltre trent’anni per la realizzazione, per trovare la giusta collocazione e i supporti economici.
Dopo anni di ricerche e di incontri con amministrazioni pubbliche, l’artista ha potuto utilizzare il Wörthersee Stadion, lo stadio sul lago di Klagenfurt, cittadina nel territorio agricolo della bassa Austria, al confine tra Italia e Slovenia. Il progetto For Forest ‒ The Unending Attraction of Nature/ Il fascino infinito della Natura si inserisce nella scia delle mostre e delle grandi istallazioni curate e prodotte in spazi pubblici da Littmann. Con un inquinamento senza controllo, che sta portando al collasso il pianeta, e l’equilibrio naturale messo a rischio dai cambiamenti climatici, quest’opera funziona sia come provocazione sia come invito a riflettere su una minaccia che rischia davvero di prendere il sopravvento. L’installazione For Forest può essere interpretata come una scultura artistica, o un simbolo filosofico della vita. Mettere gli alberi in una situazione non ortodossa è da intendersi come una sfida alla percezione dello spettatore.

For Forest. Max Peintner. Photo Claudia Zanfi
For Forest. Max Peintner. Photo Claudia Zanfi

L’INSTALLAZIONE

Littmann ha pensato a questa installazione artistica monumentale temporanea, la più grande mai realizzata in un’area pubblica in Austria, con la supervisione dello studio di paesaggisti Enea Landscape Architecture. Per realizzare l’opera sono stati utilizzati 300 alberi di 18 specie diverse, alti tra gli 8 e i 15 metri. Alcuni grandi esemplari di quasi 6 tonnellate sono poggiati su una speciale struttura in metallo per contenere le radici e non rovinare il prato. Il bosco è composto da una vasta gamma di specie arboree come l’ontano, il pioppo, il salice bianco, il carpino, l’acero campestre e la quercia comune. Modellati sui colori e le texture delle foreste della Carinzia, gli alberi provengono in prevalenza da vivai italiani, essendo il nostro Paese tra i pochi a trattare piante adulte. Un aspetto interessante che emerge durante la visita è il dialogo tra l’installazione e il paesaggio circostante (gli splendidi boschi e la campagna della Carinzia), che si intravede attraverso le grandi porte di accesso allo stadio.
Nonostante le autorizzazioni e i permessi concessi da tempo, non è andato tutto liscio. Il progetto è stato molto osteggiato dai cittadini di Klagenfurt, sia perché impediva lo svolgimento del campionato (nonostante la squadra locale non sia tra le più “brillanti”), sia per i costi di realizzazione (nonostante il budget sia in prevalenza coperto da sponsor privati).

For Forest. Klagenfurt Stadium. Photo Claudia Zanfi
For Forest. Klagenfurt Stadium. Photo Claudia Zanfi

LA MOSTRA E IL FUTURO

Fino al 27 ottobre dagli spalti dello stadio sarà possibile contemplare il bosco, accessibile tutti i giorni fino alle ore 22.00, per permettere al pubblico di ammirare il “panorama” di giorno e di notte. Una serie di eventi collaterali accompagnano l’installazione, come l’interessante mostra TOUCH WOOD, che propone artisti contemporanei in dialogo con le opere della pinacoteca cittadina, e la bellissima mostra dedicata ai disegni utopistici di Max Peintner. Dopo lo smontaggio dell’installazione gli alberi saranno collocati su un terreno delle stesse dimensioni vicino allo stadio, dove potranno svilupparsi. Un padiglione di legno sarà costruito come centro di formazione per visitatori e studenti. Un richiamo, dunque, all’attuale situazione climatica, all’urgenza degli interventi a tutela della natura affinché non si trasformi, appunto, soltanto in una mera espressione artistica. Una provocazione non priva di fascino visivo e con un obiettivo dichiarato: se la natura è uno “spettacolo”, il rischio è che un giorno potrà essere vista soltanto in aree protette, come in uno zoo, mentre fuori sarà il deserto.

Claudia Zanfi

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Claudia Zanfi
Claudia Zanfi, storica dell’arte e promotrice culturale, si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e MAST – Museo d’Arte Sociale e Territoriale. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte su progetti dedicati ad arte, società, paesaggi. Ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Dirige il programma internazionale Green Island per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra gli altri: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo; Arcipelago Balkani e Going Public, progetto su società e territorio. Tiene conferenze a livello internazionale e lezioni alla Middlesex University di Londra.