La capitale danese, in linea con le città dell’Europa del Nord, è un vivace polo per l’arte contemporanea, attento alla scena locale ma aperto anche al dialogo con artisti stranieri. Una pluralità di linguaggi traccia una mappa dinamica e densa di riflessioni su argomenti e problematiche di stretta attualità, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’ecosistema, vista però senza demagogia, bensì come una necessità per la sopravvivenza dell’umanità stessa. Inoltre, nuovi punti di vista sulla fotografia. Un focus sulle mostre più interessanti aperte in questo periodo.

Copenhagen Contemporary ospita la prima mostra di Donna Huanca in Scandinavia: una grande, suggestiva installazione multimediale site specific, in cui l’artista riunisce pittura, scultura, profumo, suono e performance. Con Lengua llorona (“lingua che piange”) l’artista decostruisce le convenzioni di genere che dominano il nostro tempo e induce a ripensare il corpo, e l’umanità in linea generale, in rapporto all’ecosistema. Pitture e sculture monumentali sono realizzate con pigmenti grezzi di colore, oli, curcuma, sabbia, acciaio, cuoio, capelli e argilla; elementi naturali che esprimono un linguaggio espressionista e figurativo radicato nei processi organici del corpo, nelle sue metamorfosi e connessioni con l’ecosistema. Il profumo di sintesi della Bursera graveolens (o Palo Santo, un albero sudamericano sacro usato tradizionalmente nei rituali di purificazione), che avvolge le opere, crea un’atmosfera di mistico paganesimo artistico, di estasi paganeggiante, di simbiosi con la natura intesa come parte inscindibile della spiritualità umana.
Più scientifico l’approccio del collettivo SUPERFLEX, che nell’ex bacino idrico della città, Cisternerne, in prossimità del castello di Frederiksberg, ha allestito It’s not the end of the World, installazione che, in epoca di cambiamenti climatici e di minacce alla sopravvivenza dell’ecosistema, realizza un suggestivo percorso “acquatico”, ispirato da studi che stimano innalzamenti del livello dei mari fino a 2,5 metri; condizioni che pongono a rischio la sopravvivenza stessa della razza umana; una grande “science fiction”, un invito a riflettere sull’impatto di questa sull’ambiente e sulla necessità di trovare un equilibrio con le forme di vita animali e vegetali.

Donna Huanca, Lengua llorona, 2019. Copenhagen Contemporary, installation view. Courtesy Copenhagen Contemporary. Photo Elsa Kostic
Donna Huanca, Lengua llorona, 2019. Copenhagen Contemporary, installation view. Courtesy Copenhagen Contemporary. Photo Elsa Kostic

CALARSI NEL QUOTIDIANO

Musica, performance e pittura: li riunisce Andreas Emenius al Nikolaj Kunsthal, in un percorso a metà fra la mostra canonica e l’installazione: When unknown becomes familiar accompagna lo spettatore nei rituali e nella spiritualità della vita quotidiana: il fluire continuo dell’acqua, che dal soffitto riempie lentamente la fontana al centro della sala, crea un ambiente visivo e sonoro che invita a immergersi nei propri pensieri, mentre tutto attorno i performer eseguono rituali spirituali associati all’acqua e alla natura, e quelli ben più banali della vita quotidiana, come prendere un caffè o masticare una gomma. Alle pareti, grandi tele dipinte con figure umane dal vago sapore di un espressionismo fumettistico, vivaci e dinamiche. Una riflessione artistica sulla transitorietà dei fenomeni che costellano l’esistenza umana. I costumi dei performer sono stati disegnati direttamente dallo stesso Emenius, che in questo caso, combinando pittura, installazione, performance, si avvicina all’opera d’arte totale.

Andreas Emenius, When unknown becomes familiar, 2019. Nikolaj Kunsthal, installation view. Courtesy Nikolaj Kunsthal
Andreas Emenius, When unknown becomes familiar, 2019. Nikolaj Kunsthal, installation view. Courtesy Nikolaj Kunsthal

ESPRESSIONI FOTOGRAFICHE

La manipolazione fotografica è alla base di The Watchers of Malheur (TWEET TWEET), la personale di Søren Thilo Funder, in corso al Den Frie Center of Contemporary Art fino al 12 maggio. Un curioso mélange di paesaggio naturale (una riserva dell’Oregon), scene di guerra immaginarie, vedute del cosmo e dei pianeti; un conflitto immaginario fra ornitologi e membri della milizia ai confini del Malheur National Wildlife Refuge. Una scenografica videoinstallazione su grandi pannelli dal sapore di scenografie teatrali, metafora delle contorte dinamiche umane che fanno nascere illogiche dinamiche belliche (le cosiddette “guerre dei poveri”), sovrapposte alla maestosità della natura, a scorci di vita quotidiana; un teatro dell’assurdo che, nella sua apparente normalità, sconcerta l’osservatore.
Atmosfere e scopi diametralmente opposti al Fotografisk Center; punto di riferimento per la fotografia contemporanea nordeuropea, fondato nel 1996, ospita fino al 19 maggio Everything Represents ‒ Nothing Is una mostra dedicata a Ingmar Bergman, dove alcuni fotografi contemporanei, fra cui Magdalena von Rudy e Ragnar Kjartansson, dialogano con l’opera del regista svedese estrinsecando il suo rapporto con le arti visive; cupe, oniriche, tragiche e meravigliose insieme, le sue pellicole rivivono nelle film still, allestite come piccoli set cinematografici e che reinterpretano la spiritualità poetica dell’anima nordica. Completa la mostra una sezione con i bozzetti di scena dell’artista e architetto Per Axel Lundgren, che ha lavorato a stretto contatto con Bergman.

Niccolò Lucarelli

Copenaghen // fino al 1° settembre 2019
Donna Huanca ‒ Lengua llorona
COPENHAGEN CONTEMPORARY
Refshalevej 173A
http://cphco.org/

Copenaghen // fino al 30 novembre 2019
Superflex
CISTERNENE
2000 Frederiksberg
https://cisternerne.dk

Copenaghen // fino al 9 giugno 2019
Andreas Emenius ‒ When the Unknown Becomes Familiar
NIKOLAJ KUSTHAL
Nikolaj Plads 10
www.nikolajkunsthal.dk

Copenaghen // fino al 12 maggio 2019
Søren Thilo Funder ‒ The Watchers of Malheur (TWEET TWEET)
Den Frie Centre of Contemporary Art
Oslo Plads 1
http://denfrie.dk

Copenaghen // fino al 19 maggio 2019
Everything Represents ‒ Nothing Is
FOTOGRAFISK CENTER
Staldgade 16
http://fotografiskcenter.dk/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.