Villa Paloma, a Monaco, ospita la mostra personale di Ettore Spalletti. Tra atmosfere marine e memorie letterarie.

La Villa Paloma è un’elegante residenza monegasca, costruita dall’americano Edward N. Dickerson nel 1913, passata nel 1925 all’inglese Robert Hudson, erede di una fabbrica di sapone liquido in Inghilterra, che voleva trascorrere gli ultimi anni della sua vita in compagnia di Beatrice Sabina Gaudengio, che sposa nel 1932, nella villa di gusto Art Nouveau, ribattezzata Villa Paloma. Oggi la palazzina affacciata sul mare ospita il Nouveau Musée National de Monaco, e mostra poche ma significative tracce del suo romantico passato: grandi vetrate a colori pastello con motivi floreali e pavimenti a mosaico con motivi anticheggianti, oltre alle finestre affacciate sulla baia di Montecarlo.
Sembra che il mare entri in casa”, dice Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo, 1940), protagonista della mostra Ombre d’azur, transparence, curata da Cristiano Raimondi. Distribuita su tre piani senza un percorso prestabilito, reinterpreta le sale della villa con ventinove opere, tra le quali molte realizzate appositamente, che punteggiano come una sinfonia le sale illuminate a led, secondo una serie di corrispondenze intime e quasi segrete, volute dall’artista. Per entrare nel mondo di Spalletti è stato realizzato un documentario, girato da Alessandra Galletta.

Ettore Spalletti. Ombre d’azur, transparence. Installation view at Nouveau Musée National de Monaco – Villa Paloma, 2019. Photo Werner Hannappel, VG Bildkunst Bonn 2019
Ettore Spalletti. Ombre d’azur, transparence. Installation view at Nouveau Musée National de Monaco – Villa Paloma, 2019. Photo Werner Hannappel, VG Bildkunst Bonn 2019

LE OPERE DI ETTORE SPALLETTI

Qui c’è il mare addosso”, sottolinea l’artista, suggerendo un possibile parallelo tra Monaco e la sua città natale, Pescara. “Ho cominciato a lavorare alla mostra due anni fa, con il registro della delicatezza che appartiene a questa fase della mia vita”. Ognuna delle sale è un ambiente a sé, dove le opere dialogano con lo spazio secondo armonie spaziali e cromatiche: il rosa pallido degli intonaci, l’ocra chiaro dei pavimenti a mosaico, il verde delle foglie delle vetrate, le venature dell’alabastro, simili a schiume marine. In perfetta sintonia con lo spazio invaso dalla luce naturale ‒ “Ho fatto riaprire alcune finestre che erano state chiuse” ‒ trovano posto le Colonne perse bianche e rosa (2000), la scultura in alabastro Eludere i sogni (2016), i sei Dittici oro (2019), i due grandi pastelli su carta Sirente-Velino e Monti della Laga, entrambi del 2016. Infine, nell’ultima sala, l’artista suggerisce una dimensione domestica, dominata dalle opere Libreria grigia, Libreria rosa, Libreria azzurro (2018), dedicate alla memoria delle letture fatte da Spalletti durante l’infanzia nella casa paterna. “Questi libri mi hanno insegnato tre cose: le buone maniere, la voce bassa e il passo leggero”. Sulla parete di fronte l’unica opera degli Anni Ottanta, Disco (1981), una scultura in legno nero che Ettore ama paragonare al cappello aereodinamico del Guerriero di Capestrano, una misteriosa scultura di arte italica del VI secolo a.C., conservata al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti.

Ettore Spalletti. Ombre d’azur, transparence. Installation view at Nouveau Musée National de Monaco – Villa Paloma, 2019. Photo Werner Hannappel, VG Bildkunst Bonn 2019
Ettore Spalletti. Ombre d’azur, transparence. Installation view at Nouveau Musée National de Monaco – Villa Paloma, 2019. Photo Werner Hannappel, VG Bildkunst Bonn 2019

DAL MARE ALL’ABRUZZO

E davanti ai pastelli astratti di Spalletti, imbevuti di luce mediterranea, non si può non ricordare la pittura di Paul Cézanne, che si ritirò in Provenza a dipingere l’icona di un paesaggio dove la realtà si fa ossessione e pensiero, dominato dalla mole del Mont Sainte-Victoire, simile alla Bella addormentata d’Abruzzo, il profilo montuoso che si staglia nei primi dipinti di Spalletti. Così il genius loci si fa linguaggio e suggestione, evocando una spazialità indefinita, in equilibrio tra la natura dell’opera e l’intensità dello sguardo, capace di cogliere l’essenza di un attimo pervaso da una poesia senza tempo.

Ludovico Pratesi

Monaco // fino al 3 novembre 2019
Ettore Spalletti. Ombre d’azur, transparence
NMNM ‒ VILLA PALOMA
56, boulevard du Jardin Exotique
www.nmnm.mc

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AutoreEttore Spalletti
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Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.