Gli spazi dell’International Studio & Curatorial Program di New York tornano a riempirsi della presenza dell’artista italiana Chiara Fumai, due anni dopo la sua residenza nell’istituzione culturale, seguita dal suicidio a Bari nell’estate del 2017.

In corso fino al 17 maggio, la mostra Less Light è la prima retrospettiva negli Stati Uniti dell’artista vincitrice del Premio New York 2016, che quest’anno sarà protagonista del padiglione italiano alla Biennale di Venezia. Curata dal duo Francesco Urbano Ragazzi, dell’Archivio Chiara Fumai, e da Kari Conte, director of Programs and Exhibitions all’ISCP, la mostra mette in dialogo due opere simbolo del lavoro di Chiara Fumai (Roma, 1978 ‒ Bari, 2017): Dogaressa Elisabetta Querini, Zalumma Agra, Annie Jones, Dope Head, Harry Houdini, Eusapia Palladino read Valerie Solanas (2012-13) e The Book of Evil Spirits (2015).

LE FOTO CON CHIARA FUMAI

La prima è una serie di fotografie in cui l’artista stessa veste i panni dei personaggi citati nel titolo, mettendoli in relazione con The S.C.U.M. Manifesto, scritto nel 1967 da Valerie Solanas, femminista nota per aver sparato a Andy Warhol. Installate sulla parete del corridoio di ingresso dell’unica sala che ospita la mostra, le immagini hanno tutte di sfondo la scritta “A male artist is a contradiction in terms”, immediata dichiarazione poetica di un’artista che ha fatto dell’attivismo femminista la propria guida artistica. Il manifesto di Solanas è infatti una chiamata alle armi contro il patriarcato, un appello a una rivoluzione violenta per la creazione di un mondo senza uomini, attraverso l’affermazione della Society for Cutting Up Men (S.C.U.M.). Il messaggio femminista si riverbera attraverso i personaggi incarnati dall’artista, in un processo che richiama lo spiritismo e la veggenza. L’artista è la medium che evoca personaggi del passato per trasmettere messaggi occulti, dimenticati o censurati.
I personaggi in cui Fumai si trasforma in queste immagini ricorrono spesso nel lavoro dell’artista, in un continuo sforzo di decostruire le ideologie che hanno impedito l’autodeterminazione delle donne nella storia.

Chiara Fumai, The Book of Evil Spirits, 2015, still da video
Chiara Fumai, The Book of Evil Spirits, 2015, still da video

THE BOOK OF EVIL SPIRITS

Li ritroviamo anche nel video parte dell’installazione ambientale che occupa la sala principale della mostra. The Book of Evil Spirits (2015) è composta da oggetti di scena, quindici fotografie su cui sono stati eseguiti esperimenti di scrittura automatica e un video. Lo spazio e gli oggetti che lo riempiono ricordano il salotto di una veggente, con le lettere, i numeri e le parole Yes e No. Le foto riproducono lettere nel linguaggio dei segni. Nel video che completa l’installazione l’artista mette in scena una seduta spiritica nel corso della quale viene posseduta da Eusapia Palladino (1854-1918), veggente analfabeta alle cui sedute partecipavano personalità del calibro di Nicola II di Russia, Cesare Lombroso e i coniugi Marie e Pierre Curie. La veggente evoca donne di epoche e luoghi diversi e distanti tra loro, unite dal desiderio di rivolta sociale, dal bisogno di sottrarsi all’oppressione maschile. Attraverso l’incarnazione messa in scena dall’artista, lo spirito di queste donne esprime un messaggio femminista radicale che si esplicita nelle parole del Manifesto di Rivolta Femminile (1970) di Carla Lonzi e di altri testi che Fumai fa recitare ai suoi personaggi, mettendo insieme una sorta di guida enciclopedica del proprio immaginario. Le storie individuali sono reinterpretate e mescolate in una serie di rimandi che inseriscono il messaggio femminista all’interno del linguaggio e delle suggestioni del chaos magick, da cui l’artista ha ampiamente attinto nel corso della sua breve ma folgorante carriera.

Chiara Fumai, The S.C.U.M. Elite, 2014. Performance at ISCP – International Studio & Curatorial Program, New York 2019. Photo Manuel Molina Martagon. Courtesy of the International Studio & Curatorial Program & The Church of Chiara Fumai
Chiara Fumai, The S.C.U.M. Elite, 2014. Performance at ISCP – International Studio & Curatorial Program, New York 2019. Photo Manuel Molina Martagon. Courtesy of the International Studio & Curatorial Program & The Church of Chiara Fumai

LA PERFORMANCE

Nel corso dell’opening della mostra, è stata messa in atto una reinterpretazione della performance The S.C.U.M. Elite (2014), l’unica nell’intera produzione dell’artista a non prevedere la sua presenza. La performance evoca l’estetica della propaganda terroristica e del movimento autonomo italiano, in un vocabolario artistico che ricorre spesso nel lavoro di Fumai.
Il messaggio è chiaro e forte, inequivocabile e violento nella sua urgenza. L’artista diventa il suo messaggio, diventa reincarnazione della collettiva battaglia femminista, in una storia che trascende i confini dell’esperienza individuale.

Maurita Cardone

New York // fino al 17 maggio 2019
Chiara Fumai – Less Light
ISCP
1040 Metropolitan Avenue
https://iscp-nyc.org

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AutoreChiara Fumai
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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.