La lezione di anatomia di Rembrandt diventa una app in realtà aumentata

Assistere alla dissezione più famosa della storia dell’arte attraverso un’esperienza immersiva. È questo quello che promette la app “Rembrandt Reality”, rilasciata dal museo Maurithuis dell’Aia in collaborazione con la start up digitale Capitola.

Rembrandt Reality, Photo courtesy of Capitola
Rembrandt Reality, Photo courtesy of Capitola

La lezione di anatomia del Dottor Tulp (1632) è uno dei dipinti più famosi al mondo. Sicuramente il più noto, insieme alla Ronda di Notte, tra i capolavori firmati dal maestro olandese Rembrandt van Rijn (1606-1669). Oggi quest’opera, che si trova esposta al museo Mauritshuis dell’Aia, è protagonista di un progetto di didattica dell’arte che si basa sulle tecnologie di Realtà Aumentata. Il museo olandese, nel contesto delle celebrazioni per il 350esimo anniversario della morte dell’artista, ha infatti lanciato una app che permette di immergersi virtualmente all’interno del quadro, osservando da vicino la scena ritratta – la dissezione pubblica sul cadavere di un criminale appena giustiziato – e muovendosi al suo interno a 360 gradi.
La app, che si chiama Rembrandt Reality ed è disponibile gratuitamente per Android e iOS, è stata realizzata dalla startup Capitola, che aveva già collaborato in passato con il Maurithuis in occasione di un progetto in mixed reality per la piattaforma Hololens di un altro quadro di Rembrandt, il Saul e Davide (1651-8).

UN PORTALE SUL SEICENTO OLANDESE

Una volta lanciata la app sul proprio device, guardando attraverso lo schermo lo spettatore si trova di fronte un portale. Al suo interno c’è la riproduzione fedele di una delle torri della Pesa Pubblica di Amsterdam, che al tempo di Rembrandt ospitava la sede della corporazione dei chirurghi (oggi al suo posto c’è un frequentato ristorante). Una voce fa da guida durante la visita, spiegando il quadro, la sua storia e i suoi dettagli, oltre che aiutando l’utente nell’esplorazione dell’ambiente virtuale. Per ricreare il dipinto, Capitola ha realizzato delle scansioni tridimensionali non soltanto dello spazio ma anche dei protagonisti, servendosi del contributo di un gruppo di attori reclutati per la loro eccezionale somiglianza con i medici ritratti nel dipinto.
L’intera operazione, che ha permesso di ottenere un risultato di grande effetto visivo, ha richiesto una lavorazione totale di circa cinque mesi: “era molto importante che il tutto sembrasse autentico”, ha commentato il direttore del progetto David Robustelli ai microfoni di Artnet, “con Rembrandt Reality puoi viaggiare indietro nel tempo per qualche minuto. Ti immerge davvero all’interno dell’esperienza”.

– Valentina Tanni

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.