Apre a Mumbai il National Museum of Indian Cinema. È dedicato ai film di Bollywood

Il nuovo museo, finanziato dal governo del paese, racconta la storia del genere cinematografico più famoso dell’India, e raccoglie cimeli e macchinari dell’industria filmica del passato

National Museum of Indian Cinema, Mumbai
National Museum of Indian Cinema, Mumbai

Canzoni, balli, ritmi concitati, abiti di scena coloratissimi e luccicanti: sono gli ingredienti inconfondibili del Bollywood, genere cinematografico indiano il cui termine nasce dalla fusione di Bombay (oggi Mumbai) e Hollywood. Queste pellicole, molto popolari e commercializzate in India, nel corso degli anni hanno raggiunto notorietà e successo in tutto il mondo, tanto da rendere Bollywood una sorta di contraltare orientale alla quasi omonima Hollywood. Non sorprende, quindi, se nei giorni scorsi è stato inaugurato a Mumbai l’NMIC – National Museum of Indian Cinema, il primo museo del paese interamente dedicato al cinema indiano

IL MUSEO

Finanziato dal governo del paese per un investimento pari a 19,6 milioni di dollari, il National Museum of Indian Cinema sorge su un bungalow del XIX secolo e su una moderna struttura in vetro di cinque piani nella parte sud di Mumbai. Al suo interno sono custoditi cimeli, registrazioni, strumenti cinematografici, schermi touch screen interattivi con i quali i visitatori possono guardare videoclip e filmati delle pellicole Bollywood più famose. Un esempio? Raja Harishchandra, il primo lungometraggio realizzato in India, diretto nel 1913 dal “padre del cinema indiano” Dadasaheb Phalke. Il museo conduce i visitatori in un “viaggio del cinema indiano, dai film muti ai ‘talkie’, dall’era classica alla new wave”, ha dichiarato ad AFP il direttore generale del dipartimento cinematografico del governo indiano Prashant Pathrabe. Il museo ospita anche riproduzioni delle vecchie apparecchiature cinematografiche: ad esempio il Mutoscopio, camera utilizzata dai fratelli Lumière, e il Prassinoscopio, un dispositivo di animazione rotante inventato nel 1877 dal francese F.L. Régnaud.

NON SOLO IN INDIA

La passione per il cinema – o meglio, per alcuni dei suoi generi – non ha fatto nascere musei tematici solo in India. La scorsa estate infatti vi abbiamo parlato dell’apertura del National Comedy Center, istituzione di Jamestown (New York) dedicata alla commedia americana che si sviluppa su uno spazio di oltre 3.400 metri quadrati, e per la sua costruzione sono stati spesi 50 milioni di dollari. Al suo interno sono fruibili 50 esposizioni immersive, 50 racconti interattivi su come è nato e si è sviluppato il genere della commedia in America, non solo in ambito cinematografico ma anche nei fumetti e nella TV. Il museo celebra i personaggi quali Charlie Chaplin a Dave Chappelle, e non mancano collezioni esclusive di cimeli appartenuti ad attori e comici come costumi di scena o taccuini in cui sono trascritte battute e gag.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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