La Gran Bretagna combatte lo stress andando al museo. E Art Fund estende l’ingresso gratuito

Stando a uno studio condotto dall’associazione britannica, gli under 30 frequenterebbero i musei per combattere l’ansia causata dalle pressioni della vita contemporanea…

Londra
Londra

Che l’arte possa fare bene alla salute, permettendo addirittura di scaricare emozioni negative, ne aveva avuto intuizione Aristotele che, nel suo trattato sulla Poetica, teorizzava uno dei concetti più noti del suo pensiero: quello della catarsi. A confermare quanto affermato dal filosofo, arriva a distanza di oltre due millenni una ricerca commissionata dall’associazione britannica Art Fund.

ARTE E STRESS

Stando a quanto riportato dallo studio, i giovani britannici “utilizzano” i musei per scaricare il proprio stress e rilassarsi. Se il 6% della popolazione del Regno Unito visita regolarmente collezioni d’arte, il 13% delle persone con un’età inferiore ai 30 anni visita museo e gallerie ogni mese, e il motivo sembra essere condiviso: combattere l’ansia causata dalle pressioni della vita contemporanea. Dallo stesso rapporto, però, emerge anche che i livelli di ansia stiano tendendo ad aumentare per tutta la popolazione: in particolare, il 49% delle persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni ha dichiarato di sentirsi ansioso almeno per un periodo della propria vita, con cifre in diminuzione con l’aumentare dell’età. Sarà forse per combattere questa “emergenza” nazionale che l’Art Fund ha deciso di estendere il proprio National Art Pass a tutti i britannici fino ai 30 anni. Il National Art Pass offre l’ingresso gratuito a oltre 240 musei, gallerie e luoghi storici e il 50% di sconto per molte istituzioni d’arte. “Ci auguriamo che offrendo un pass ampliato saremo in grado di ridurre i costi e incoraggiare più visite a musei e gallerie da parte di questa fascia di età”, ha dichiarato un portavoce dell’Art Fund.

AL MUSEO CON LENTEZZA

Se la vita di tutti i giorni può essere frenetica, in realtà c’è il rischio che possa essere stressante anche la visita ai musei: tre sono una prova i turisti che affollano le sale, i selfie davanti alle opere “feticcio”, le corse contro il tempo per cercare di visitare più musei e gallerie possibili se si è in vacanza. Ebbene, per non cadere nel tranello del cosiddetto turismo “mordi e fuggi”, qualche tempo fa il docente di letteratura al Pomona College in California Arden Reed ha teorizzato la Slow Art, ovvero un “nuovo campo estetico” che porta a esperire le opere d’arte con lentezza e maggiore consapevolezza. Non si tratta  soltanto di un modo di osservare l’arte, ma un rapporto intimo che si instaura tra fruitore e opera esperita. Una forma di contemplazione molto simile a quella che contraddistingue un fedele nel momento di preghiera, spiega Reed nel suo libro Slow Art: The Experience of Looking, Sacred Images to James Turrell, che inoltre sottolinea come la Slow Art sia un fenomeno prettamente moderno e inesistente in passato perché, nei secoli addietro, la vita era “slow”: “forse in un’era mondana la Slow Art può darci il tipo di consolazione che tutti cercano”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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