Il Kunstmuseum di Basilea ospita una retrospettiva dedicata al pittore svizzero. Evocando il suo legame con il mondo della drammaturgia e con quello dell’inconscio.

Nella città dei quaranta musei, tra la magia dei mercatini di Natale, brilla la solida struttura del Kunstmuseum di Basilea, con la sua magnifica collezione permanente e le mostre temporanee. Tra queste spicca Füssli. Drama and Theatre, a cura di Eva Reifert, una monografica dell’artista svizzero, nato a Zurigo nel 1741 e scomparso a Putney Hill nel 1825, in Inghilterra, dove è sepolto nella cattedrale di Saint Paul a Londra. Interprete di una sensibilità romantica, Johann Heinrich Füssli è considerato anche un precursore simbolista, celebre per il suo amore incondizionato verso la grande letteratura inglese e per le sue indimenticabili rappresentazioni dei drammi di Shakespeare e dei poemi di Milton.
Dal 1779, infatti, lavora con altri artisti alla Shakespeare Gallery di John Boydell, quindi decide di creare la sua Milton Gallery finanziata dall’editore Johnson e dal banchiere Roscoe, ma la mostra del 1799, pur ottenendo un ottimo giudizio di critica, suscita poca attenzione presso il grande pubblico.

Füssli. Drama und Theater. Installation view at Kunstmuseum Basel, 2018. Photo Julian Salinas
Füssli. Drama und Theater. Installation view at Kunstmuseum Basel, 2018. Photo Julian Salinas

LA MOSTRA

L’attuale rassegna svizzera, come esplicitato nel titolo, riflette proprio sul cuore della produzione pittorica dell’autore, legata ai temi e ai soggetti letterari, con settanta pezzi, di cui sette già patrimonio del Kunstmuseum. Ecco allora, per il Bardo, i dipinti da Sogno di una notte di mezza estate, Re Lear, Macbeth e Amleto (con una tela dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, Parma) e per Milton le tele ispirate a Paradise Lost. Le figure affogano nel buio più totale, candide e spettrali. I loro sguardi sono spesso deformati dall’orrore o dalla meraviglia, con un’enfatizzazione di teatrale memoria, così come i fasci di luce che illuminano talune scene. Ciò che conta infatti è l’azione principale, sottolineata dai giochi del chiaroscuro, a cui si sacrifica tutto il resto, a cominciare dalla caratterizzazione dei personaggi, per lo più stilizzati, e dal paesaggio, quasi del tutto assente. Sogno, incubo, sensualità, fantasia, mistero… la pittura di Füssli è tutto questo è anche di più, seguendo un gusto a lui contemporaneo e preferendo alle raffigurazioni bibliche o della mitologia classica i romanzi gotici o le saghe nordiche, dando libero sfogo alla propria personale fantasia.
Esposti anche i ritratti dei letterati descritti secondo la sua immaginazione.

Johann Heinrich Füssli, Amor und Psyche, 1810 ca. Kunsthaus Zürich. Courtesy Kunstmuseum, Basilea
Johann Heinrich Füssli, Amor und Psyche, 1810 ca. Kunsthaus Zürich. Courtesy Kunstmuseum, Basilea

INCUBI E INCONSCIO

Non manca una versione del famosissimo Incubo, da una collezione privata, che raffigura una fanciulla sofferente addormentata in una posa scomposta, con un mostro sopra al petto e una testa di cavalla che emerge dallo sfondo, possibile rappresentazione del gioco di parole inglese “night” (notte) e “mare” (cavallina). Nella camera, sul comodino, danzano alcune piccole fate. L’opera suscitò scalpore all’epoca, un affondo anzitempo nell’inconscio e nella sessualità femminile. A metà del percorso espositivo appare, come una pausa prima di tornare bruscamente ai nostri giorni, il lavoro di Tom Luz, resident director del Theater Basel, in collaborazione con il video artist Jonas Alsleben, che distoglie dai sogni di Füssli.

Vera Agosti

Basilea // fino al 17 febbraio 2019
Füssli. Drama and Theatre
KUNSTMUSEUM BASEL
St. Alban-Graben 8
https://kunstmuseumbasel.ch/

Dati correlati
AutoreJohann Heinrich Füssli
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Vera Agosti
Vera Agosti (Magenta, 1979), critico e storico dell’arte, curatore e giornalista, collabora con quotidiani e riviste specializzate. Nel 2010 fonda il movimento delle Meduse, un gruppo di giovani artisti con una ricerca figurativa di matrice classica che riflette su tematiche sociali attuali. È caporedattrice della Prearo Editore, storica casa editrice di libri d’arte, per cui dirige le collane “Profili” e “Cataloghi”. È studiosa di arte circense. I suoi interessi riguardano anche la letteratura, il cinema e il teatro. Si occupa del P.E.N Club Italia giovani e del Comitato Scrittori in Carcere. È docente di curatela di mostre ed eventi artistici presso lo IED di Milano.