Quando il cibo incontra il design. Le mete imperdibili tra Eindhoven e Den Bosch

La disciplina del progetto e quella gastronomica si sono incontrate durante la Design Week olandese. Ecco una serie di indirizzi da non mancare.

Dutch Design Week, Eindhoven 2018. Strijp S. Photo credit Stichting Duurzame Kost
Dutch Design Week, Eindhoven 2018. Strijp S. Photo credit Stichting Duurzame Kost

Si è appena conclusa la Dutch Design Week a Eindhoven, imperdibile appuntamento per chi è del settore (e non). Quest’anno, oltre a portare avanti orgogliosamente questa iniziativa con lo slogan “se non noi, chi?”, il Brabante Settentrionale ‒ regione di 68 municipi tra cui Eindohoven e Den Bosch ‒ è stata nominata “European Region Gastronomy”, un nuovo titolo nato dall’iniziativa dell’IGCAT (International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism) volta a promuovere la cultura culinaria europea. Food concept, design e spazi non convenzionali sono i punti di forza di questa regione, dove sono nati Vincent van Gogh e Hieronymus Bosch. Oltre a questo, un’attenzione maniacale verso il tema dell’agrifood e le nuove tecnologie di coltivazione, a supporto di una tradizione gastronomica che fa delle verdure stagionali il suo ingrediente principale.

EINDHOVEN

Eindhoven è una città viva ed energetica, storicamente marcata dalla presenza di Philips, che 125 anni l’ha trasformata nella sede della sua industria. Non a caso il logo disegnato per la città rappresenta la sua forza attraverso l’immagine del fulmine. Grazie alla presenza dell’omonima Design Academy, Eindhoven è diventata la capitale del design olandese nonché sede della Dutch Design Week, che ogni anno porta un costante flusso di creativi del settore in visita nel Paese. Tra i numerosi “spot” da visitare si trovano realtà incredibili, che solo una città con questo tipo di apertura può avere: dal ristorante dentro una centralina elettrica a una fabbrica trasformata nello skate park più grande d’Europa, dall’immenso progetto di Sectie C alle nuove tecnologie di coltivazione delle verdure.

Dutch Design Week, Eindhoven 2018. Social Label Lab. Photo René van der Hulst
Dutch Design Week, Eindhoven 2018. Social Label Lab. Photo René van der Hulst

STRIJP-S

Strijp-S è il quartiere creativo per eccellenza di Eindhoven. Questo distretto, un tempo parte dell’industria Philips, è stato trasformato in un grande centro culturale ora tra le sedi principali della Dutch Design Week. Food, design, shopping del settore e molto altro: Strijp-S è un vero focolaio creativo. Quella che era la sala macchine oggi ospita Radio Royaal, un ristorante creato ad hoc per la Dutch Design Week del 2011, nato come pop up e diventato una realtà duratura nel tempo grazie al suo successo. Con i suoi 1300 mq distribuiti su due livelli, Radio Royaal è sì un ottimo esempio di riconversione di uno spazio industriale ma anche una testimonianza storica dell’importanza che ha avuto per Eindhoven essere la sede di Philips.
Lì accanto, in un altro edificio, Area 51: uno degli skate park più grandi d’Europa; non solo skate park, però, perché durante la settimana del design ospita gli allestimenti di designer, architetti, creativi che espongono i loro prodotti accanto ai ragazzi che vanno in skate. All’ultimo piano del food market, anch’esso parte del complesso Strijp-s, accade un vero miracolo del mondo agrifood: qui al DUURZAME KOST City Farm si coltivano le verdure usando la tecnica dell’acqua poning, una tipologia di agricoltura mista ad allevamento di pesci che fa crescere la pianta direttamente sull’acqua. Grazie a questa farm, chi ha scelto di collaborare con loro all’interno del food market ottiene prodotti di altissima qualità a chilometro zero, o meglio, a quattro piani di scale di distanza.

SECTIE C

Un’altra meta imperdibile di Eindhoven è Sectie C, sempre un ex spazio industriale dove ognuno può affittare e costruirsi il proprio studio-officina: dentro si trovano tipografi, designer, artigiani di ogni natura e durante la Design Week gran parte delle esposizioni è allestita in questo immenso co-working. Curiosa l’esperienza offerta dal food artist Jasper Udink ten Cate, in arte the Creative Chef, che durante la settimana del design, all’interno di uno degli atelier Sectie-C, propone la sua cucina utilizzando prodotti di stagione ‒prevalentemente verdure – il cui impiattamento diventa l’elemento di design.
Da menzionare The Biggest Living Room in The Netherlands, la mostra organizzata da Tellurico e Molto Molto Project nell’edificio di Frank Van Klingeren, non molto distante dal quartiere Sectie-C. Qui nove designer reinterpretano l’elemento architettonico del pilastro, non solo strutturale ma che diventa parte integrante del processo creativo degli artisti-designer.

Dutch Design Week, Eindhoven 2018. Cor Unum. Bas van Beek Collection, Den Bosch. Photo Marije Kuiper
Dutch Design Week, Eindhoven 2018. Cor Unum. Bas van Beek Collection, Den Bosch. Photo Marije Kuiper

OLTRE EINDHOVEN, DEN BOSCH

Oltre all’Eindhoven capitale del design, Den Bosch si sta muovendo nella stessa direzione: quest’anno lo Stedelijk Museum’s-Hertogenbosch ha infatti cambiato nome in Design Museum. L’ampliamento del museo, disegnato dall’olandese Bierman Henket nel 2012 con un progetto di interni realizzato dai fratelli brasiliani Campana, vuole diventare un elemento catalizzatore per il settore. Il museo prende una nuova direzione per contribuire alla promozione del Dutch Design, offrendo al visitatore un programma di mostre dedicato al tema. La città natale di Hieronymus Bosch è pronta a seguire questa strada puntando anche sui prestigiosi laboratori presenti in città, come Cor Unum, che realizza ceramiche secondo tecniche artigianali e collabora con i designer migliori del mondo, da Alessandro Mendini a Jasper Morrison, dagli architetti MVRDV a Ron Arad, e tanti altri.
Anche a Den Bosch non manca l’attenzione verso il recupero dei distretti industriali; qui si trova la Werkwarenhuis Social Label detta anche “Pink Factory” per via delle scelte cromatiche degli interni. Aperto dal 2014, è un complesso industriale trasformato nella sede del collettivo Social Label, designer dediti alla produzione di oggetti sostenibili, in vendita in questo spazio su due livelli dove mangiare, bere, ballare e comprare i loro prodotti.

Bianca Felicori

www.ddw.nl/

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.