Una scultura di Jason deCaires Taylor demolita alle Maldive perché considerata anti-islamica

Un tribunale maldiviano ha decretato la distruzione di un’opera d’arte realizzata dall’artista e ambientalista inglese Jason deCaires Taylor in un atollo perché non rispetta i canoni dell’Islam. E scoppia la polemica…

Jason deCaires Taylor, Coralarium
Jason deCaires Taylor, Coralarium

Non rispetta i parametri della religione islamica”. Con questa motivazione un tribunale maldiviano ha stabilito la distruzione di una scultura realizzata dell’artista Jason deCaires Taylor (Dover, 1974), famoso per le sue opere d’arte subacquee, all’interno del Fairmont Maldives Sirru Fen Fushi, un resort a cinque stelle nel nord di Malè. La colpa? All’interno della scultura sono inserite alcune figure, ma la rappresentazione umana è vietata dall’Islam, religione ufficiale nell’arcipelago.

L’OPERA

L’opera, che si intitolava Coralarium, era stata commissionata a DeCaires Taylor dal resort, di proprietà del gruppo alberghiero francese Accor ed era stata ultimata a luglio. In questo breve lasso di tempo, la scultura era diventata già un’attrazione turistica, non solo per i clienti dell’hotel ma per l’intera Malè. Un’enorme struttura in acciaio, semi-sommersa, con numerosi intagli pensata per essere abitata e attraversata liberamente dalla fauna marina. La scultura era stata pensata dall’artista inglese, convinto ambientalista, come una sorta di nuovo habitat per coralli e altre specie animali. Per simboleggiare il rapporto profondo tra l’uomo e la natura, DeCaires Taylor aveva collocato, nella parte superiore e all’interno dell’opera, una trentina di figure umane, per lo più maldiviane, impegnate nella pesca e nelle altre attività tipiche dell’isola. Un omaggio alla laboriosità di un popolo che vive da sempre in simbiosi perfetta con la natura.

LA SENTENZA

A nulla sono valse le proteste né la fama di DeCaires Taylor, che ha realizzato opere d’arte sommerse in tutto il pianeta, per evitare la distruzione della scultura. L’opera è stata fortemente criticata dai leader religiosi che l’hanno definita eccessivamente occidentale. Un tribunale maldiviano ha stabilito, infatti, che dovesse essere demolita nel più breve tempo possibile perché non rispettava i parametri imposti dalla religione islamica, nonostante avesse ottenuto in precedenza tutti i permessi del caso. Il governo ha reso immediatamente esecutiva la sentenza. C’è voluta una settimana all’incirca per demolire a picconate la struttura, costruita in nove mesi con il supporto di un team di ingegneri, sommozzatori e ambientalisti.

–       Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.