Lo scandaloso nudo de L’Origine del mondo di Courbet. Scoperta la donna ritratta

Pare sia stato risolto uno dei più grandi misteri della storia dell’arte. Uno storico francese, dopo anni di studi, rivela l’identità nascosta dietro allo scandaloso quadro di Gustave Courbet…

Gustave Courbet, L'Origine du monde, 1866
Gustave Courbet, L'Origine du monde, 1866

È uno dei massimi capolavori della storia dell’arte, eppure a quest’opera tanto analizzata, studiata, ammirata, deplorata mancava forse l’informazione più importante: chi si cela dietro a quel corpo nudo dipinto da Gustave Courbet (Ornans, 1819 – La Tour-de-Peilz, 1877) nella celeberrima L’origine del mondo di CourbetAlmeno fino ad oggi. Il settimanale francese Paris Match ha, infatti, pubblicato in esclusiva mondiale un’inchiesta che rivela il volto della protagonista, sostenendo di essere certo al cento per cento di aver scoperto la vera identità della donna, ma procediamo con ordine.

L’ORIGINE DU MONDE

Attrazione e repulsione. È in questa dicotomia che si muove l’opera di Courbet da quando, nel 1866, il padre del realismo francese decise di elevare a soggetto di un suo dipinto una raffigurazione realistica dell’organo genitale femminile. Dipinto su commissione per il diplomatico turco-egiziano Khalil-Bey (1831-1879), personaggio eccentrico, amante del lusso e della vita notturna, che aveva nascosto l’opera di Courbet in una stanza accessibile solo ad una ristrettissima cerchia d’eletti. Si hanno pochissime notizie sui passaggi successivi dell’opera prima che entrasse nelle collezioni del museo d’Orsay nel 1995, proveniente dalla raccolta di opere dello psicanalista Jacques Lacan. E fino a quel momento rappresenta il paradosso di un’opera famosissima ma poco vista dal vivo. Ciononostante la fama del quadro ha travalicato i confini della storia dell’arte diventando un’opera estremamente popolare. Il quadro di Courbet non ha mai smesso di generare scandalo e polemiche al punto da essere stata “colpita” più volte, anche in tempi recenti, dall’algoritmo di Facebook non l’ha riconosciuta come opera d’arte. Ci si è sempre chiesti a chi appartenesse quella vivida rappresentazione del corpo femminile. Ora il mistero sembra svelato.

LA PROTAGONISTA DELL’OPERA

Non più solo un particolare anatomico ma ha anche un volto la donna ritratta nell’opera. Secondo Paris Match la protagonista del quadro è Constance Queniaux, una ballerina dell’Opéra di Parigi. Il settimanale francese chiama in causa Claude Schopp, storico della letteratura e specialista di Dumas che sostiene di essere certo di conoscere l’identità della modella che ha posato per il quadro più scandaloso del XIX secolo e afferma che la sua ipotesi è suffragata su base documentaria. I dettagli della scoperta, che come afferma lo studioso è avvenuta per caso, saranno rivelati in un libro che sarà pubblicato in Francia i primi di ottobre.

LA SCOPERTA

Schopp ha lavorato sulla corrispondenza tra Alexandre Dumas figlio e la scrittrice George Sand. Secondo l’uomo la “soluzione” del mistero è contenuta in una lettera che Dumas figlio inviò a Sand nel giugno del 1871, nella quale si parlava proprio di Courbet. Nella trascrizione del manoscritto conservato nella Bibliothèque Nationale de France si poteva leggere la frase “on ne peint pas de son pinceau le plus délicat et le plus sonore l’interview de Mlle Queniault [sic] de l’Opéra” (“uno non dipinge col suo pennello la più delicata e sonora intervista della signorina Quéniaux dell’Opéra”). Schopp, resosi conto che la parola “intervista” nel contesto non aveva alcun senso, ha voluto controllare in maniera approfondita il manoscritto originale e si è accorto che Dumas, in realtà, non aveva scritto “interview”, bensì “intérieur”. Per lo storico, la frase così riletta diverrebbe una chiara allusione ai genitali della ballerina francese ed è dunque possibile ipotizzare che sia stata lei a posare per il grande pittore francese. “È stata come un’illuminazione”, ha dichiarato Schopp all’agenzia France-Presse. L’ipotesi è rafforzata anche dal nome del committente e primo proprietario del dipinto il diplomatico turco-egiziano Khalil Bey. All’epoca, Constance Quéniaux aveva trentaquattro anni, non danzava più da sei, ed era diventata una delle amanti dell’uomo.

LE IPOTESI PRECEDENTI

Non è la prima volta in verità che si prova a dare un volto alla donna raffigurata nell’opera. Già in passato, altri studiosi avevano ipotizzato che i genitali dipinti da Courbet appartenessero a una delle amanti di Khalil-Bey, che aveva fama di tombeur de femmes: nel 2011, lo storico Gérard Desanges aveva fatto il nome di Jeanne de Tourbey, animatrice di un circolo letterario. Fino ad oggi, però, la tesi più accreditata convergeva sulla figura di Jo Hifferman, l’amante irlandese dell’artista statunitense James Whistler e in seguito anche di Courbet. La donna fu musa dell’artista francese nelle quattro varianti del dipinto Jo, la belle irlandaise, che furono realizzate tra il 1865 e il 1866, guarda caso proprio nello stesso periodo dell’Origine du monde. L’ipotesi è stata a lungo avvalorata da Jean-Jacques Fernier, tra i massimi esperti al mondo di Courbert. Ma i dubbi persistevano, soprattutto perché i peli pubici scuri del dipinto non corrispondevano alla criniera rossa fiammeggiante di Hiffernan. Fino alla scoperta della nuova identità.

–       Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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