In Estonia un ex carcere trasformato in un museo e in un centro dedicato ai crimini del comunismo

Il ministro della Giustizia Estone, Urmas Reinsalu, ha proposto di trasformare l’ex carcere Patarei di Tallinn in un museo e in un centro di ricerca dedicato ai crimini del comunismo. La storia

Patarei Prison, Tallinn. ph Jon Shave Fonte Wikipedia

Abbiamo raccontato spesso di musei sorti all’interno degli edifici più disparati, ma mai all’interno di un carcere. Fa discutere la proposta del ministro della giustizia estone, Urmas Reinsalu, di convertire l’ex prigione Patarei, sulle sponde del porto di Tallinn, in un grande museo internazionale e in un centro di ricerca dedicato ai crimini del comunismo.

LA VICENDA

La proposta è stata lanciata lo scorso 23 agosto dal ministro in occasione dell’inaugurazione di un grande memoriale dedicato alle vittime del Comunismo situato sempre sulle sponde del porto della cittadina. La notizia non giunge certo inaspettata. Da anni, infatti, si discute su un possibile cambio di destinazione dell’ex carcere comunista che dal 2016 è stato chiuso definitivamente al pubblico. Numerose sono state le proposte avanzate al punto che è stato ribattezzato dai media come il “Caso Patarei”. C’è chi ha pensato che potesse essere riconvertito in un grande albergo, chi invece in un prolungamento del porto e in un “garage” per i tanti yacht che sono ormeggiati a Tallinn. Nessuna di queste idee è stata davvero presa in considerazione.

LA PROPOSTA

L’idea sostenuta fortemente da Urmas Reinsalu, è appoggiata da numerosi membri dell’Unione Europea che si sono ritrovati a Tallinn per l’inaugurazione del memoriale. Tra questi i delegati della Lituania, Lettonia, Romania, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria. Anche Sandra Vokk, membro dell’Estonian Institute of Historical Memory, ha commentato la vicenda: “c’è un grande bisogno di un centro di ricerca impegnato in uno studio competente e obiettivo sui crimini del comunismo. Sembra strano ma non esiste un centro di sperimentazione a livello internazionale. Con l’Estonian Institute of Historical Memory stiamo studiando un progetto concreto per quest’idea che è ancora nel suo stato embrionale. Numerose sono state le vittime sia tedesche che sovietiche qui a Patarei, il che rende questo posto anche un memoriale”.

LA STORIA DI PATAREI

Chi l’ha visitato l’ha definito come il set per un perfetto film horror. Grandi sale che si alternano a piccole celle e a un grande ospedale con ancora i ferri del mestiere sporchi di sangue ed esposti come in un museo. Le pareti sono scrostate e gran parte della struttura è in condizioni pessime. Una stima recentemente fatta prospetta un investimento di quasi 100 milioni per il restauro e la messa a norma dello stabile.
La prigione-fortezza è stata completata nel lontano 1840 per ordine dell’Imperatore russo Nicholas I e ricopre una superficie di 40468 mq. Originariamente pensata come una fortezza marina, poi usata come caserma fino al crollo dell’Impero Russo. Successivamente dal 1920 al 2002 impiegata come carcere da diversi regimi. Oggi l’intero complesso è stato dichiarato monumento culturale della Repubblica Estone.

– Valentina Poli

 

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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.