Christie’s mette all’asta Ritratto di Edmond Belamy, opera dipinta da un’Intelligenza Artificiale

Christie’s per la prima volta metterà all’asta un’opera realizzata dall’Intelligenza artificiale. Si intitola “Ritratto di Edmond Belamy” ed è prodotta da un algoritmo creato dal collettivo francese Obvious

I quadri realizzati dall'algoritmo prodotto dal collettivo francese Obvious, Edmond De Belamy
I quadri realizzati dall'algoritmo prodotto dal collettivo francese Obvious, Edmond De Belamy

Christie’s sarà la prima casa d’aste al mondo a vendere un’opera prodotta da un’Intelligenza Artificiale. La tecnologia impiegata si chiama GAN, acronimo di Generative Adversarial Network, pensata nel 2014 da Ian Goodfellow. Partendo da queste conoscenze, il collettivo francese Obvious,composto da Hugo Caselles-Dupré,Pierre Fautrel e Gauthier Vernier, ha creato l’algoritmo “autore” del dipinto che il prossimo 23 ottobre sarà battuto all’asta a New York. Ecco di cosa si tratta. 

IL QUADRO

Sembra un ritratto risalente a secoli fa quello realizzato dagli Obvious, ma non è così. Il dipinto ricorda le fattezze di un uomo francese del passato, dai contorni poco definiti e con una giacca nera. Rimanda molto alla cultura ritrattistica tradizionale e non dista molto da un dipinto che potremmo vedere al Museo del Louvre oppure agli Uffizi. Invece l’opera presenta alcune caratteristiche singolari: è realizzato da un algoritmo. Il dipinto, che si intitola Ritratto di Edmond Belamy ed è stimato dai 7.000 ai 10.000 dollari, fa parte di un ciclo di undici ritratti di un’ipotetica famiglia dal nome Belamy. Il cognome non giunge a caso: è un omaggio all’inventore della GAN, Ian Goodfellow, il cui nome, tradotto grossolanamente, significa proprio “buon amico”, cioè Belamy. Non è la prima volta che uno di questi dipinti viene messo in vendita: lo scorso febbraio il collezionista francese Nicolas Laugero-Lassere ha acquistato Le Comte de Belamy, un “parente” di Edmond. Che anche questo abbia contribuito all’interesse di Christie’s per il genere?

COME FUNZIONA

Il processo creativo per la realizzazione dei dipinti è altamente complesso. Il team ha raccolto più di 15mila ritratti che sono stati realizzati tra il XIV e il XX secolo. Dopo un lento processo di elaborazione delle immagini grazie ad un preciso algoritmo, l’immagine viene prodotta, stampata ed incorniciata. “Il ricavato della vendita”, racconta il collettivo Obvious,“lo utilizzeremo per affinare l’algoritmo, per realizzare lavori che sembrino sempre più essere realizzati da un essere umano”.

LE CRITICHE

Il progetto non è stato esente da critiche, tutte mosse nei confronti del collettivo che ha creato l’“algoritmo pittore”. C’è chi dice “ma voi non siete artisti”, altri affermano che “questa non è arte perché manca una componente più personale e un messaggio”. “Noi ci definiamo artisti concettuali, amici e ricercatori”, rispondono gli Obvious in un’intervista a Christie’s. “Abbiamo sottoposto le creazioni a più persone chiedendo loro di dare un giudizio confrontando diversi lavori: alcuni prodotti da un artista reale, altri invece dall’algoritmo. Il risultato? Non si sono accorti della differenza e anzi, in alcuni casi, hanno preferito opere prodotte artificialmente”.

IL COLLETTIVO

Hugo, Pierre e Gauthier si definiscono come un gruppo di amici, artisti e ricercatori con la passione per le implicazioni sociali e filosofiche legate all’intelligenza artificiale. Il loro progetto è iniziato nel 2017 quando s’imbattono nei GAN, algoritmi di apprendimento automatico, che producono immagini. “Il nostro approccio”, raccontano dalla loro pagina Facebook, “invita tutti gli amanti dell’arte a considerare e valutare le somiglianze e le distinzioni tra la meccanica ancora da comprendere all’interno del cervello umano, come il processo creativo non replicabile, e quelli di un algoritmo. Ora, con il nostro processo l’artista fa un passo indietro e l’opera d’arte sarà interamente realizzata da un’intelligenza artificiale. E voi sapreste capire la differenza?”.

   Valentina Poli

http://obvious-art.com

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.