Dal calcio all’arte contemporanea. Chi è Leonard Blavatnik, magnate ucraino proprietario di DAZN

Il magnate ucraino proprietario di DAZN, la piattaforma dedicata al calcio, è una delle persone più influenti del sistema dell’arte. Tra capolavori e donazioni stratosferiche ai musei inglesi, ecco chi è l’uomo più ricco del Regno Unito…

Len Blavatnik
Len Blavatnik

In Italia è conosciuto principalmente come proprietario di DAZN, la piattaforma dedicata allo sport che da quest’anno fa concorrenza a SKY nella proiezione dei campionati di Serie A e B di calcio. In realtà il servizio, già attivo da tempo negli Stati Uniti, in Giappone e in altri paesi europei, è solo la punta dell’iceberg dell’enorme galassia che ruota intorno alla figura di Leonard Blavatnik (Odessa, 1957), miliardario di origini ucraine con cittadinanza inglese e americana con interessi che vanno dal petrolio all’alluminio, dagli immobili di lusso alle produzioni hollywoodiane, dalle case discografiche alle applicazioni per cellulare più utilizzate, dallo sport ai media. E naturalmente anche all’arte contemporanea.

CHI È LEONARD BLAVATNIK

Non è facile ricostruire la genesi della fortuna di Blavatnik, incoronato nel 2015 dal Sunday Times l’uomo più ricco d’Inghilterra. Nato nel 1957 a Odessa, oggi Ucraina e all’epoca Unione Sovietica, in una famiglia di origini ebraiche, si trasferisce negli Stati Uniti a 21 anni con i suoi genitori. Blavatnik studia economia ed informatica alla Columbia University e poi frequenta un Mba ad Harvard nel 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino. E proprio con la dissoluzione dell’ex Urss inizia la sua ascesa. Grazie alla massiccia privatizzazione delle aziende statali nei primi anni ’90, Blavatnik si lancia nel campo dell’alluminio, arrivando in poco tempo a controllarne il mercato per via dei rapporti economici con l’Europa, gli Stati Uniti e il Sud America. Una carriera in costante ascesa, ma tendenzialmente nell’ombra fino al 2010 quando la sua Access Industries acquisisce per 1,8 miliardi di dollari la LyondellBasell, gigante statunitense in crisi del settore chimico. Quattro anni più tardi l’azienda aveva più che quintuplicato il proprio valore. L’operazione, che è stato definita il più grande affare nella storia di Wall Street, offre a Blavatnik le luci della ribalta. L’anno successivo, acquista Warner Music, attualmente la terza casa discografica del mondo.

L’ IMPEGNO FILANTROPICO

Blavatnik, considerato l’uomo più ricco del Regno Unito, con redditi al di sopra di quelli della regina e della scrittrice J.K. Rowling, vera icona nazionale, è molto attivo anche nel campo della beneficenza, tanto da essere stato insignito della carica di cavaliere per via del suo grande impegno filantropico, espresso prevalentemente attraverso la Blavatnik Family Foundation. La fondazione, senza scopo di lucro, sostiene principalmente i giovani scienziati offrendo loro un premio in denaro per portare avanti la propria ricerca.

L’ARTE CONTEMPORANEA

Proprio come Roman Abramovich che insieme alla ex moglie Dasha Zhukova ha addirittura aperto un museo a Mosca, il Garage Museum, o il presidente Putin di cui è intimo amico, Blavatnik possiede una collezione d’arte stratosferica che include opere di artisti russi, americani ed europei tra cui spiccano Picasso e Modigliani, ma anche artisti contemporanei tanto da essere inserito da ARTnewsnella lista delle persone più influenti del sistema dell’arte.

LE DONAZIONI AI MUSEI INGLESI

Dopo aver acquistato il Theatre Royal Haymarket, uno dei teatri più antichi di Londra in avanzato stato di abbandono, Blavatnik ha iniziato ad elargire cospicue donazioni ai musei inglesi. Cinquanta milioni di pound, circa 60 milioni di euro, sono stati donati alla Tate dall’oligarca russo. Una donazione “senza precedenti nella storia della Tate” per ammissione dello stesso Nicholas Serota,ai tempi direttore del museo londinese. Tanta generosità è stata ripagata con il cambio nome della Switch house, l’edificio costruito dallo studio d’architettura Herzog & de Meuron come estensione della Tate Modern, in Blavatnik Building. Non è la prima volta che Blavatnik è protagonista di donazioni da capogiro, del resto con un patrimonio che si aggira intorno ai 17 miliardi di sterline, la cosa risulta non difficile. Nel 2010, per esempio, aveva versato 75 milioni di sterline all’università di Oxford, anche qui la donazione più grande mai ricevuta dalla scuola, che ha portato il miliardario ad avere, anche in quel caso, un edificio a lui intitolato che oggi ospita la Blavatnik School of Government. L’ultimo museo a godere della generosa beneficenza del miliardario ucraino è stato Victoria & Albert Museum, che ha intitolato all’uomo l’ingresso dell’edificio. Nelle case dell’istituzione londinese sono arrivate due donazioni di 5 milioni di sterline e una successiva da un milione. Certo quisquiglie rispetto alle precedenti, ma comunque manna dal cielo per le casse dei musei inglesi che si contendono a suon di titoli, premi e riconoscimenti la generosità del magnate.

– Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.