Tecnologia interattiva e proiezioni in tempo reale. TeamLab a Pechino

Pace Gallery, Pechino ‒ fino al 19 novembre 2017. Il collettivo giapponese teamLab va alla conquista di Pechino, animando la sede di Pace Gallery con una mostra che catalizza l’attenzione del pubblico locale.

Crystal Universe, teamLab, 2015
Crystal Universe, teamLab, 2015

A Pechino teamLab ha trasformato i 1.500 metri quadri di architettura Bauhaus della Pace Gallery in un labirinto sinestetico che rompe qualsiasi aspettativa di visita da parte dell’utente. Utente e non semplice visitatore. È proprio questo il grande scarto che sta alla base dell’esperienza di chi visita Living Digital Forest and Future Park.
Si tratta della prima grande mostra in Cina dedicata al collettivo di artisti che ha già conquistato l’audience di mezzo mondo, acceso i dibattiti sul web e scatenato gare di selfie alle proprie mostre. Peter Boris, vice presidente di Pace Gallery, l’ha definita “the most ambitious and challenging exhibition by teamLab to date”.

QUATTRO STAGIONI A PROVA DI TOUCH

Con l’installazione Flower Forest: Lost, Immersed and Reborn, teamLab rompe gli schemi sul tradizionale approccio nel visitare una mostra. Attraverso delle proiezioni in tempo reale e una tecnologia interattiva, il visitatore-utente è immerso in un’atmosfera floreale tridimensionale che muta stagione e aspetto secondo l’azione dello stesso. I fiori crescono e sbocciano per poi appassire, perdere i petali e ricominciare il processo. Il tutto però non è un semplice loop: i fiori sono interattivi e, in base all’operazione del visitatore, possono passare allo stadio successivo del loro ciclo di vita. L’interazione tra l’utente e l’installazione causa continui cambiamenti nell’opera d’arte facendo in modo che sia impossibile il ripetersi di una stessa composizione visiva dell’insieme.
Si tratta del risultato di sedici anni di ricerca artistica che ha portato teamLab a trascendere il confine tra arte e tecnologia.

Crows are Chased and the Chasing Crows are Destined to be Chased as Well, Transcending Space, teamLab, 2017
Crows are Chased and the Chasing Crows are Destined to be Chased as Well, Transcending Space, teamLab, 2017

PENNELLATE DIGITALI

Questo sconfinamento trova maggiore enfasi in Enso. Qui la tradizione calligrafica giapponese del cerchio Zen subisce una trasformazione tridimensionale, attraverso l’uso del linguaggio digitale. Il risultato è sorprendente. Il visitatore vive tutta la potenza dell’originale gesto calligrafico potendo apprezzare da diversi punti di vista la forza, la velocità, la profondità della pennellata. Con questa operazione sinestetica teamLab è riuscito a sublimare la natura del segno in una proiezione. Ha annullato la matericità di inchiostro e carta, riuscendo nel contempo a enfatizzare la gestualità del tratto senza trascendere l’aurea sacra del cerchio caro al buddismo Zen.
Enso è forse l’installazione più sintomatica per comprendere il processo creativo di questo collettivo che, è bene ricordare, fonda le sue radici nella cultura giapponese. Non a caso la proiezione è uscita dallo spazio della galleria per essere riproposta in un’altra veste e in un’altra location. Ogni sera, dopo il tramonto, la pennellata Enso prende vita in una proiezione tra gli hutong di Pechino, presso la galleria del TRB (Temple Restaurant Beijing).

ARCHITETTURE LUMINOSE PERSONALIZZATE DALL’UTENTE

Teamlab ha conquistato l’immediato apprezzamento da parte dell’audience cinese anche grazie ai mezzi richiesti per l’interazione-interpretazione delle opere. In particolare l’installazione Crystal Universe ha incrociato fin da subito il contatto con il pubblico. Il visitatore può interagire con l’architettura di luce non soltanto attraverso il suo corpo e il suo movimento, ma anche con lo smartphone, con cui può scegliere alcuni effetti luministici, avendo così a disposizione un’ulteriore possibilità per mutare un’opera che fa della metamorfosi continua il suo punto forte.

Sketch Aquarium, teamLab, 2013
Sketch Aquarium, teamLab, 2013

SCENARI INTERATTIVI PER BAMBINI

Geniale, a dir poco, è lo spazio dedicato ai visitatori più giovani. Future Park è un insieme di installazioni e postazioni che avvicinano i bambini all’interazione creativa con l’opera e fa capire meglio anche agli adulti l’approccio richiesto dagli artisti alla lettura dei loro lavori.
I disegni dei più piccoli vengono scansionati e inseriti in tempo reale in due scenari digitali, una città e un ambiente sottomarino. I bambini, oltre a contribuire personalmente con la propria grafica all’alterazione dell’installazione, possono intervenire direttamente sulla parete toccando alcuni elementi per portare ulteriore cambiamento alla scena.
Questa mostra ha rivelato fin da subito la sua straordinarietà con l’apprezzamento immediato da parte dell’audience cinese. Fin dai primi giorni ha registrato l’affollamento delle sale, cosa che, se da un lato dimostra la fruibilità dell’esibizione da parte di un vasto pubblico, dall’altra non permette di vivere la totalità dell’esperienza artistica.

Giorgia Cestaro

Pechino // fino al 19 novembre 2017
teamLab. Living Digital Forest and Future Park
PACE GALLERY
798 Art District, No. 2 Jiuxianqiao Road
Chaoyang District
www.pacegallery.com

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Giorgia Cestaro
Giorgia Cestaro (Padova, 1988) è una Storica dell’Arte e dell’Architettura che dal 2015 vive a Pechino. Dopo anni di esperienza nell’ambito della didattica museale in Italia, lavora come Art Educator presso lo Ullence Center for Contemporary Art nel 798 Art District della capitale cinese. Decide poi di trasferire le sue competenze artistiche in ambito educativo e ricopre il ruolo di Coordinatore Didattico della Scuola Paritaria Italiana d’Ambasciata di Pechino fino al 2018. Il suo vivo interesse per la metropoli che la circonda e le continue domande che questo contesto quotidianamente le suscita, la spinge a entrare nel mondo della ricerca. Da ottobre 2018 è PhD Candidate in Architettura. Storia e Progetto tra il Politecnico di Torino e la Tsinghua University di Pechino, spostando così, semestralmente, la residenza nei suoi due Paesi: l’Italia e la Cina. Nel tempo libero coltiva il suo interesse per le arti visive, vivendo attivamente il panorama artistico cinese che dal 2015 racconta sulle pagine di Artribune.