Sabrina Muzi a difesa di Baishizhou. Un racconto dalla Cina

Handshake 302 è un progetto di residenze d’artista a Baishizhou, villaggio surrealmente calato all’interno della metropoli cinese di Shenzhen. L’ultima ospite in ordine di tempo è stata l’italiana Sabrina Muzi. Vi raccontiamo la sua azione artistica come momento rituale per tutelare e difendere l’agglomerato di case vicinissime le une alle altre, che fronteggiano il colosso della gentrificazione.

Sabrina Muzi, Wandering Baishizhou, 2017, Handshake 302 di Baishizhou a Shenzhen, Cina
Sabrina Muzi, Wandering Baishizhou, 2017, Handshake 302 di Baishizhou a Shenzhen, Cina

Negli ultimi anni i programmi di residenza artistica, sviluppati in diversi angoli del mondo, sembrano diventati un fenomeno di moda e soprattutto sono una nuova opportunità per i creativi contemporanei. Un comportamento “nomade” indotto anche da una crescita esplosiva legata alla globalizzazione e alle continue esigenze degli artisti, che generalmente non si riconoscono più in uno stile di vita statico e sedentario. La ricerca continua di nuove relazioni e conoscenze verso altre culture è spesso necessaria ed essenziale per alimentare i “cassetti” della genialità e dell’attività artistica di ogni autore.

IL FENOMENO DELLE RESIDENZE D’ARTISTA

Le numerose residenze offerte da istituzioni, musei, spazi privati o da altri artisti non sono solo un mezzo di sussistenza per lavorare o viaggiare, ma diventano sempre più “strutture complete” capaci di determinare, attraverso laboratori interdisciplinari e stimolanti collaborazioni, nuove esperienze di vita.
Tutti meccanismi e relazioni, questi, in grado di individuare scambi di “soggiorno temporaneo” e nuovi spunti per raccontare culture e società differenti, non più confinate al solo mondo occidentale ma diffuse, sempre più spesso, anche in altre realtà del pianeta – dal Brasile a Taiwan, dall’Estonia al Camerun, dal Giappone al Vietnam fino alla Corea.

Sabrina Muzi, Baishizhou a Shenzhen, Cina
Sabrina Muzi, Baishizhou a Shenzhen, Cina

UN VILLAGGIO AL CENTRO DELLA METROPOLI

Questi luoghi e questi congegni, caratterizzati dall’incontro con situazioni e società differenti, sono stati esplorati da Sabrina Muzi (San Benedetto del Tronto, 1964) nel tentativo di stabilire un avvicinamento fisico e mentale fra arte e popolazione locale.
L’artista di adozione bolognese, dopo diverse esperienze simili (nel 2010 a Kunming e nel 2013 a Taipei) ritorna in questa terra affascinante e allo stesso tempo complicata, presso lo spazio indipendente Handshake 302 di Baishizhou a Shenzhen, diretto da Zhang Kaqin (artista), Wu Dan (designer e project manager), Liu He (curatore), Lei Sheng (designer) e Mary Ann O’Donnell (antropologa).
Lo spazio, aperto nell’ottobre 2013, invita artisti e scrittori a scoprire e rileggere il villaggio di Baishizou, situato al centro di Shenzhen.

BAISHIZHOU RACCONTATO DA SABRINA MUZI

Questa terza esperienza in Cina, come ci racconta la stessa Muzi, “nasce nel mezzo del villaggio di Baishizhou, posto affollatissimo da persone di diverse fasce sociali e ricco di negozi sempre aperti, collocati nelle caratteristiche case costruite vicinissime, tanto da essere definite ‘Handshake’, stretta di mano. Questo impianto urbanistico così stretto, tanto che le persone si possono salutare stringendosi la mano ‘da una casa all’altra’, definisce un contrasto surreale tra questo luogo e i palazzi moderni della città di Shenzhen. Una realtà che nel corso dei prossimi anni rischia di essere sostituita da nuove residenze signorili o da strutture commerciali, determinando la ‘rimozione’ delle case e di conseguenza della popolazione più debole e degli spazi destinati alle tante persone emigrate per questioni lavorative che, non potendo permettersi di vivere nella moderna metropoli, scelgono questo luogo per i costi più contenuti. Questi agglomerati, pur essendo ‘note stonate’ all’interno della città, raccontano una buona parte dell’evoluzione e dei meccanismi che muovono e danno energia alla stessa metropoli”.

Sabrina Muzi, Wandering Baishizhou, 2017, Handshake 302 di Baishizhou a Shenzhen, Cina
Sabrina Muzi, Wandering Baishizhou, 2017, Handshake 302 di Baishizhou a Shenzhen, Cina

SCIAMANI E GENTRIFICATION

È proprio sul luogo e sul concetto di distruzione e protezione di questo villaggio che si basa la ricerca di Sabrina Muzi: “Prendendo ispirazione da altri miei lavori precedenti e soprattutto dalla cultura tradizionale e sociologica, con un approccio particolare per gli aspetti primordiali delle forze della natura, i rituali e le credenze divinatorie di esseri superiori di questa popolazione, ho immaginato un’azione performativa per i vicoli, le case e le attività di questo villaggio. Ho iniziato la residenza a Baishizhou esplorando e coinvolgendo le persone del posto, chiedendo loro di donarmi vestiti, oggetti o materiali di scarto, che in una fase successiva ho messo insieme per realizzare tre abiti sciamani, in grado di raccontare come un puzzle di ‘storie’ i legami, le tradizioni, i gusti personali e le incertezze degli stessi abitanti della zona. Gli abiti sono stati indossati durante un’azione performativa da tre persone che hanno camminato per le strette vie di Baishizhou come presenze sciamaniche (WU) impegnate a proteggere la località dall’invasore, in un rituale difensivo che ha coinvolto gli abitanti e le loro proprietà”.
La presentazione del progetto Wandering Baishizhou, avvenuta lo scorso giugno nell’atmosfera caotica e affollata dell’agglomerato di Baishizhou, ha visto l’artista illustrare al pubblico la sua performance rituale e proiettare le fotografie realizzate nel corso della residenza. Il lavoro dell’artista si concluderà, in una fase successiva, con la realizzazione di un’opera video che rivelerà il risultato di questa esperienza, che già in questa prima fase ha messo in evidenza la determinazione di Sabrina Muzi nel relazionarsi e instaurare con il villaggio e i suoi abitanti un particolare rapporto simbiotico, realizzando e rispettando appieno le intenzioni degli ideatori di Handshake 302.

Giovanni Viceconte

www.chinaresidencies.com/residencies/handshake-302
www.sabrinamuzi.it

Dati correlati
AutoreSabrina Muzi
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giovanni Viceconte
Giovanni Viceconte (Cosenza, 1974), è giornalista e curatore d’arte contemporanea. Si laurea presso l’Accademia di Belle Arti, nel 2004 consegue il Master in Organizzazione Eventi Culturali e nel 2005 il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha collaborato negli ultimi anni con diverse testate nazionali di settore (Flash Art, Julietart Magazine, Segno) e scritto testi critici su cataloghi e pubblicazioni. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati, seguendo il lavoro di artisti italiani e internazionali, specificamente delle ultime generazioni legate al linguaggio video e performativo. Attualmente si occupa de progetto 2video undo.net e dell’archivio ArtHub.it.
  • Mary Ann O’Donnell

    Baishizhou in Italy! Thank you Sabrina for your great work.