Inaugura la prima edizione di TEFAF Spring a New York. Lusso e opere nella nostra fotogallery

Dopo la prima edizione autunnale lo scorso ottobre, ecco la fiera TEFAF che si posiziona anche durante la settimana di Frienze. Si tratta della prima edizione primaverile, dedicata all’arte moderna. Ed è subito lusso.

TEFAF Spring, New York
TEFAF Spring, New York

Non molti sanno che l’acronimo TEFAF sta per The European Fine Art Fair. Certo è che da qualche tempo a questa parte la grandiosa fiera nata a Maastricht ormai più di 40 anni fa tanto “europea” non lo è più visto gli investimenti clamorosi per conquistare le Americhe.

COME MAI TEFAF È ARRIVATA A NEW YORK?

La storia di TEFAF a New York si intreccia necessariamente con la storia dello sbarco di un’altra fiera europea negli States: Frieze. Ricapitoliamo: Frieze nasce a Londra, cresce a Londra, sbarca a New York, cresce a New York, fa nascere poi a Londra Frieze Masters sull’arte del Novecento e sull’arte antica. A questo c’è il rischio, serio, che Frieze Masters sbarchi anche a New York andandosi a prendere un mercato ricchissimo. Fatto anche di tanti collezionisti che ogni anno varcano l’oceano per seguire, sugli stessi temi, il TEFAF. C’è stato però qualche tentennamento, Frieze ha faticato a trovare la sede nella Grande Mela e in questo frangente TEFAF si è inserita piazzando due sberle: il TEFAF autunnale, sull’arte antica, e il TEFAF primaverile sull’arte moderna che oggi segna la sua prima edizione. Questa è la storia. Oggi si passa alla cronaca. La prima edizione di TEFAF Spring a New York è da lustrarsi gli occhi. In primis per le opere esposte chiaramente, ma poi per il contorno, per la capacità di immergere l’offerta artistica in un quadro di lusso estremo ma sobrio e soave, con tutti i billionair di NYC presenti alla vernice. Stile TEFAF.

COSA ABBIAMO VISTO

Gli incredibili disegni di Egon Schiele da W&K di Vienna e altri quadri sempre di Schiele da Richard Nagy che propone proprio una personale straordinaria con in più un pezzo-chicca di Otto Dix.
Cardi (che come molti altri si divide tra lo stand qui e quello a Frieze, e sarà curioso notare le differenze) ha fatto fare pezzi nuovissimi a Mimmo Paladino e poi ha due Fontana super eleganti. Da lustrarasi gli occhi il display dedicato sempre a Fontana nello stand di Ben Brown. Stimoli anche da Peter Frieman con Medardo Rosso e Thomas Schutte che si fronteggiano. Un’intera mostra di Mirò da Helly Nahmad e una di Joseph Albers da David Zwirner. E Axel Vervoordt che allestisce il suo stand come fosse Palazzo Fortuny, forse per prepararsi alla “sua” mostra a Venezia che inaugura tra pochi giorni. Insomma, ce n’è per tutti e anche per chi ha voglia di gioielli, arte antica, archeologia perché tra oltre 90 espositori una piccola parte propone anche quello.

IL LUSSO DI UNA FIERA UNICA

Nella fotogallery troverete anche scene di buffet, composizioni floreali e lussi vari. Non vi sorprendete. Perché per capire l’atmosfera TEFAF che differenzia questa fiera da tutte le altre, bisogna anche immaginarsi cos’è partecipare ad un’inaugurazione circondato dal profumo di mare proveniente da signori che, con un secchio pieno di conchiglie aperte e uno pieno di conchiglie chiuse, offre ostriche appena aperte agli intervenuti.

Massimiliano Tonelli

Fino all’8 maggio 2017
TEFAF New York Spring
PARK AVENUE ARMORY
643 Park Avenue – New York
www.tefaf.com/fairs/tefaf-new-york-spring

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.