Apre a Madrid la Fondazione Norman Foster. E guarda ai giovani

Un foro internazionale di architettura, arte e urbanistica: inaugura il primo giugno la nuova sede della Fondazione Norman Foster nel cuore della capitale spagnola.

Exterior view, Norman Foster Foundation, Madrid © Courtesy Norman Foster Foundation
Exterior view, Norman Foster Foundation, Madrid © Courtesy Norman Foster Foundation

Approda finalmente a Madrid, dopo anni di trattative e di difficoltà burocratiche, la Fondazione Norman Foster. Il celebre architetto inglese ha una legame speciale con la Spagna: sposato con la spagnola Elena Ochoa – psicopatologa prima ancora che gallerista, editrice (fondatrice dell’impresa Ivorypress) e curatrice di mostre d’arte contemporanea – , nei prossimi anni Foster sarà impegnato a Madrid nel prestigioso progetto di ristrutturazione del Salón de Reinos, ultima tappa dell’ampliamento del Museo del Prado.
Da tempo Sir e Lady Foster avevano acquistato una palazzina nell’elegante quartiere di Almagro, con il proposito di trasferirvi la sede della fondazione nata nel 1999 a Londra.

L’EDIFICIO DI NORMAN

Si tratta di un edificio signorile, stile hotel particulier, costruito nei primi anni del Novecento da Joaquín Saldaña come residenza del Duque de Plasencia, adibito poi ad ambasciata di Turchia e a sede di una banca. Inizialmente, l’idea era dare un “tocco Foster” all’esterno, ma la commissione di patrimonio storico locale non ha permesso nessuna alterazione della facciata. Così, l’architetto inglese si è limitato ad adattare i 2500 metri quadrati dell’edificio per ospitare la biblioteca e il vastissimo archivio, che documenta la sua attività dagli anni Cinquanta ad oggi. Nel cortile interno è intervenuto costruendo, con grandi pannelli autoportanti in vetro laminato, un padiglione per eventi ed atti ufficiali: in questo spazio è stata anche collocata un’installazione della scultrice Cristina Iglesias.

UNA FONDAZIONE CHE SOSTIENE I GIOVANI ARCHITETTI

La Fondazione Foster nasce senza finalità di lucro, con scopi puramente investigativi, divulgativi e filantropici, dispensando borse di studi per giovani architetti. Alla direzione è stata chiamata María Nicaor, storica dell’arte con esperienza al Victoria & Albert di Londra e al Guggenheim di New York. “La fondazione nasce dall’ispirazione di aiutare le nuove generazioni a stare più preparate per anticipare il futuro”, spiega l’architetto, vincitore del Pritzker Prize 1999 e, dieci anni dopo, del Premio Principe de Asturias delle arti, il Nobel spagnolo. “La qualità del design” aggiunge Foster “determina la qualità della nostra vita”. E per celebrare l’apertura della nuova sede in Spagna, è in programma il primo giugno al Teatro Real di Madrid Future is now, foro internazionale dedicato a città, tecnologia, design e infrastrutture. Tra i partecipanti, l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, Jonathan Ive, a capo del comparto design di Apple, l’architetto e designer spagnola Patricia Urquiola e gli artisti Olafur Eliasson e Cornelia Parker.

Federica Lonati

www.normanfosterfoundation.org

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Federica Lonati
Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca, ma anche di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 al 2005 ha lavorato nella redazione di Lombardia Oggi, supplemento settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero della stessa Prealpina, occupandosi delle pagine di arte, moda e classica. Dalla Spagna ha scritto articoli per Libero, Qui Touring, Corriere del Ticino e Sole 24 ore. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con Agrisole, supplemento settimanale del Sole 24 ore, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola. Oggi scrive articoli, interviste e reportage raccontando la Spagna contemporanea, la sua cultura e il suo mondo artistico. Come freelance, oltre all’impegno costante con Artribune (iniziato nel 2014), collabora con testate come Bell’Europa e Bell’Italia, Il Gambero Rosso, Interni e D di Repubblica.