Mancano i fondi. Chiude a Parigi il Museo Dapper dedicato all’arte africana

Il museo Dapper di Parigi, piccolo gioiello dedicato all’arte africana, ha annunciato la chiusura per mancanza di fondi per continuare la programmazione culturale

Museo Dapper - sala espositiva
Museo Dapper - sala espositiva

Un museo piccolo ma molto conosciuto da tutti gli appassionati di arte africana: è il Museo Dapper di Parigi che ha annunciato la chiusura il prossimo 18 giugno a causa della mancanza di fondi per continuare la programmazione culturale. Le cause vanno ricercate nel numero di visitatori in forte calo e nei costi di gestione della struttura e del personale in costante aumento, ma anche nella concorrenza sfrenata del museo du Quai-Branly, dedicato all’arte primitiva, e nella prolificazione di mostre dedicate all’arte africana un po’ dappertutto in Francia. Per più di trent’anni il museo Dapper è stato il punto di riferimento a Parigi per l’arte e la cultura del continente africano. Oggi non è più così. Dall’inaugurazione del museo del Quai-Branly, avvenuta nel 2006 nel gigantesco edificio lungo la Senna progettato da Jean Nouvel, la perdita di visitatori, di attenzione e, di conseguenza, di fondi per il museo Dapper è stata costante. L’ultima mostra “Chefs-d’oeuvre d’Afrique” ha registrato un numero di presenze così basso da rendere necessario programmare la chiusura dell’intero museo in concomitanza con il finissage. Non ci sono più soldi né per pensare ad una programmazione espositiva né per tutelare il nucleo di opere possedute. Per non disperdere la collezione, il museo sta valutando la possibilità di trasferirsi all’estero o in Africa o ai Caraibi.

UN ANGOLO DI AFRICA A PARIGI

Il Museo Dapper è uno spazio museale dedicato all’arte e alla cultura dei paesi africani e caraibici. Situato nel XVI arrondissement, il museo è stato inaugurato nel 1986 grazie al sostegno della Fondazione Olfert Dapper, dedicata al celebre umanista olandese, Olfert Dapper appunto, che nel 1668 pubblicò “Description d’Afrique“, un testo chiave per gli studi sul continente africano. Nel 2000 la Fondazione Olfert Dapper ha inaugurato un nuovo spazio espositivo in rue Paul Valéry all’interno di un edificio ristrutturato dall’architetto Alain Moatti. Il museo possiede una raccolta di opere d’arte africana e caraibica uniche al mondo. Oltre alla collezione permanente il museo ospita mostre temporanee e spettacoli di musica e danza tradizionale. La struttura museale dispone anche di una libreria, un ristorante e una sala spettacoli da 190 posti dove sono proiettati film e documentari africani.

 

Mariacristina Ferraioli
 

 

Musée Dapper
35 bis, rue Paul Valéry 
75116 Paris
http://www.dapper.fr/

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.