Lino Guanciale mette in scena per ERT il testo inedito del drammaturgo uruguayano Gabriel Calderón. Una riflessione surreale, ironica e drammatica sulle transitorie apocalissi vissute dal nostro pianeta, calata in un interno famigliare di oggi.
Babilonia Teatri scommette sull'infanzia come detonatore vitale della scena al tempo pandemico.
Uno straordinario ritrovato film di Pina Bausch del 1987, un vecchio assolo di Jone San Martín (ex-Forsythe) e il potente ritratto coreografico di Noé Soulier per Frédéric Tavernini raccontano tutte le difficoltà dei lasciti in danza, la retorica dei maestri e le logiche forse edipiche della trasmissione.
Abbiamo incontrato i direttori artistici della compagnia AiEP Avventure in Elicottero Prodotti, Ariella Vidach e Claudio Prati, per approfondire gli sviluppi della loro ricerca incentrata sulla danza ai tempi della pandemia e del distanziamento sociale.
Mauro Astolfi, Marco Goecke e Marcos Morau, tre autori diversi ma accomunati da una danza densa e precisa, firmano le quattro creazioni che compongono il programma che celebra il venticinquesimo anniversario di Spellbound Contemporary Ballet.
A partire dal 1996 gli Enti lirici vengono trasformati in Fondazioni Lirico-sinfoniche di diritto privato effettuando un progressivo processo di privatizzazione di realtà fino a quel momento pubbliche. Ecco quali sono le conseguenze oggi.
La storia e la carriera de La Ribot, artista transdisciplinare insignita del Leone d’Oro alla Biennale Danza di Venezia 2020.
Arriva lo stop per cinema, sale teatrali e sale da concerto, con un enorme danno per il settore che stava tentando di risollevarsi dall’ultimo lockdown. Vietate anche le fiere. Restano aperti, invece, i musei.
Per la Biennale Teatro 2020, svoltasi in un’inconsueta edizione settembrina, Antonio Latella per il quarto e ultimo atto della sua direzione ha ideato una programmazione tutta italiana in cui giocare a “Nascondi(no)” riflettendo intorno al tema della censura.
Un bilancio del festival teatrale che ha sfidato la pandemia, accendendo i riflettori sulle arti performative nella cornice di Castrovillari.
Ha debuttato a Torino il nuovo lavoro coreografico di Cristina Kristal Rizzo. Una riflessione sull’atto del toccare post-lockdown. Un progetto di forte intensità che incoraggia a pensare una danza ormai distaccata dalle forme compositive, coloniali e sovraniste, dell’ammicco e dell’intesa tanto applaudite da una platea incapace di critica.
Dal diametro di 7 metri, la tela circolare venne usata come pedana dalle danzatrici dell’opera Le due madri, dal 1991. Oggi il dipinto viene messo in vendita ed esposto al Teatro Basilica di Roma, con una due giorni di performance.